QUANDO IL BAN DIVENTA VIRALE: la Democrazia di Sbarella

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N.B.: gli insulti gratuiti che non ho potuto trattenere colto da collera funesta (causata dell’episodio poco piacevole che mi è capitato in cui la democrazia vegana ha decretato il mio ban senza alcuna possibilità di replica) sono rivolti ai gestori della pagina Facebook Il Mondo degli Animali (attualmente convertita nel più originalissimo nome Think Green – Live Vegan – Love Animals & fottisega delle persone che muoiono di fame e di malattia)  e a chi ha dato loro ragione.

Immagino già che vi siate divertiti con il vostro ban del cazzo, eh! Beh, se permettete, adesso mi diverto io.

idiota

Perché questo argomento su questo blog?

Scommetto che è questo che vi starete chiedendo.

Beh, la risposta è molto semplice: odio gli idioti, soprattutto chi, l’idiota, lo fa.

Per la serie: scemo e fiero di esserlo.

Sono diversi mesi che, su Facebook, ho avuto modo di approcciarmi a quella che è la filosofia di vita Vegan, che non è una semplice dieta, ma va al di là, si sposa con un modo di vivere che non si riduce meramente a come e cosa mangiare.

All’inizio ero parecchio scettico e prevenuto verso di loro (c’è da dire che l’immagine che molti media e internet gli ha attribuito non li ha aiutati, ma questo anche grazie ad alcuni modi di fare di alcuni di loro, i più estremi o, se preferiti, i fuori di testa).

Dopo diversi mesi, in cui ho avuto modo di capire bene con chi e cosa stessi avendo a che fare, chi stessi conoscendo e cosa, ho stretto amicizia con molti ragazzi e ragazze vegan. Vi dirò, è stato piacevole, istruttivo e, seppur rimanendo onnivoro, da loro ho appreso molto, ma soprattutto, ho imparato che i vegani si dividono in due categorie.

La prima, quella della gente normale, quelli che sono vegani per etica, perché ci credono. Quelli che non ti rompono le balle se sei accanto a loro e non mangi tofu e lenticchie, quelli che parteciperebbero pure a una scampagnata, portandosi da mangiare per conto loro, ma non dissociandosi se, ad esempio, tr ai loro amici, c’è qualcuno che nel panino ha porchetta e mozzarella.

Insomma, sono tutti coloro il cui cervello funziona perfettamente, che non fanno del loro stile di vita una propaganda continua e assillante. Sono, soprattutto, coloro che, ben consci dei limiti della loro alimentazione, consigliano a tutti quelli che decidono di intraprendere questo cammino, di INTEGRARE quelli che possono essere i deficit dovuti a questa alimentazione (tra cui spicca, ovviamente, la vitamina B12).

Tuttavia, quella dell’integrazione vitaminica, è una questione a parte ed esula totalmente da quello di cui voglio parlarvi.

La seconda categoria, quella dei cazzari, degli urlatori, di quelli che si sono giocati il cervello al Monopoli per una manciata di sedano in più, sono quelli di cui vi parlerò in questo articolo.

Sono l’esatto opposto della prima categoria, poiché loro sono i prescelti, gli eletti da Dio, sono coloro che salveranno il mondo (e, precisamente, gli animali dall’uomo). Ancora, sono coloro che sarebbero disposti a lasciar morire un bambino per salvare un cane (o un animale a caso. E no, non sto scherzando), sono quelli che se ti vedono mangiar carne (o postare una bistecca sulla tua bacheca di Facebook) ti aggrediscono, ti lanciano maledizioni, ti insultano e, prima id bloccarti per darti il tempo di reagire, ti augurano malattie tra le più atroci, tumori a te e alla tua famiglia e qualche insulto rivolto a tua madre e al suo mestiere. Sono i promotori dell’antispecismo, non visto come una forma etica, ma come vero e proprio fanatismo religioso, arrivando ad attaccare la ricerca scientifica, berciando alla vivisezione (che non esiste da almeno 35 anni), che odiano gli ammalati ai quali augurano di morire malissimo (eclatante il caso di Caterina Simosen); sono quelli che campano le teorie più assurde, secondo cui non si dovrebbe integrare la B12 (che è un complotto delle lobby farmaceutiche e dei medici), che stanno a sindacare questo e quello, poiché dall’alto del loro podio possono permettersi di puntare il dito verso il resto del mondo onnivoro, sono quelli che odiano i vegetariani anche più degli onnivori, poiché li considerano ipocriti.

Insomma, a farla breve: sono delle emerite TESTE DI CAZZO, che paiono essere radunati all’interno di una vera e propria setta religiosa estremista talebana, il cui compito è quello di distruggere gli onnivori, eradicarli dalla faccia del pianeta e convertire uomini e animali al sacro verbo vegan (infatti, la gestore della pagina di cui vi parlerò, va fierissima del fatto che il suo gatto è VEGANO! Sì! Un animale nato carnivoro, che madre natura ha creato carnivoro, che potrebbe anche mangiare verdura ma che non deve assolutamente basare la sua cazzo di vita attorno ai vegetali, lo nutrono con alimenti a base vegetale! Ma come: se siete i primi che vi scagliate contro la sperimentazione animale, non è forse questo modo di fare tra i peggiori metodi di sperimentazione animale o, se preferite, utilizzando un linguaggio a voi più familiare, il peggiore tra i metodi della vivisezione? Non siete, quindi, dei veri e proprio VIVISETTORI?).

Ebbene sì: non solo l’uomo vegan, ma anche cani e gatti.

Per un mondo migliore. E, soprattutto, infinitamente idiota e stupido.

Ma va beh, stiamo sparando sulla Croce Rossa e non mi dilungo.

Mi preme, invece, parlarvi di uno spiacevole evento, verificatosi un po’ di tempo fa.

Perché oggi? Beh, in primi, perché così mi gira, in secondo luogo, perché se lo avessi scritto all’epoca avrei asfaltato di insulti l’Admin della pagina, i suoi seguaci e i vegani tutti, in terzo luogo, perché oggi ho tempo e voglia di farlo.

Sono costoro che non chiamo vegani, perché vegani non lo sono affatto (come si può dire di amare la vita se poi, al contempo, odi i tuoi simili, ma anche gli animali?) e che, quindi, chiamerò in maniera diversa: vegazzi, veggazzari, vegacci, veganoidi, vegoglioni e via dicendo.

Cercherò di essere molto fantasioso, non preoccupatevi.

Tuttavia, prima di iniziare con il massacro, vi mostro questa immagine:

Immagine

 

Abbiamo appena letto un tipo esempio di libertà di 
manifestazione della stupidità, in cui tale facoltà 
viene, però, estremizzata ai massimi livelli, 
abusandone.Beh? Cazzo fate quelle facce? 
Dovreste provare compassione per certa gente…

La pagina in questione, come è chiaro, ha scritto una tra le più enormi troiate idiozie di tutti i tempi (ma anche i commenti che c’erano sotto erano uno più stupido dell’altro, eh! Tutti, ovviamente, che prendevano per il culo gli “onnariani” e la loro pessima abitudine di condire cibi prima di consumarli. Geni, fottuti geniacci incompresi… Così geniacci che, quando gli ho fatto notare che anche loro consumano cibi cotti, come patate, ad esempio, nonché cibi diversamente naturali, mi hanno bananto. Anzi: è lei che mi ha bannato, miss Sbarella, perché è solo e soltanto sua la pagina in questione, una tra le peggiori pagine mai fondate su  Facebook, una pagina che trapela disagio e sociopatia da ogni poro, immagine, argomento e sillaba).

Ora, premesso che il carpaccio di carne o di pesce piace a tutti, premesso che c’è gente che mangia carne e pesce crudi non necessariamente sotto forma di carpaccio, premesso che la tartare è una delle poche prelibatezze in ambito culinario e, infine, premesso che ho visto video di gente mangiare pesce e insetti ancora vivi (qui il video), sono altre le perplessità che mi attanagliano la mente.

In primis, vorrei tanto capire chi o cosa cazzo siano gli ONNARIANI.

È ovvio che i vegacci credono che una specie rettiliana, in combutta con qualche lobby a caso (fate voi, inventatevene pure una), abbiano coniato il termine ONNIVORI, per nascondere la vera identità degli ONNARIANI. Ma loro, i veganoidi, sanno bene quale è la verità e, quindi, gli ONNIVORI in realtà non sono mai esistiti, mentre gli ONNARIANI, invece, sì.

Svelato questo grande GOMBLOTTO, passiamo ad altri autentici dubbi amletici, alcuni dei quali ho posto direttamente sulla pagina in questione sotto l’esposizione ed l’esplosione di cotanta stupidità vegarda che, puntualmente, è stata cancellata per far sparire le tracce e non fare la classica figura di merdaccia.

Innanzitutto, quando mangio la carne io la preparo ai ferri e ci metto solo un po’ di sale. Tutte le altre cose no, non mi servono e non ne ho voglia. Ovviamente, immagino già il classico vegaccio che, quando si prepara il suo bel seitan che la natura offre già biodisponibile sugli alberi del seitan, lo addenta a morsi, crudo, così com’è.

Ma il problema è anche un altro.

I veganoidi, infatti, hanno detto che per preparare la carne la devi condire con ogni ben di Dio. Ciò è falso, ma mi domando e dico: per produrre 100 grammi di Seitan che cosa bisogna fare?

Innanzitutto, dubito fortemente che esistano alberi di Seitan in natura. Ragion per cui, da qualche parte si dovrà pur iniziare, o no?

Da uno dei tanti siti spazzatura “made in vegan“, ho reperito le istruzioni-ricetta per produrre il seitan. Vediamo un po’ cosa si deve fare se si vuole preparare il seitan in casa:

  • 1kg di farina manitoba
  • 1 striscia di alga kombu
  • 1 tazzina di tamari o salsa di soia
  • origano
  • rosmarino
  • alloro
  • un canovaccio pulitissimo
  • spago

Ma come! Ci sono altri ingredienti oltre al seitan che… Per la miseria! Il seitan non c’è neppure nella ricetta! Vuol dire che, forse forse, non esiste in natura. Eh, magari è proprio così: infatti, per preparare ‘sta merda, ecco tutto ‘sto popò di procedimento (copio e incollo):

«Procediamo impastando la farina in un contenitore capiente, aggiungendo acqua in modo da ottenere un impasto morbido e lavorabile. Lasciate riposare il tutto il frigorifero per un’oretta circa. Una volta passato il tempo necessario riempite il vostro contenitore con acqua fredda e lavorate l’impasto dentro all’acqua bene…come se fosse un massaggio, cambiate l’acqua(versatela su una bacinella così poi la potete usare per orto e giardino)e ripetete il procedimento finché l’acqua non diventerà trasparente e pulita…e l’impasto gelatinoso. Una volta ottenuto questo impasto eliminiamo tutta l’acqua e lo avvolgiamo su un canovaccio dandogli la forma voluta e lo chiudiamo con lo spago. Per praticità l’ho cucinato nella pentola a pressione e dal momento del fischio l’ho lasciato in cottura 20/25 minuti. Se usiamo una pentola normale va cucinato per 50 minuti circa. Nel acqua (uno Zanichelli si è appena pugnalato al cuore. N.d.A.) utilizzata per la cottura andremmo (altro suicidio in massa di dizionari della lingua italiana. N.d.A.)  a mettere la salsa di soia, l’alga kombu, e tutti gli aromi.»

Questa è la ricetta che compare sul sito Ambientebio.it

Oltre ad un evidente disprezzo nei confronti della lingua italiana, balza all’occhio il tempo di preparazione: dai 25 ai 50 minuti!

Una bistecca ci impiega, al massimo, 5 minuti (dipende anche da quanto è spessa).

Ora, capisco che la carne deve mancarvi davvero tanto per produrre qualcosa che alla carne ci somiglia, ma che ha il sapore della merda. Tuttavia, non capisco perché prima ci scassate la minchia con la storia che per mangiare la carne devo cucinarmela e condirmela, poi, guarda un po’, il vostro surrogato della carne mi ha già fatto passare la voglia di mangiare.

E il Tofu? Esisterà, almeno, l’albero del Tofu!

Ehm… no!

Anche per il tofu, pessimo e disgustoso surrogato del formaggio, no. Il Tofu è una porcheria che si ricava dalla soia, altro alimento non commestibile crudo. Il procedimento è ancora più lungo ed è descritto in questo sito di vegardi paranoici: Veganblog.it e, sinceramente, non mi va di riportarlo.

Quindi, oltre al fatto che per preparare del seitan, ammesso si riesca a farlo, occorrono 50 minuti, per preparare del Tofu ci vuole almeno un’ora (e dobbiamo pregare che si riesca a farlo) ed è cosa assicurata che se non conditi, ambedue gli alimenti, sono di uno schifo non secondo a null’altro.

La soia, alimento caro ai vegazzi, è l’ennesimo cibo che non può essere consumato crudo, così come la quasi totalità dei legumi. Ma i nostri vegadisadattati li voglio vedere alle prese con una patata cruda appena colta: è risaputo, infatti, che è possibile mangiare le patate appena colte, crude e dure come sassi. Sì sì, è proprio così…

E gli hamburger vegetali?

Altra merda targata vegan…

Go veg!

E il pesce vegetale? Eh, anche in questo caso bisognerebbe davvero odiarsi parecchio per mangiare certa roba.

Go Veg? Ehm…

Per la lista completa di carne falsa e di pesce falso, cliccate qui e qui. Potreste rimanere sorpresi…

Arrosto vegan senza arrosto, affettato vegan senza affettato, gamberetti vegan senza gamberetti, tonno vegan senza tonno, salmone vegan senza salmone e… devo proprio continuare?

Ok, ok. Tutti questi alimenti, oltre a non essere biodisponibili in natura, oltre ad essere cucinati per poter essere mangiati, oltre a subire migliaia di trasformazioni NON NATURALI e, infine, oltre ad essere conditi e straconditi per evitare di sputarli  e vomitare per ore dopo averli infilati in bocca, sembrano un tantino “diversamente naturali”: che ne dite?

Vabbè, direte voi: sicuramente, i nostri vegans, avranno la loro sorgente dalla quale raccolgono litri e litri di latte di soia (o di miglio, o di avena, o di kamut, o di farro, o di riso, o di mandorla!).

Insomma: esisterà una cavolo di sorgente, o no? o, in mancanza, ci saranno delle tette da cui mungere questi fantastici latti vegetali che…

Ehm, ecco… Eh, no. Non c’è neppure quella.

Lo so a cosa state pensando: che vita di merda che deve fare questa poveretta!

Va beh, per bannarmi, deve aver ritenuto davvero enorme lo stronzo cagato in quello screen (chi lo sa, probabilmente sarà perché è stitica) e, quindi, a buona ragione, ha preferito evitare di cumulare altra merda derivante dalla figuraccia che si apprestava a fare innanzi ai suoi discepoli e mi ha estromesso dalla sua paginetta del cazzo. E sì, lo so: probabilmente avrebbe bisogno di un po’ di B12, anche in forma sintetica, cosicché possa riuscire a riflettere meglio prima di scrivere. Ma chi siamo noi per renderle la vita più felice e piacevole?

Ma mica finisce qui.

Alimento caro ai veganfricchettoni sono le alghe marine. Uno dei pochi alimenti (oltre a frutta fresca e secca e verdura) a poter vantare il marchio “naturale”. Secondo i vegazzardi, le alghe conterrebbero gli stessi nutrienti della carne. È falso come il seitan, ma lasciamoglielo credere comunque (qui uno studio sull’inefficacia delle alghe per ciò che concerne i valori del volume corpuscolare medio dei globuli rossi sui bambini che, al contrario, hanno reagito più che bene con un’assunzione di carne o pesce. Sempre nello stesso sito si parla di come la biodisponibilità di vitamina B12 nelle alghe sia quasi inesistente).

Sfido chiunque, tra i veganoidi, a cibarsi di alghe appena colte, senza dare di stomaco per ore e vomitare per giorni e giorni (ma anche secche fanno abbastanza schifo).

Go Veg… Va beh, Go Veg un paio di palle, eh!

Insomma, qual è il nocciolo della questione?

Essenzialmente che ognuno è, alla fine, libero di mangiarsi quel cavolo che gli pare, ma che, soprattutto, molti alimenti vegani tutto sono tranne che naturali. E che, inoltre, per poter essere consumati senza dare di stomaco, hanno bisogno di particolari cotture e condimenti a non finire (come il disgustosissimo tofu, che ho provato a mangiare non una, ma un’infinità di volte, cucinandolo in un’altrettanta infinità di modi, ma che è rimasto, almeno per me, sempre disgustoso).

Per dovere di cronaca, esistono anche alimenti molto gustosi e saporiti (in realtà, la cucina vegana è niente male. Pur rinunciando a carne, pesce, latte, uova e derivati del latte, miele compreso, riescono a tirar fuori ricette che nulla hanno da invidiare alle originali). Ad esempio, io personalmente ho provato la crema Thain (però qui vi do un avviso: alcuni la ritengono gustosa, mentre a molti altri fa davvero schifo), le varie creme di frutta secca (crema di arachidi, crema di mandorle o noci, ecc.) o il latte di miglio (io lo bevo: ottimo). Poi ci sono le varie salse e vari surrogati dello zucchero (come sciroppo d’acero o di agave, davvero molto buoni). O la maionese vegana (assaggiata: buonissima, ma grassa e calorica forse più dell’originale…!).

Ma la vera lezione è la seguente: cari vegazzi, prima di sparare minchiate sull’alimentazione ONNARIANA e bannarmi perché vi faccio notare l’enorme stronzata partorita dalle vostre menti contorte e deviate, andate a guardare nella vostra dispensa e ponetevi molte domande, tra le quali una in particolare: ma perché, se mi fanno davvero ribrezzo carne, pesce e tutti gli alimenti di origine animale, mi devo dannare l’anima per tentare di riprodurli in versione vegana, sia nell’aspetto, sia nel gusto?

arrosto tonno fake

Qui sopra, dell'arrosto vegetale (immagine in alto) 
e del tono vegetale (immagine in basso). 
Tre sole parole, a cui seguono altre 5 parole: 
cosa cazzo significa? E: cosa cazzo è questa merda??!?!

Domanda: ma per mangiare certe cose, sarete mica ipocriti? Vi mancano davvero tanto la carne, il formaggio, le uova (sì! Nel caso non lo sapesse, ci sono le uova sode vegane e le uova al tegamino veggy! Guardate pure su YouTube e sconvolgetevi. Qui il link del video in cui qualunque essere con un quoziente intellettivo compreso tra 10 e 40 capirebbe che farebbe molto prima ad acquistarsi un paio di uova e farsele come cavolo gli pare. Ma qui stiamo parlando di gente intelligentissima, non ci mettiamo mica a sparare sulla Croce Rossa…), il latte e i derivati del latte (come il GranaVegano. Qui il surreale video) da tentare di riprodurli a tutti i costi?

A voi lettori l’ardua sentenza…

P.S.: cara Sbarella, qui sei liberissima di commentare e scrivere quel che ti pare.  Io non ti bannerò MAI e, se potrò, avrò anche il piacere di risponderti. Sappi solo che questo articolo scomparirà da questo blog, solo e soltanto se io potrò commentare di nuovo nella tua pagina. Non ho mai invaso nessuna pagina vegana, perché ho sempre rispettato i vegani e la loro scelta, ma, permettimi, davanti alle idiozie non riesco a starmene zitto. Idiozie di qualsiasi tipo: sociali, esistenziali, culinarie, politiche, sociali, finanziarie, economiche e via dicendo. Ti aspetto, cara.

Informazioni su Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 365 giorni l'anno.
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