ROXIN’ PALACE – FREAKS OF SOCIETY (Recensione)

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Attivi sin dal 2013 (se non sbaglio) con il loro primo disco, i nostrani Roxin’ Palace ritornano sulle scene dell’hard n’ heavy con il loro secondo pargolo da studio, ossia questo Freaks Of Society, album che, seppur rimarcando quanto di buono fatto nell’esordio, si discosta lievemente da questo aggiungendoci qualcosa in più che mi ha fatto ben sperare per le sorti della band sia per ciò che concerne il futuro e, soprattutto, per ciò che riguarda le loro esibizioni live.

Band di Pordenone, i ragazzi, per l’occasione, rimaneggiano lievemente la loro formazione, sostituendo Axel al microfono con la new entry Al e, ancora, con Gian Roxx al basso che prende il posto di Garrett. Gian Roxx, inoltre, non è un novizio, ma proviene dai Party Animals, anche lì ricoprente lo stesso ruolo, mentre gli altri membri della band, Crown e Hell sono, rispettivamente, ex chitarrista dei Revoltons ed ex batterista degli Elvenking (e non so se mi spiego!).

Una band di lupi di mare, una combo micidiale che non poteva non dare alla luce un signor disco che ho ascoltato più di una volta, e non perché fosse difficile da assimilare, tutt’altro, ma solo e soltanto perché è figo da morire.

A livello di songwriting non ci sono grosse differenze con il precedente lavoro, se non il valore aggiunto che portano i due nuovi membri, soprattutto Al che, a differenza del suo predecessore, ha un timbro di voce più pulito e melodico e meno sporco e stradaiolo.

A livello musicale ciò ci sta perfettamente e dona un fascino più cool ai brani che, davvero, meritano di finire un po’ tutti nelle playlist dei rockers che avranno il piacere e la fortuna di poterli ascoltare.

Brani come l’anthem apripista Monsters Love sono da urlo, probabilmente il miglior biglietto da visita che i ragazzi avessero potuto sfornare e che da sola vale l’album.

Ma è proprio la tripletta iniziale (se si esclude l’intro, Freaks Of Sosciety) che riesce nell’arduo intento di svegliare i morti! Perché, se la prima è un roboante inno, la seconda, Gang Eraser, è sostenuta da riff pesanti come macigni che lasciano sfogo alla furia della band; il terzo brano, Thai Of Mine, è semplicemente una figata, più lenta nel suo incedere, ma molto incisiva.

Non mancano i momenti più meditati, come la semi ballad L.A. Mist che serve solo a smorzare un po’ la furia del quartetto; furia che riesplode in tutto il suo folgore nella successiva e stradaiola Monkey Junkie, tra i brani più belli e divertenti scritti dal combo friulano.

L’animo sleazy riemerge nella incazzatissima Rockers Of The Eagles, dove la band ci dà sotto seriamente, mentre non mancano episodi di autentico splendore, come la gemma Freak, di ottantiana memoria (semplicemente meravigliosa) o la conclusiva bonus track Little Lizzy, in cui al microfono duettano le voci di Al e Claudio Coassin dei Fake Idols.

In conclusione, siamo al cospetto di una band che ha saputo osare, pur mantenendo salde le sue coordinate stilistiche musicali ben ancorate a quelli che son i suoi mostri sacri e muse ispiratrici, quali Poison. Motley Crüe, Skid Row e compagnia.

Un album onesto, ben suonato, ottimamente interpretato oda un Al in pienissimo stato di grazia e egregiamente prodotto.

Sicuramente promossi a pienissimi voti.


VOTO: 85/100

RATING RECENSIONI MUSICALI


Artista/Band: Roxin’ Palace

Album: Freaks Of Society

Data di Pubblicazione: 8 novembre 2016

Etichetta: Sleazy Riders Records

Produzione: Matteo Corona e Roxin’ Palace presso Missed Track Studio (Pordenone)

Artwork: Simone Zimon Sut

 

TRACKLIST

 

1.Freaks of Society

2.Monsters Love

3.Gangs Eraser

4.Thai of Mine

5.Postatomic Hotel

6.L.A. Mist

7.Monkey Junkie

8.Rockers of the Eagle

9.Neighbourhood Stars

10.Fading Idol

11.Freak?

12.F.A.N.

13.Little Lizzy (bonus track)

 

Line Up – “Freaks Of Society”

 

Al : Vocals

Crown: Guitars

Riggs: Guitars

Gian Roxx: Bass

Hell: Drums

 

Contatti:

Home Page Roxin’ Palace

Roxin’ Palace Facebook

 

About Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 356 giorni l'anno.
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