I MISERABILI DEL WEB: Bullismo su Disabili

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Credo che questo sarà l’ultimo articolo (almeno spero) e spazio che dedico a questa persona (la quale crede sempre di rimanere anonima e far/dire quel che più le aggrada. Convint* l*i), anche perché questa vicenda sta diventando leggermente stucchevole.

Ad ogni modo, a chi si fosse perso le puntate precedenti dedico un breve riassunto, cosicché possa capire innanzi a quale tipo di disagio ci ritroviamo e che genere di caso umano sto affrontando.

Sia chiaro, penso che queste siano più faccende da neurologi che da gente comune, ma lui (ops: ho detto lui :3 ) ha scelto me, e che posso farci?

Partiamo dal principio: io, sul MIO blog personale (le parole sono importanti: MIO e PERSONALE) scrivo qualche articolo sulla sperimentazione animale, in particolare questo, questo e quest’altro (qui la rassegna completa).

Non invento cose, perché mi son permesso di parlare della stessa innanzitutto come persona direttamente coinvolta, in quanto ammalato colpito da ben 3 (TRE) malattie rare che lo hanno reso invalido e, successivamente, perché se non fosse per l’intervento della medicina, più precisamente della chirurgia (tre interventi, di cui 2 all’intestino; tre trasfusioni di sangue, di cui due in età pediatrica, a 2 anni di vita; un’infinità di medicine prese e che prendo) sarei, molto probabilmente, morto quando avevo solo 2 anni. Quindi, capirete che per me medici e ospedali sono la routine, così come le medicine e capirete che ogni singola cura a cui sono sottoposto è stata resa tale grazie SOLO alla sperimentazione animale.

Tutto il resto sono chiacchiere da bar e cazzate. Punto.

Per studiare e approfondire meglio l’argomento, ho letto libri, in particolare ho consultato una mia amica veterinaria (Rossana, di SCP Reloaded) e A., il mio amico che studia per diventare ricercatore; ho interpellato anche altri medici e veterinari, tutti mi hanno fornito i loro appunti o manuali da cui STUDIARE (perché, se le cose le vuoi imparare, non è dal web che devi andare. Esistono, infatti, quegli strumenti magici chiamati libri che vengono utilizzati nelle potentissime e famosissime scuole di stregoneria in cui si insegna la magia nera: le università). Insomma: mi sono fatto un po’ il mazzo.

Che poi spunti dal nulla il soggetto che, leggendo sul blog di “la vera informazione nascosta dalla Ka$ta e da Big Pharma” crede di saperne più di un medico con anni di studi, tirocini, ore di lavoro, master e corsi di approfondimento, beh, sorvoliamo. In fin dei conti, siamo o non siamo la patria dell’analfabetismo funzionale, nonché quella che ha aperto le strade all’antivaccinismo più sfrenato e che, ancora oggi, mette in pericolo la salute dei bambini?

Pubblico questi articoli, quindi, e… E niente, sulla mia pagina, sotto il mio articolo, arriva una pagina di un tizio (che, ricordiamo, è sempre convinto di rimanere anonimo) che mi dice di non parlare più di sperimentazione animale.

Perché?

Mistero: sta di fatto che io, sulla MIA pagina, non devo più permettermi di pubblicare articoli del MIO blog, da me pagato (anzi: da La Ka$ta), per parlare di sperimentazione animale.

Sticazzi non ce li mettiamo? Io sì, li ho messi e ho anche sollevato una questione ben più diretta:


dito medio

A tutto c’è il (ri)medio


Che più diretta non si può.

Da quel giorno, ad ogni mio articolo, partiva la risposta da Mr. B12-free il quale (tra cui quello dedicato ai suoi disagi, ossia Clonatori di Pagine Anonimi), a suo dire, tentava di smontare le cose che dicevo facendo, sempre a suo dire, informazione, magari aspettando una mia risposta.

Ma, dato che io sono un blogger pagato dalla Ka$ta, mi si perdoni ma non posso perdere tempo dietro a paginette da 1 like (oggi 5. Che culo!) dove l’unico admin, ogni volta, si firma in maniera diversa per far credere a tutti di essere in tanti (a gestire, lo ripeto, una pagina attualmente da appena 5 like). Francamente ho di meglio da fare: le giornate sono belle, c’è la palestra, ci sono gli amici, il mare (ah no: odio il mare) e c’è il cassetto dei calzini da sistemare (quest’ultimo sicuramente un impegno ben più importante e gratificante che rispondere a un disagiato qualsiasi sul web). E poi le mie risposte le ho già date negli articoli dedicati alla sperimentazione animale, con dati, numeri e fatti presi da libri veri (e non da blog scritti da non si sa bene chi).

Tuttavia, stanco di essere ignorato come si ignorerebbe l’individuo in comitiva che, ad ogni tombolata, al primo numero estratto strilla «Ambo!» credendo di essere simpatico come una grattugia strofinata sulle palle, Mr. B12-free, alias Mr. F.M. admin di I.V., amico di C.L., ha pensato bene di colpirmi sul lato fisico e s’è andato a fare un giretto sul mio profilo.

Proprio come fatto con il mio amico Stefano, dicendo che soffre di calviziA (e non di calvizie, quest’ultima nota patologia che colpisce tutti coloro nati con almeno 2 teste), si fa un giretto sulle mie foto e, sorpresa sorpresa, scopre che di capelli io ne ho davvero un bel po’, nonostante i miei 38 anni. Scopre, altresì, che sono pure tutti belli e colorati (e che cazzo, manco uno bianco? Eh, i superpoteri dei rettiliani…), ma la cosa che deve averlo fatto rosicare abbbbestia proprio, è stata quella di aver visto le mie foto a dorso nudo, non trovandosi cioè di fronte a un individuo con la panza e tutto flaccido, ma a uno che il fisico lo tiene in costante allenamento, nonostante le sue 3 (ribadisco: TRE) malattie rare.

Ma, ehi, l’occhio dello stalker sa il fatto suo e così, il nostro F.M. usa le sue onde a modulazione di frequenza per colpire NON me, bensì il mio handicap.

Come voi tutti sapete, come sa chi mi segue ormai da tempo, io ho con me Elsa, la mia ileostomia, senza la quale sarei perduto, poiché mi permette ogni giorno di espletare quelli che sono i miei bisogni fisiologici all’interno di un sacchetto che puntualmente svuoto e/o cambio all’occorrenza.

Non è bello vivere con una Elsa, ve l’assicuro. Ci sono momenti in cui ti chiedi che male hai fatto per trovarti a vivere in questo modo. Davvero, ragazzi, non l’ho ancora accettata, non del tutto, ma almeno ringrazio chi di dovere per essere vivo qui a raccontarlo.

Ma Mr. Trenitalia è meschino e decide di scrivere questo sulla sua paginetta del disagio:


sacca


Io gli rispondo con questo post e lui, non pago della figura di merdaccia, replica in questo modo:


sacca 2


Ma la sua faccia è talmente chiapposa che, dopo lo sputtanamento che provoca l’indignazione di mezzo web, decide di presentarsi in pagina (con un’ennesima pagina clone. Ma quanto cazzo stai messo male, amico?), tentando di porre una toppa. Solo che la pezza è peggiore del danno, perché arriva direttamente sul post frignando come una tredicenne, sbattendo i piedi e urlando “gne gne gne”, dicendo qualcosa come: «Quando lo fate voi bodyshaming, va bene?» (come ti permetti di usare con me il plurale? Chi cazzo l’ha fatto mai bodyshaming, pezzo di idiota? Io no di certo, non sul mio profilo, né sul mio blog, né, tantomeno, sulla mia pagina Facebook. Va’ a puppartelo male), dimenticando, però, che ci sono pagine sue colleghe (soprattutto quella di C.L.) le quali non hanno fatto altro che fare bodyshaming, prendendo foto di utenti, postandole sulle loro bacheche e mettendole al pubblico ludibrio.


"Quando lo facevate agli altri" is the new "il cane mi ha mangiato il compito"

“Quando lo facevate agli altri” is the new “il cane mi ha mangiato il compito”


Ovviamente, dopo essersi attratto addosso tutta la merda del mondo, è scappato e messo offline a diverse sue pagine. Classico comportamento da codardo, vigliacco e ipocrita.

Così, l’unica cosa a cui gli rimane d’attaccarsi, oltre che a ‘sta ciolla, è il mio errore di battitura “bodyschaming” (tra l’altro scritto due volte, la prima correttamente, la seconda con una “c” di troppo).

Vi starete domandando perché.

Beh, semplice: ha bisogno di un nemico e, soprattutto, di far passare me come il cattivo della situazione. Ha bisogno che io, stanco ed esasperato, inveisca contro l’intera categoria dei vegani, dando dei sociopatici a tutti, senza distinzione.

Ma ciò non accadrà mai. Ho troppo rispetto nei confronti dei miei amici G., V. e anche S. (che non nomino, perché la sua setta di spostati potrebbe prenderli tutti di mira, proprio come avvenuto con la ragazza vegetariana, bannata dal gruppo di cui Mr. Trenitalia è admin, per poi essere bullizzata dal branco di mentecatti, e solo per aver espresso il suo parere contrario in merito alla questione “gatti vegani”, di cui B12-free è sostenitore) da lasciarmi tentare e cadere nella sua trappola per topi. Ho troppo rispetto per loro, soprattutto per G. che in passato mi è stato vicino come nessun altro quando soffrivo, ha tentato di aiutarmi e che, ancora oggi, mi aiuta. No, Mr. Reetardo, non cadrò nella tua rete. E i miei amici non si toccano.

La verità, però, è anche (e soprattutto) un’altra e cioè quella che ho sempre sostenuto: di questa gente contraria alla sperimentazione animale e alla ricerca, che applaude quei sociopatici del cazzo i quali fanno saltare in aria stabulari e liberano le cavie, della salute di quelli come me e, più in generale, dei bambini con una o più malattie rare (ma non solo), non gliene frega un BENEAMATO CAZZO!

Questa gente preferisce anteporre la vita di un fottuto moscerino della frutta, di un batterio di merda, a quella di un bambino (perché sono moscerini e batteri che vengono impiegati come cavie e solo dopo che i test su di loro sono positivi si passa ai topi). Si lavano la bocca con la parola “vivisezione”, tentando di incutere timore a chi le cose, purtroppo, non le sa, dimenticandosi che la vivisezione non esiste più in quanto illegale (la Direttiva è Europea ed è la 1986/609/CEE, recepita in Italia con D.L. il 27 gennaio 1992/n. 116. Questi sono fatti, Mr. Cazzaro, le tue, invece, puttanate astronomiche da cabaret!) e laddove dovesse essere solo lontanamente praticata, il laboratorio e chi ci lavora rischierebbero guai belli grossi (chiusura, sequestro degli animali, sanzioni penali e pecuniarie mostruose).

Perché le prove che tu porti a sostegno della tua tesi, sono le seguenti:


Le prove schiaccianti di Mr. B12: l'immagine di un film manipolata con Photoshop

Le prove schiaccianti di Mr. Trenitalia: l’immagine di un film manipolata con Photoshop


Diffamate un ente come Telethon che fa ricerca e si (pre)occupa di tutti i bambini ammalati, cercando di offrire loro un futuro che né tu né i tuoi amichetti del cazzo sarete mai in grado neppure di prospettare, perché per voi la vita di un sorcio vale più di quella di un bambino con la leucemia il quale, se non fosse stato per un ente come l’AIL, sarebbe rimasto con la speranza di vita che si aveva negli anni ’50: zero!

Esatto: negli anni ’50 la diagnosi di leucemia risuonava come un macabro carosello sul paziente e sulla famiglia di questi, come una sentenza e una condanna a morte. Si moriva! Punto!

Negli anni ’80, invece, le chance di sopravvivere erano appena del 20%, mentre oggi, dopo oltre trent’anni, le chance di sopravvivere sono salite all’80% con l’obiettivo di raggiungere il 100%.

Domanda: quale è stato il ruolo della ricerca alternativa di cui F.M. alias Mr. B12-free in tutto ciò?

Ecco, più o meno qualcosa intorno a stocazzo.

Quindi BRAVO Mr. Abbondanza di Empatia, bravo. Insulta i disabili, mostra a tutti la tua sociopatia, il tuo livello di disagio e quanto sei miserabile dentro e fuori.

Va’ da un ragazzo come mio fratello inchiodato sulla sedia a rotelle a causa della tetraparesi spastica e deridilo, digli «Sfigato: non puoi camminare e non puoi neppure reggere in mano un bicchiere! Ah ah!», va’ da un ammalato di leucemia e prendilo per il culo, perché è vero che ha l’80% di possibilità di sopravvivere, ma, ehi, ha pur sempre il 20% di chance di rimanerci secco! Va’ da un diabetico e insultalo mangiando di fronte a lui della cioccolata al latte (ah no, sei vegano. Vabbè, un dolce a caso, ovviamente veg. Se i dolci non ti piacciono, va benissimo anche una patatina).

Anzi, ti facilito il compito: va a questo link, dove c’è un numero infinito di malattie rare, e bersaglia tutti i bambini che ancora oggi non sanno SE vivranno e COME vivranno! Va’, essere immondo e miserabile, e divertiti con loro, sfotti i disabili, deridili per la loro diversità!

Non ho scelto io la sacca, somaro che non sei altro, così come mio fratello non ha scelto di non camminare per sempre, così come, ancora, un bambino affetto da Gangliosidosi non ha scelto di veder degenerare il suo sistema nervoso ogni giorno, inesorabilmente. E potrei continuare all’infinito, razza di mulo!

Non so con quale fatica tu non riesca a guardarti allo specchio la mattina senza provare ribrezzo, ma vabbè, mi fermo, perché rischio di degenerare e esagerare.

Lascio la parola al web che, comunque, già si è espresso domenica pomeriggio e te ne ha dette di ogni quando hai tentato l’arrampicata olimpionica sugli specchi a mani nude, cadendo come il mulo che sei e facendo un tonfo udibile ad anni luce di distanza.

Io non voglio avere più nulla a che fare con te, con la tua totale deficienza di B12 e, soprattutto, coi tuoi disagi. Sappi solo che le argomentazioni per la pagina e per il blog me le fornisci tu, quindi se vorrai replicare non farai altro che far incrementare le visualizzazioni al blog e alla pagina, perché quel giorno ti mostro cosa è successo:


Grazie, Trenitalia!

Grazie, Trenitalia!


Esattamente: la tua prodezza mi ha portato un fottio di visualizzazioni e una pioggia improvvisa e inarrestabile di like, quindi ariPUPPALO! Possibilmente MALE.

E ricordati che dare del vivisettore è reato e non lo dico io ma la Cassazione (quindi: puppalo ancora!).


Informazioni su Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 365 giorni l'anno.
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3 risposte a I MISERABILI DEL WEB: Bullismo su Disabili

  1. DEM scrive:

    Ho letto le risposte che ti ha dato sulla SA poi, e sono rimasto sconcertato. Sembrano le stesse identiche cazzate che leggevamo dieci anni fa dagli animalisti prima che arrivasse la pagina di MV.

    Si è limitato a riportare frasi, talvolta anche decontestualizzate (vedi quella di Garattini, che NON era contro la SA) di gente come Cagno, Fedi, Tettamanti, a cui si sono poi aggiunte la Kuan e qualche altro nomignolo in cerca di gloria.
    Ha anche asserito che siamo simili ai topi per il 95% ma che quel 5% codifica per migliaia di proteine ed enzimi che ci rendono comunque diversi. Il genio si è dimenticato di aggiungere che nessuno ha mai sostenuto la completa identificazione coi topi, e che se questa è la differenza con un animale, figurati quante differenze puoi avere con un software o con una coltura di cellule.

    Basta questa pagina per smentire ogni cazzata detta, peraltro corredata da studi peer review che testimoniano la validità della SA (https://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2012/02/14/le-faq-della-sperimentazione-animale/) ma se volessimo insistere, e io voglio insistere nel demolirlo, proporrei anche queste: (http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/sperimentazione-animale-stop-vivisection/) (https://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2013/10/15/linganno-di-stop-vivisection-stopstopvivisection/)

    Stop vivisection proponeva le stesse minchiate che propone lui ora ed è stata completamente bocciata in sede europea. Stiamo parlando di 16 premi nobel che hanno firmato contro questa spazzatura, mica di gente semi sconosciuta come quella che cita il nostro amico, senza una sola prova e un solo studio a testimoniare che la sa sia inutile (perché a fare dichiarazioni non comprovate ci riesco pure io, eh)

    Il bello è che continuano e continueranno a ripetere le stesse puttanate ormai smentite a oltranza. E, come se non bastasse, veniamo ai metodi alternativi che loro propongono, che di fatto sono complementari, lo ammette lui stesso quando scrive che non esiste UN solo metodo che possa sostituire, ma che per sostituire ci si debba affidare a più metodi. Dal quale però arbitrariamente esclude sempre la sa, il che è un po’ come dire che la tuta quando vai in moto puoi metterla, il casco no. Perché? Perché le persone muoiono comunque mettendo il casco. Ah be’, grazie al cazzo XD
    https://nonsolotopi.wordpress.com/sui-metodi-alternativi/intervista-a-donald-ingber/), questo per smontare anche l’ultima cazzata possibile dei vari animalati. In genere utilizzano frasi sconnesse o prese fuori dal loro contesto ma quando si chiede a un vero esperto che non sia in malafede come i vari cagno, tetta, fedi, ecc ci si rende subito conto che la SA è insostituibile al momento (e secondo me ancora a lungo).

    Scrivo qui per darti il mio supporto e perché spero che il fenomeno legga 😛
    Qui il buon Lio viene smentito sugli organ on a chip dagli stessi creatori: (

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