VIRTUAL SIMMETRY – X-GATE EP (Recensione)

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Personalmente non sono un grande ascoltatore di progressive metal, fatto salvo per alcune band che mi sono entrate nel cuore e che difficilmente riuscirei a ficcare dentro nel dimenticatoio.

Quando avevo 20 anni, ricordo che ascoltavo molto prog, soprattutto band come Dream Theater, Queensrÿche o Fates Warning. Ma non solo: ovunque leggessi prog sbavavo!

Adoro molto la svolta progressive dei nostrani Labyrinth (il loro album omonimo mi delizia ancora oggi) e non potrò mai dimenticare una band come gli Everon, scoperta anni e anni fa per caso che poi ha saputo conquistare un posto speciale nel mio cuore.

Però, come spesso accade, io funziono a cicli: ci sono momenti in cui mi gaso tremendamente per il thrash, poi passo al prog, poi, ancora, mi innamoro del death e via dicendo. Attualmente, sono preso dall’heavy e dall’hard rock melodico.

Non chiedetemi perché, ma funziono così. attualmente, ad esempio, farei molta fatica ad ascoltare un disco di progressive metal, perché questo genere è per intenditori della musica, per palati sopraffini, per gente che ha davvero molto ma molto tempo da dedicare all’ascolto. Inoltre, come spesso accade, nel progressive non sempre si riesce a comporre della buona musica, perché si cade spesso e volentieri nell’errore di fare sfoggio di tecnica e virtuosismi fini a sé stessi che, a lungo andare, risultano estenuanti.

Ecco perché, quando ho ricevuto il promo dei Virtual Simmetry, ho detto: «Oh oh…», perché… ehm… sì, mi toccava lavorare sodo per scrivere qualcosa di decente.

Fortunatamente, la band (italiani!) non mi ha deluso, anzi, nonostante la complessità delle sue partiture, risulta essere parecchio ascoltabile e facilmente assimilabile. Complice i tessuti melodici che i ragazzi riescono a creare con i loro strumenti, risultando sempre molto ma molto ispirati nella composizione dei brani.

Venuti alla ribalta nel 2009, i ragazzi debuttano l’anno scorso con Message From Eternity (album che ho avuto il piacere di ascoltare), disco in cui fanno la loro comparsa special guest del calibro di Alessandro Del Vecchio e, soprattutto, sua maestà Jordan Rudess il quale palesa l’evidente amore per la band nei confronti dei Dream Theater (che costerà loro qualche critica, secondo me insensata, anche perché i ragazzi riescono comunque a metterci del loro).

Il primo album non mi è dispiaciuto affatto e lo ritengo un piccolo gioiello all’interno del panorama progessive metal underground italiano.

I Dream Thetar, quindi, risultano le principali muse ispiratrici dei ragazzi i quali, facendosi forza su di essi, poi si avviano nel percorrere la propria strada fatta da intricati passaggi melodici e strumentali che non potranno non lasciare sconvolto (positivamente) l’ascoltatore.

Dimostrazione del loro talento è la lunghissima suite di quasi 15 minuti Alchymera, brano all’interno del quale accade praticamente di tutto e in cui i nostri fanno sfoggio dei propri controcazzi in ambito di melodia e tecnica.

La successiva Elevate è semplicemente incantevole, grazie al duetto della voce maschile/femminile con un Marco Pastorino (Temperance, Light & Shade, ex-Secret Sphere) sempre sopra le righe che, ci tengo a sottolinearlo, non tenta mai di strafare lanciando acuti siderali da castrato cercando di sfondare le vette del cielo, ma rimanendo sempre ancorato ai solidi schemi sui quali la musica della band è fortemente strutturata. E questo è un bene, perché, francamente, sono stanco di tutte quelle band i cui cantanti sembrano fare a gare a chi lancia l’acuto più alto, tentando di spaccare i vetri della stanza in cui si sta ascoltando il disco.

Ma la sorpresa è proprio nell’intro, quella Eyes Of Salvation sorretta dalla Sinfonietta Consonus Symphonic Orchestra diretta da Michal Mierzejewski e in cui Pastorino sfodera gli attributi, mostrandosi come autentico mattatore del gruppo, sfoderando una prestazione maiuscola la quale mette i brividi.

Che dire, se queste sono le premesse non vedo l’ora di ascoltare il full-lenght.

Vi lascio, qui di chiusura, un piccolo assaggio della maestria dei nostri che, spero, vi delizi la giornata:

 


VOTO: 80/100

RATING RECENSIONI MUSICALI

 

TRACKLIST

1.Eyes of Salvation

2.Alchymera

3.Elevate

 

LINE-UP

Valerio Æsir Villa – Guitars

Mark Bravi – Keyboards

Alessandro Poppale – Bass Guitar

Davide Perpignano – Drums

Marco Pastorino – Vocals

 

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About Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 356 giorni l'anno.
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