WOLF’S EYES SAGA

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Quando scrissi Wolf’s Eyes non avevo assolutamente idea che avrebbe avuto più di un seguito.

Al termine del primo volume, fui sommerso da una serie di critiche, positive e non, mirante tutti verso l’unico argomento: il finale.

C’è a chi era piaciuto, c’è chi l’aveva odiato, odiando me in virtù della proprietà transitiva.

Al che, decisi di scriverci ancora in merito, dando vita ad un secondo volume che, a causa dell’elevato numero di pagine, fu diviso in due, sfornando, alla fine, una trilogia.

Il terzo volume (Piacŭlum), ancora, è stato riscritto due volte, la seconda apparendo con il sottotitolo Director’s Cut, in cui la storia viene completamente stravolta, proponendo un finale lievemente diverso dall’originale, riscrivendo numerosi capitoli (di cui 3 molto più lunghi rispetto alla prima versione) e aggiungendone addirittura 15 nuovi (da qui l’omaggio a Blade Runner con il Director’s Cut). La ragione di questo restauro con allungamento, è spiegata all’interno di Wolf’s Eyes – Piacŭlum: Director’s Cut, nella postfazione Perché Director’s Cut.

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A differenza dei seguenti, il primo volume era parecchio serio. Un fantasy in cui ho tentato di stravolgere un po’ le cose, proponendo un nuovo modello di protagonista e di figure spalla.

Non solo. Il protagonista non è il più forte, non è figo, non ha superpoteri.

Insomma, per farla breve: Wolf’s Eyes, seppur richiamando alcuni elementi classici, di fantasy (almeno per ciò che concerne la letteratura degli ultimi anni) non ha davvero nulla.

Quindi, via dalla mente vampiri (soprattutto gli ultimi e tristissimi vampiri…), licantropi, fatine, maghi, maghetti e urcazurcatirulero.

Wolf’s Eyes è altro. Stop.

Per quel che concerne i personaggi, la saga di Wolf’s Eyes ha esordito con un numero esiguo di questi, tra cui non è stato possibile non innamorarsi, nel corso della storia, oltre che del protagonista, anche di quasi tutti gli altri (che vi descriverò qui di seguito).

Stray: è il protagonista che esordisce apparendoci come un tuttologo dei poveri, un nerd perso, un tipo tutt’altro che rassicurante. Eppure, dopo un esordio piuttosto discutibile, si rivelerà per quello che è. Ma nel corso della storia, cambia. Non è più serio, ma diventa sempre più scemotto, a tratti tremendamente stupido. Ma pur sempre geniale e intuitivo. Elemento naturale: Fuoco.

Prince: decisamente il più singolare tra i lupi. Odia gli ordini, anche quelli del suo padrone, si nutre di chili piccantissimo e birra. Un pozzo senza fondo, un fedele amico e un avversario temibile che quando attacca mira sempre alle parti basse dell’avversario. Viene chiamato da Stray anche come “amico“, “fratello” o “lupaccio/lupaccio della malora/lupaccio del malaugurio“. Detesta i collari antipulci e i bagni con lo shampoo, e odia essere chiamato cane quando lo scambiano come tale. Elemento naturale: Fuoco.

Sarah: inizialmente coprotagonista, poi personaggio fisso, fino ad assumere un ruolo fondamentale nel terzo volume, contro ogni previsione. Rivelazione. Elemento naturale: Acqua.
Ljus/Hikari: meglio nota come “stupida Ljus“, divinità angelica, dea della Luce, guida delle truppe celesti, misantropa fino all’osso, terza sensei di Stray, decisiva in più di un’occasione. Pericolosissima negli scontri, fondamentale nei duelli contro Gedàr e, soprattutto, Natt. Dice di odiare Stray, ma lo salva in più di un’occasione.

Natt: il signore degli Inferi, principe dell’oscurità, signore del Fulmine. Sostanzialmente il cattivo, colui alla ricerca del suo Angelo della morte. Vi assicuro che lo odierete e non dategli mai retta: è un bastardo.

Ryu Kimura: altro super personaggio, ragazzo giapponese e fortissimo karateka. Diventerà un alleato di Stray e soci, ma rimarrà sempre in competizione con lui, non mancando, i due, di scambiarsi insulti reciproci in ogni occasione, anche durante i combattimenti. È forte quasi quanto Stray e risulta fondamentale in tutte le battaglie. Elemento naturale: Fuoco.

Miki: ovvero, la psicopatica del gruppo. Ha un artiglio d’acciaio sul braccio destro con cui si “tatua” il simbolo cinese del Metallo sulla fronte (suo Elemento naturale). Velocissima negli attacchi, ci prova con Stray più di una volta, non dando adito alla serrata corte di Nick. Non perde occasione per insultare tutti, soprattutto l’enorme Akash. Bipolare (e cinese).

Akash: enorme ragazzo indiano con evidenti problemi di peso. Fortissimo negli scontri, sguardo burbero, troppo tenero di cuore. Non fa altro che farsi insultare da Miki. Elemento naturale: Legno.

Takumi: anziano karateka giapponese, quarto sensei di Stray. Elemento naturale: Terra. Parla un americano maccheronico, inventa proverbi che non esistono e si prende gioco dei suoi allievi. È l’unico che riconosce in Prince un lupo. È molto ma molto forte.

Gedàr: supercattivo degli inferi, gigante nordico in armatura. Ha un’enorme spada, la Frost e sarà uno degli avversari più pericolosi per i nostri eroi. Spaventoso.

Raul/Blood: il peggior nemico di Stray. Odia questi per una ragione che scoprirete. Fortissimo guerriero, tanto quanto Stray. Elemento naturale: Fuoco.

Luke, Stephenie, Jake, Emma, Mike e Nick: personaggi minori, ma che avranno il loro ruolo nel secondo e terzo capitolo (soprattutto Nick, innamorato della bella e bipolare Miki).

Daniel: new entry del quarto capitolo. Elemento naturale: Fuoco. Impossibile descriverlo senza spoilerare. Vive in una enorme casa con due bambini, due fratellini che tratta malissimo, la piccola Ashley (12 anni) e il piccolo Cody (9 anni) che gli fanno da camerieri, cuochi e via dicendo (pur combinando solo disastri). I tre non sono parenti. Cody e Ashley, pur essendo trattati malissimo, vogliono un enorme bene al misantropissimo Daniel.

Masael: il leader dei nuovi antagonisti. Personaggio enigmatico, ama scherzare e prendersi gioco dei suoi avversari. riesce a essere freddo e manipolatore, non si fida di nessuno, neppure dei suoi stessi compagni. Possiede una spada, la micidiale Svart, un’arma dalla potenza inaudita e inquantificabile. Elemento naturale: Vuoto.

 Kelis: seconda di grado, subito dopo Masael. Bellissima ragazza, dai capelli biondi e occhi azzurri. Micidiale nei duelli corpo a corpo, darà del filo da torcere ai nostri, soprattutto Hikari, verso la quale nutre un odio recondito e apparentemente inspiegabile. Anche lei è custode di una spada, la temibile Blod. Elemento naturale: Fuoco.

Akobiel: possente, enorme e muscoloso, Akobiel è sicuramente l’avversario che non vorresti mai ritrovarti di fronte, poiché tremeresti al sol vederlo. Elemento naturale: Metallo.

Elazah: fortissimo guerriero possessore della spada Åska. È il più minuto di statura, tale da essere soprannominato da Miki in numerosi modi. Tuttavia, nonostante la sua statura, è molto ma molto pericoloso in duello. Elemento naturale: Fuoco.

Astar: custode della spada Luft, Astar è ilo secondo guerriero più forte e muscoloso, molto più pericoloso di Akobiel che tende a usare spesso e volentieri i muscoli a discapito del cervello. Fortissimo in battaglia, assieme a Kelis e Elazah è parte di un trio micidiale. Elemento naturale: Legno.

Ribeth, Anja, Zouth: completano la squadre dei cattivissimi, tirapiedi del fortissimo Masael. I loro elementi naturali sono ,rispettivamente, l’Acqua, la Terra e il Legno.

Lucifero: uno dei personaggi più tremendi, cattivi, forti e mostruosamente vendicativi mai apparsi in Wolf’s Eyes. E… no: non posso dirvi di chi si tratta. Ma darà molto filo da torcere ai nostri eroi.

Non siete ancora soddisfatti? Non vi ho ancora messo l’acquolina in bocca?

Beh, proverò ad aggiungere qualche altro dettaglio. Il quarto volume di Wolf’s Eyes è totalmente diverso dai predecessori. Già in Mìngìun (il secondo) la comicità aumentava e la tensione si smorzava un po’ (epica la scena della grande abbuffata a cui partecipano due affamati Stray e Sarah e un voracissimo Prince), mentre in Piacŭlum la tensione raggiunge vertici allarmanti e la comicità scompare quasi del tutto, se non per apparire a sprazzi disseminata nelle località che i personaggi visiteranno (come a Ortensia, immaginaria località del napoletano), a Sarita (da morire dal ridere il bagno di Ryu nell’acqua gelata) o, ancora, durante la devastante battaglia finale, in cui le vite di ognuno saranno messe seriamente a rischio.

È la fine di ogni cosa? O è soltanto l’inizio di una nuova era che verrà? 

Beh, questo lo lascio scoprire a voi…

Felice lettura a tutte/i,

Antonio

CURIOSITÀ: ogni capitolo di Wolf’s Eyes, di tutti suoi volumi, quarto compreso, porta il titolo di una canzone rock o metal o, ancora, con il nome di un album musicale (sempre appartenente al panorama rock o metal).

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Qui di seguito, vi riporto i link mediante i quali è possibile acquistare Wolf’s Eyes:

Wolf’s Eyes (eBook)

Wolf’s Eyes – Mìngyùn (eBook)

Wolf’s Eyes- Mìngyùn (Cartaceo)

Wolf’s Eyes -Piacŭlum: Director’s Cut (eBook)

Grazie a tutte/i voi,

Antonio

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