La Pericolosa e Remunerativa Arte del Ciarlatano

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No ciarlatani con scritta senza sostieni


Tra le tante minchiate che ho fatto nella mia vita, non credo vi sia nulla che possa superare quella che mi vide protagonista di una trasferta in terra teutonica per curare la mia (all’epoca) sconosciuta patologia intestinale.

Sia chiara una cosa: non credo ci sarei mai andato, se non fosse che qui, in Italia, la medicina tutta pareva brancolare nel buio più totale e l’unica diagnosi che riuscivano a sfornare con certezza era il “fattore psicosomatico” (di sto cavolo, aggiungerei).

Purtroppo, e mi duole dirlo, molti medici (non tutti, per carità. Ma una buona parte, ahimè, sì), quando si trovano di fronte a qualcosa più grande di loro, anziché suggerire al paziente di rivolgersi altrove, magari presso un centro specializzato per la cura di quella che pare essere una patologia a cui essi non riescono a dare un nome, preferiscono l’uscita di sicurezza del fattore psicosomatico.

In fin dei conti, perché sprecarsi a fare la figura dei somari davanti al paziente quando è più semplice e sbrigativo dare a lui la colpa del suo malessere?

Vedete, questo modo di fare, questo atteggiamento superficiale, ha permesso in questa nazione a personaggi come la Mereu, Valdo Vaccaro o tutta quella marmaglia di medici antivaccinisti radiati di prendere piede, accanto a personaggi discutibili quali omeopati e naturopati. Certo è che per credere a gente che dice di infilarsi la medaglietta della Madonnina nella vagina durante la comunione aiuti a guarire da malattie random o che, ancora, millanti correlazioni tra calcoli alla colecisti e persone che si occupano di eseguire conteggi matematici, un po’ di male dentro bisogna starci. Idem valgasi se si crede a personaggi che dichiarano l’inesistenza dell’AIDS, quest’ultima curabile con diete vegano-crudiste (non esiste, però è curabile con. Logico).

Insomma, anche all’ignoranza e alla credulità dovrebbe esserci un limite.

Tuttavia, molte volte, la disperazione non ci fa ragionare e, quando si è di fronte a casi disperati, si è disposti ad aggrapparsi a qualsiasi speranza, anche la più folle, pur di salvare la pelle.

Non me la prendo (non sempre) con gli ammalati o i parenti di questi, quanto con queste merde che sciacallano sulla disperazione. Siete merde, perché altrimenti non potrei definirvi. Posso capire che abbiate una concezione diversa della medicina e delle malattie, ma millantare cure che manco nel medioevo dovrebbe solo classificarvi come merde, poiché questa è la vostra condizione sociale.

E stop.

Tornando a noi e al mio periodo chiamiamolo “parallelo”, il 2012 fu quello che mi vide transitare verso la Germania alla ricerca della cura miracolosa, manco fossi Indiana Jones alla scoperta del Santo Graal. Vi concedo di prendermi per il culo fino all’anno prossimo, il punto è che, però, io stavo male da morire e avevo non una, bensì 2 malattie rare intestinali (la disganglionosi alias megacolon e la pseudostruzione intestinale cronica. E questo, perché avere solo il colon difettato era troppo da sfigati) e l’unica cosa che desideravo era, appunto, morire.

Non sono un tipo particolarmente coraggioso: infatti, dovete sapere, che tra le mie cagazze maggiori (cagazze, vulgaris: paure, fobie, cagate multiple nelle mutante) vi è l’aereo. Esatto gente: ho paura di volare, lo ammetto, sono un cagasotto di quelli che neppure Shaggy di Scooby Doo, eppure quell’anno, il 2012, l’anno in cui secondo i Maya (e qualche altro disagiato) il mondo sarebbe dovuto finire, io decisi di prendere l’aereo. Perché… beh, chiaro no? Il mio unico desiderio era morire, quindi anche se mi fossi schiantato al suolo, beh, chi se ne frega. Che poi morissero pure gli altri e tra quegli altri ci fosse pure mia madre, beh… dettagli.

Ero fortemente depresso, perché i gastroenterologi rispondevano alle mie richieste di aiuto con il 2 di picche, rifilandomi psicofarmaci o spedendomi dallo psichiatra di turno (che, a sua volta, mi rifilava psicofarmaci). Ecco perché, un giorno, verso la fine del 2009, tramite un amico, decisi di rivolgermi da un omeopata, un medico esperto di intolleranze alimentari (perché, secondo questo qui, tutte le patologie hanno in comune l’essere intollerante a qualche alimento. Peccato che con “qualche” intendesse qualche dozzina, ma vabbè. Anche questi so’ dettagli…).

Sapete, gli omeopati e i naturopati sono consci di non capire un tubo di medicina. E questo, perché altrimenti avrebbero fatto i medici. Ragion per cui, colmano questo loro enorme deficit utilizzando l’arma che molti medici non sfoggiano quasi mai: l’empatia.

Ammaliano il paziente con discorsi tipo «… i medici sono tutti ladri, mafiosi, non capiscono nulla, boriosi, bla bla bla…» e via dicendo, facendo breccia nel cuore, nel cervello e, soprattutto, nel portafoglio del paziente. E sì, perché il poveretto inizia a farsi bombardare la capoccia dai discorsi delle case farmaceutiche che non vogliono trovare la cura alle malattie, dei vaccini che fanno più male che bene, della medicina che cura il sintomo ma non la causa e via dicendo. E, devo ammettere (possa Dio perdonarmi) che ci cascai come un fesso.

Le mie orecchie sentivano quello che volevano sentire: ero stato trattato male per 9 anni dai medici (addirittura ci fu uno di loro che mi chiamò “scellerato”, urlandomelo contro, soltanto perché non risposi correttamente a una domanda che, tra l’altro, mi fu posta anche di merda), ero stato etichettato come il malato immaginario. I miei parenti (genitori, fratelli, zii) e i miei amici con me avevano chiuso: se il medico dice che dai i numeri, stai dando i numeri. Che poi tu voglia continuare a blaterare di star male, beh, palese segno che tu stia dando i numeri nonostante l’illustre parere del medico esimio.

Pesavo meno di 45 kg, ero magro come una larva e secondo i più ero semplicemente anoressico. Poco importasse se continuassi a sostenere che, quando mangiavo, stavo male e non ce la facevo. Poco importasse se, ogni volta in cui dovevo approcciarmi al pranzo, continuavo a dire che non è vero che non volessi mangiare, ma che, subito dopo mangiato, iniziavano i casini intestinali.

No, colpa tua, mulo, brutto, cattivo e pazzo di un malato immaginario.

All’epoca si parlò pure di centri ABA in cui andare a ricoverarmi, scelta, quest’ultima, che non fu mai portata a termine, poiché il mio diritto ad esprimermi in merito, fortunatamente, contava ancora un pochino.

Fatto sta che questo scetticismo è durato la bellezza di 9 anni, più altri 4 in cui ho alternato cure omeopatiche a cure ufficiali.

La clinica dove mi ricoverai in Germania (in realtà funzionava tipo un Day Hospital, in cui dovevi soggiornare in albergo o prendere in affitto un appartamento, per poi recarti tutte le mattine presso costoro) era proprio bella, ma bella assai: le cure costavano qualcosa come circa 5 mila euro, di cui la metà da versare immediatamente come acconto e il resto come saldo una volta portato il culo in terra nordica. Nei giorni in cui si veniva “ricoverati” (o studiati, scegliete voi), il “medico” (si faceva chiamare dottore. Deduco, quindi, fosse medico, anche se non so bene come funziona la medicina in Germania, visto che l’omeopatia è legale e si possono produrre i rimedi omeopatici) ti eseguiva una serie di esami, tra cui alcuni come l’iridologia (già eseguita in Puglia da due naturopati; ma il terzo è sempre il parere migliore e più attendibile), la radionica e altri test che, boh, francamente oggi, con il senno di poi, non avrei mai fatto fare, tipo la fotografia Kirlian.

Per intenderci, la radionica è un metodo di diagnostica definito come “la scienza che studia l´azione della mente sulla materia e l´unione di tutte le cose”. Inoltre, “mediante la facoltà radiestetica e con strumenti specifici, l´operatore radionico può analizzare e intervenire su qualunque sistema, vivente o non vivente, che si trovi vicino a lui come dall´altra parte del mondo. Sebbene ciò possa sembrare assurdo (ma non mi dire! N.d.A.), le nuove scoperte della fisica confermano che a certi livelli non esiste separazione e che siamo un´unica cosa, come sostenuto dall´antico sapere”.

L’iridologia, invece, è un po’ più semplice, ma non meno fantasiosa. Essa si basa sulla diagnostica di tutte le patologie del paziente semplicemente guardandolo negli occhi. Per chi volesse saperne di più, qui c’è tutto, mentre chi volesse sapere perché tutto ciò altro non è che una cazzata, lo invito a leggere qui.

Infine la fotografia Kirlian, altro non è che l’ennesimo disagio il cui principio si basa “… sulla formazione dell´area coronale. Vengono riportate frequenze autoilluminanti di soggetti organici e inorganici direttamente sul materiale fotografico. Queste possono essere comprovate dalle informazioni memorizzate.

La fotografia Kirlian permette la visualizzazione di insufficienze nel sistema energetico del corpo.  Uno sviluppo progressivo della fotografia Kirlian e diagnosi fu raggiunto dal dottore omeopata Hartmut Amelung di Colonia”.

Ripeto, con il senno di poi, non mi sarei MAI accostato a certa gente e a certe cure. MAI.

Tuttavia all’epoca soffrivo, e molto. Soffrivo io, soffrivano i miei genitori. Gli amici, invece, beh, parevano essere scomparsi. Ero solo, solo come un cane, un cane che merita di essere abbattuto per non soffrire di più.

I medici non mi erano di aiuto, quindi che fare? Mi affidai ai consigli di gente che era stata lì, presso questo centro, millantando cure che manco alla corte dei miracoli di Medjugorje, raccontando storie che avevano dell’assurdo (come gente guarita da arteriosclerosi, sclerosi, TUMORI, patologie infiammatorie croniche intestinali e via dicendo. Tutte malattie incurabili secondo la medicina ufficiale, vuoi perché incapace, vuoi perché noncielodicono in quanto, dicendocelo, smetterebbero di far cassa sui nostri problemi di salute).


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Brutta storia, lo so. E so già cosa starete pensando di me.

Beh, non mi frega un tubo: vi ho già detto che potete prendermi per il culo fino all’anno prossimo, ergo continuo.

Tra le tante cure anomale, mi fu fatta fare la idrocolonterapia, ossia una pratica secondo al quale basta infilarsi un tubo nel culo, pomparsi l’intestino di acqua come un sommergibile per poi cagare come se non ci fosse un domani.

Ora, da questa pratica possono trovar beneficio o sollievo gli stitici, soprattutto quelli cronici, ma chi aveva un intestino come il mio questa soluzione è LETALE. Infatti, i clisteri mi rimanevano bloccati dentro: ora immaginate cosa sarebbe potuto accadere con litri di acqua infilata su per il culo e per l’intestino.

Beh, semplice: la merda non usciva, ma non usciva neppure l’acqua. E neppure l’aria.

Rimasi a contorcermi dai dolori per più giorni, con l’intestino completamente fuori di sé e io che bestemmiavo tutto il calendario.

Chi ha, infatti, una patologia come la mia al colon difficilmente sopporto tubi impazziti infilati nell’intestino che tentano di violentarlo, perché si incastrano e non scorrono. Idem per i liquidi che salgono e si bloccano, e questo anche se sono liquidi.

Io ero uno degli ospiti presso questa clinica. C’era anche gente disperata che proveniva da ogni parte del mondo (anche dalla California!), la maggior parte di questi era affetta da tumore.

Non so quali fossero i consigli che dispensavano i “medici” a questa gente. So solo che, una volta tornato in Italia, il gentilissimo e disponibilissimo dottore che aveva incassato le splendenti e bellissime 5 mila euro da ogni paziente, diventava irreperibile: lo si doveva contattare al massimo una volta a settimana, in una determinata fascia oraria durante la quale si accalcava il mondo intero e, sempre durante la quale, risultava difficilissimo, se non impossibile, riuscire a trovare la linea libera. E questo, sempre ammesso che, durante la conversazione, non cadesse la linea!


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Ovviamente, come ogni storia, c’è anche gente che racconta bene di questo luogo (e francamente non so come). Io ho avuto un’esperienza pessima e sconsiglio a chiunque di rivolgersi in posti in cui compaiono certe cure diversamente scientifiche e sicuramente poco ortodosse. C’era gente che ci tornava lì da anni, perché soddisfatta.

Io, dopo la prima visita e dopo aver sborsato tutti quei soldi, decisi di tornarci con stocazzo, e questo anche se quei soldi mi furono donati dalla Caritas (alla quale sarò sempre grato), perché fu l’unica organizzazione che si interessò davvero a me e ai miei problemi di salute, anche contattando medici i quali potessero aiutarmi (e che, vabbè, rispondevano col fattore psicosomatico. Storia, questa, che sarebbe andata avanti ancora per un altro annetto, fino a quando, poi, non sarei approdato a Parma, da dei medici veri).

Non so se avrò ancora voglia di parlarvi di questo mondo fatto di complotti e ciarlataneria . So che ho ancora parecchio da dire, soprattutto nei confronti del naturopata che mi tenne in cura per 3 anni (ovviamente senza cavare un ragno dal buco), tra cui spicca l’episodio in cui, a seguito di un incidente mortale in macchina dal quale scampai per miracolo, mi ritrovai cateterizzato in ospedale ricoverato in codice rosso e, dopo aver avvisato il naturopata-merda che mi “teneva in cura”, lo stesso mi disse di rifiutare categoricamente tutti gli antibiotici e di sostituirli con … l’echinacea della Heel in fiale. Esattamente: un cazzo di rimedio omeopatico composto da acqua e… niente, acqua (almeno stando a ciò che testimoniano le analisi dei chimici in laboratorio).

Vi dico solo una cosa: se non volete credere ai medici che vi dicono di non rivolgervi da queste persone, in quanto ciarlatane e pericolose, credete a me che ci sono stato e vi sto dicendo che, appunto, sono pericolosi ciarlatani e basta. Non sanno nulla di malattie e di medicina, non capiscono un tubo. Alcuni possono avere anche un’infarinatura, ma, fidatevi, è solo apparenza! Nessun medico serio vi curerebbe un tumore solo guardandovi negli occhi, altrimenti, se fossero stati così in gamba, avrebbero detto «Signor Moliterni, lei soffre di una patologia rara al colon e un’altra al tenue, ragion per cui le nostre cure, per quanto sofisticate e a volte miracolose, su di lei saranno totalmente inefficaci, in quanto ha bisogno di un chirurgo che la operi immediatamente»

Invece questa gente È CONTRO GLI INTERVENTI CHIRURGICI, proprio come i vari Vaccaro e Mereu, il tutto per qualche strana ragione che ancora mi sfugge (ma cazzo, se uno ha un tumore devi intervenire tempestivamente! Se uno ha un Hirschsprung gli va tolto il colon e basta!)!

Lo ripeto: non volete dar conto ai medici, perché kattivi, mafiosi, gomblotto? Bene, credete al sottoscritto che ha passato le pene dell’inferno, soprattutto tenendo conto che questa gente, oltre che incapace e pericolosa, non è certo più economica dei medici dai quali non volete rivolgervi (e che farebbero bene a concentrarsi più sulla salute del paziente che sul suo conto in banca. Ma questa è, ovviamente, un’altra storia su cui si potrebbe discutere all’infinito).

Un saluto a tutti,

il Tizio che, se è vivo, non lo deve certo ai naturopati e alle loro cure alternative di sta cippa

About Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 365 giorni l'anno.
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