LA MAFIA DELLA SANITÀ (Macro Edizioni) – La Recensione

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cover incazzata


Come liberarsi dall’industria farmaceutica e diventare sovrani della propria salute

Così recita il sottotitolo di questo libro che tempo fa comprai, non so neppure io perché, probabilmente in quanto vedevo tutto nero e i medici ai quali mi rivolgevo non mi erano certo d’aiuto.

Sia chiaro, ho sempre sostenuto che la sanità italiana non sia tutto questo rosa e fiori così come vogliono cercare di farci credere: c’è corruzione e gli ultimi fatti lo hanno dimostrato. Inoltre, molti medici non lavorano per spirito d’altruismo né per vocazione (che è come dovrebbe essere), ma solo per soldi: se non paghi, non ti visitano e i tempi per un ricovero, ma anche solo per un esame, diventano biblici ed estenuanti.

In tutti gli anni in cui sono stato male a causa dell’Hirschsprung, passavo di gastroenterologo in gastroenterologo, ognuno più interessato al conto corrente di mio padre che al mio stato di salute. Eppure l’Hirschsprung non è neppure così difficile da diagnosticare, seppur malattia rara, ma ai medici, coloro ai quali mi rivolgevo, sembrava più interessante la mia dichiarazione dei redditi che tutto il resto.

Non voglio certo asserire che tutti i medici debbano essere “senza frontiere” e lavorare per scopi prettamente umanitari, gratuitamente e senza neppure essere ringraziati, perché quello è il loro dovere. Ma da qui a dissanguare una persona sbagliando poi pure diagnosi e dimettendo il paziente con quella che è la classica uscita di sicurezza, ossia il fattore psicosomatico, dando la colpa del malessere al povero cristo di turno, beh, capirete che ci passa di mezzo un intero universo.

Fortunatamente, dopo aver attraversato i sentieri del complottismo, della naturopatia, dell’omeopatia e, più in generale, della cialtroneria, io, figliuol prodigo, sono tornato a casa e mi sono rivolto da un chirurgo (certo, l’idea di rivolgermi dal chirurgo è stata mia e non dei medici, ma, ehi, non formalizziamoci su tutto, sennò davvero non la finisco più); chirurgo che, oltre a non avermi chiesto un centesimo per la visita, avermi fatto fare tutti gli esami subito e pagando solo il ticket, avermi accompagnato in albergo e poi in stazione e, infine, avendomi persino regalato del Parmigiano Reggiano, mi ha fatto operare gratuitamente (che dovrebbe essere la norma, ma vabbè) la prima volta, di colectomia totale, la seconda e terza assieme, di fundoplicatio secondo Nissen-Rossetti allo stomaco (per correzione di MRGE) e di colecistectomia e, infine, per il confezionamento di ileostomia.

Ripeto: tutto senza sborsare un centesimo. E non all’estero, né su Marte, ma qui, in Italia a Parma, presso l’Ospedale Maggiore laddove, grazie a lui e al suo staff, grazie ai medici e agli infermieri che lì, con dedizione, ci lavorano, ho rivalutato l’intera categoria.

Capisco che chi soffre e si senta preso in giro da dei medici non proprio corretti, a volte saccenti, cafoni e boriosi, possa deragliare presso lidi complottisti e credere a qualsiasi balla gli venga detta. E queste sono le uniche persone che giustifico, perché chi, al contrario, è disposto a credere ad emerite castronerie piuttosto che fidarsi di una persona competente, anche se un po’ piena di sé, capite che qualche problema deve averlo.

Perché credo che la maggior parte degli acquirenti di questo libro siano (voglio sperare) gente che deve aver sofferto parecchio, direttamente o indirettamente, magari avendo vissuto sulla propria pelle un lutto pesante o, comunque, un dramma che l’ha segnata, a volte anche per sempre. E queste cose, purtroppo, accadono e, ahimè, accadranno sempre, a volte per negligenza professionale e a volte no. Purtroppo è nella nostra indole cercare un colpevole ad ogni cosa, un capro espiatorio da sacrificare e questo libro, di Guylaine Lanctôt, lo fa benissimo, adescando a sé con un’appetibile boccone il lettore ignaro di turno.

Tornando a noi e all’autrice del libro, dando un’occhiata veloce sul web scopro che questa Ghislaine Lanctôt, definita persona coraggiosa che ha osato andar contro gli interessi della sanità, è una dottoressa impegnata nella promozione della medicina non convenzionale. E già partiamo non male, di più. Ancora, andando oltre leggo che la stessa è stata coinvolta nel dibattito sui vaccini e sulla vaccinazione e nella resistenza fiscale (ossia un atto politico di rifiuto di partecipare al sistema fiscale del proprio paese in nome dei valori morali. Lol…). Inoltre, è nota per aver abbandonato il suo conto in banca, la carta di credito, la tessera sanitaria e non ha più effettuato la dichiarazione dei redditi per dissociarsi dal “sistema finanziario”. Per questo, nel 2008 ha vinto un soggiorno in prigione.

Insomma, un curriculum di tutto rispetto per una dottoressa, non c’è che dire davvero, eh!

Tutto questo disagio mi porta in mente quei poveracci disadattati di Popolo Unico, una setta di spostati che, tra i vari disagi, condividono anche l’antivaccinismo. E questa Lanctôt non fa eccezione.

Come tutto questo genere di medici i quali non trovano fortuna facendo il loro lavoro, ossia i medici, ma vengono radiati (male) dall’ordine per aver espresso opinioni che loro definiscono scomode e contro il sistema, quando in realtà sono autentici proclami antiscientifici e pericolosi per la salute (come il legame tra vaccini e autismo, tanto per dirne uno), questa Lanctôt campa scrivendo libri e organizzando convegni (ovviamente tutto gratuitamente, sì sì, perché la sanità è brutta e cattiva, mentre le sue cliniche, i suoi libri e i suoi convegni sono a disposizione di tutti e TUTTO gratis. Perché lei lavora per beneficienza, mica come quei bastardi dei suoi colleghi imboscati negli ospedali, eh!).

E cosa c’è scritto in questo libro di così gomblottoso tale da non poter essere rivelato al mondo se non attraverso la carta stampata e internet?

Beh, devo dire che ho letto il libro senza pregiudizio alcuno. In fin dei conti, un danneggiato dalla negligenza della sanità sono proprio io, quindi: perché partire prevenuti.

Ebbene, posso asserire che, dopo aver letto questo libro, l’ho riposto sulla credenza accanto agli altri saggi con la promessa di non aprirlo MAI più, perché, diciamo, è stato un po’ come prendersi a martellate le palle dopo essersele strofinate su una grattugia rovente, è stato pressappoco come spruzzarsi negli occhi uno spray alla merda, vi giuro, ragazzi e ragazze, piuttosto che rileggere questo spreco di carta mi faccio rasare la mia folta chioma ricciolina facendomi strappare il cuoio capelluto da dei pipistrelli giganti vampiro dell’Azara!

Ma prima che mi scoppino le pupille e le stesse esplodano in un impeto d’ira misto a imprecazioni sataniche, mi prendo qualche dozzina di compresse di valeriana e riporto alla normalità la mia pressione.


Nella foto, il disagio. A sinistra un libro vero, a destra il responsabile dello spreco di alberi

Nella foto, il disagio.
A sinistra un libro vero, a destra il responsabile dello spreco selvaggio, indiscriminato e ingiustificato degli alberi


Cosa c’è in questo libro che non va?

Esattamente quello che vi avevo accennato prima: innanzitutto un bel papiro sulla protesta fiscale e sulla disobbedienza verso lo Stato ladro che vuol solo fotterci soldi (se poi, in cambio, ci offre servizi, una sanità gratuita e accessibile a tutti o, che ne so, le pensioni, beh, so’ dettagli). Non mancano, ovviamente, diverse frecciate ai medici servi del sistema che prescrivono farmaci solo per non perdere la fiducia del paziente, ma soprattutto per finanziare Big Pharma, alle inutili analisi cliniche che quegli sciagurati di medici ci prescrivono.


Nella maggior parte dei casi richiedono tecnici specializzati retribuiti molto bene e apparecchiature costose. Diventa importante avere l’ultimo modello, come per le automobili.


E grazie al piffero, mi vien da dire!

Ma perdonatemi, chi sarebbe mai quello sventurato che preferirebbe farsi visitare da un tecnico non all’altezza per una TAC o un qualsiasi esame radiologico (pensate a una colonscopia: vi fidereste più di un novizio alle prime armi, di un macellaio o di un esperto radiologo?) e che si affiderebbe alla diagnosi di un’apparecchiatura attempata e obsoleta da anni, magari rinvenuta dalle macerie del dopoguerra?

Nel campo della ricerca, soprattutto per ciò che concerne le diagnosi nel settore dei tumori, bisogna avvalersi di tutti gli strumenti di diagnostica più efficienti e innovativi, nonché di medici esperti e specializzati nel campo. Chi sarebbe così idiota da andare, che ne so, dalla Mereu o dalla Brigliadori per sentirsi dire che i tumori non esistono ed è colpa di un conflitto interno (perché, magari, il proprio cane ha cagato un po’ duro il giorno prima?).

Ovviamente non manca la menzione al grande complotto deli ospedali, strutture che divorano il 50% del budget e che vengono utilizzati soprattutto per analisi sofisticate (e no, andiamo invece dallo sciamano del villaggio in Etiopia a farci fare la diagnosi. Sicuramente è più attendibile, eh!). Ma non finisce qui: il grande complotto raggiunge il suo culmine nella seguente affermazione:


Un ricovero su tre è dovuto agli effetti collaterali dei farmaci. Diventa quindi evidente che i costi ospedalieri sono direttamente proporzionali al consumo che facciamo di analisi diagnostiche e di medicinali.


Il tutto affermato senza uno stralcio di fonte, senza neppure un accenno da dove questi dati siano stati presi, senza neppure la foto di una statistica. NULLA.

Ma se il libro comincia bene, prosegue meglio nel capitolo dedicato all’invisibile che secondo l’autrice esisterebbe, sull’identificazione dei corpi invisibili e, soprattutto, nell’individuazione della causa del problema che, sottolineiamo questo concetto importante e delicato, NON è intravedile, che ne so, in un virus o in un problema di natura autoimmune o congenito, nulla di tutto ciò, bensì nell’anima e nel corpo invisibile (i pensieri e le emozioni). Perché (cit.) “solo l’anima ha la facoltà di scelta”.

Non so voi, ma tutto ciò mi riporta in mente quella ciarlatana della Mereu e di Eleonora Brigliadori e, più in generale, quegli sfigati e criminali degli hameriani, ossia i seguaci del Dr. Hamer, precursore della nuova medicina germanica e delle 5 leggi di stocazzo.

E qua, mi si perdoni, ma stiamo entrando in un campo minato; campo che esplode completamente quando si entra nel capitolo più complottista del libro: AIDS e VACCINI!

Cosa ci racconta la Lanctôt in merito ai vaccini?

Le solite puttanate complottiste prive di senso e, soprattutto, fondamento scientifico. L’autrice menziona pure COMILVA, il movimento italiano per la libertà sulle vaccinazioni, parla di vittime di vaccini e dei medici i quali, consapevoli dei rischi dei vaccini, non si assumono le proprie responsabilità mettendo a rischio la salute dei bambini (tutte cose di cui ho parlato e tutte cose che ho smentito qui).

Quindi, la Lanctôt, per chi non l’avesse ancora capito, è antivaccinista.

Addirittura parla di sconvolgenti e catastrofiche deficienze neurologiche che, a seguito delle vaccinazioni, hanno colpito un gran numero di bambini negli Stati Uniti (lei dice il 20%) i quali soffrirebbero di disordini dello sviluppo.

Ora, a parte che tutti questi danni che lei vede non sono mai stati riconosciuti dalla scienza né dai tribunali (infatti Wakefield l’ha puppato forte in passato dopo essere stato condannato per truffa), preferisco, a questo punto, far parlare un medico vero, il Professor Roberto Burioni, attraverso il suo libro La congiura dei Somari (che vi consiglio fortemente di acquistare e leggere, anche perché non costa neppure tanto ed è scritto davvero molto ma molto bene, in maniera facilmente comprensibile a chiunque).

Per chi nutrisse dubbi in merito ai vaccini, il Professor Burioni liquida gli ignoranti portando l’esempio del morbillo, definito dagli antivax come un semplice tagliando o una malattia da niente. Certo, così la definiremmo tutti, se non fosse che i bambini morti o rimasti danneggiati dallo stesso non possano mandarci tutti a cagare, eh!


Numerosi pazienti sono stati ricoverati in ospedale (per la gioia di Big Pharma, che ringrazia chi non vaccina) e tanti altri hanno avuto gravi conseguenze; vedremo nel futuro – come spesso accade in questi casi – se la malattia ha lasciato danni permanenti. In particolare, i tre bambini morti (erano tre quando il libro è stato pubblicato, NdA) a causa di questa epidemia (e chi afferma il contrario è un somaro, NdA) che ha portato l’Italia ai vertici delle classifiche mondiali nella poco invidiabile gara a chi ha più casi di morbillo (complimenti antivaccinisti dei miei stivali, NdA), certamente non avranno il privilegio di potersi connettere a internet nel futuro. L’epidemia un merito l’ha avuto: ha mostrato quanto funziona il vaccino isto che il 95% dei casi si sono verificati in persone che non erano state sottoposte al ciclo completo di immunizzazione!

[…] i dati sono chiarissimi e indiscutibili: l’incidenza più alta (55 casi ogni 100.000 abitanti) si riscontra nei bambini al disotto di un anno. La cosa è molto negativa perché il morbillo, contratto nel primo anno di vita, ha una frequenza maggiore di complicazioni. Il problema è difficile dal risolvere, perché quei bambini sono troppo piccoli per essere vaccinati: l’unico modo per proteggerli è impedire che vengano infettati […] dai compagni d’asilo più grandi, che vengono subito come tasso di incidenza (età 1-4 anni, 27 casi su 100.000 abitanti)


Conclusione: se i bambini fossero vaccinati, nell’asilo il morbillo non circolerebbe (anziché 27 casi sarebbero 0) e anche i bambini piccoli sarebbero protetti nel luogo dove più frequentemente contraggono la malattia.

Questa è l’immunità di gregge che i complotTARDI ignoranti come la merda dicono non esistere. Immunità che protegge anche colori sui quali i vaccini non hanno effetto (gli immunodepressi, i leucemici, coloro sottoposti a cicli di chemioterapia, ecc.).

Mentre, per tutti coloro i quali blaterano a vanvera sostenendo che 10 vaccini sono troppi e dannosi per un bambino, si sappia che un antigene è una singola sostanza che stimola il sistema immunitario, come una proteina purificata. Quando il bambino si provoca un graffietto nella cute o viene punto da una zanzara, entra in contatto istantaneamente con migliaia e migliaia di antigeni: nei “dieci vaccini” distribuiti in quindici mesi di vita, ce ne sono circa 200!

Non solo! Tra queste capre, c’è chi usa l’espressione sovraccarico immunologico. Bene, il sovraccarico immunologico non esiste e tanto meno potrebbe conseguire alla somministrazione di dieci vaccini. Un bambino, infatti, esce dall’utero materno (sostanzialmente sterile) e al momento della nascita viene invaso da moltissimi miliardi di batteri che stimolano il suo sistema immunitario senza sovraccaricarlo: cosa diavolo volete facciano dieci vaccini in quindici mesi?

Tornando alla Lanctôt e ai suoi disagi, poteva mancare una menzione nel libro al Nuovo Ordine Mondiale?



Ovviamente no! 😀

Questo viene definito come il potere onnipotente, governo dei governi, il cui scopo, del tutto teorico, sarebbe di assicurare la pace del mondo, quando, in realtà, altro non vuole che ucciderci tutti e farci ammalare, decimando la popolazione e bla bla bla, ma soprattutto BLA!

Per ciò che concerne invece l’AIDS, beh… oltre che complottista, antivaccinista, disobbediente fiscale, la Lanctôt nutre anche strampalate teorie in merito all’AIDS e alle sue origini!

Ha la combo completa, il jackpot del disagio insomma, in quanto, secondo lei, l’HIV non sarebbe la causa (o l’unica causa) della malattia. Ma il meglio viene qui:


Si trovano anche i responsabili dell’epidemia, gli omosessuali. La definizione “epidemia gay” suona meglio che “epidemia vaccinatoria”. […] Inoltre si riduce l’AIDS a una volgare malattia trasmessa sessualmente (ma dove!?!?!? NdA) mentre in realtà si tratta di parecchie malattie risultanti da una deficienza immunitaria. […] SI stabilisce la prevenzione: il sesso sicuro dei profilattici. Si è puniti per aver peccato… la morale è salva e anche i vaccini.


 


Cosa caxxo c’entrino i vaccini, lo sa solo lei, così come sa solo lei la ragione di quella frecciata contro la Chiesa di cui la stessa autrice non è affatto un’estimatrice (perché, che ci crediate o no, anche la Chiesa e il Papa rientrano nell’enorme calderone del gomblotto Lanctôtiano).

E sul cancro?

Sarà almeno concorde con la medicina ufficiale riguardo al cancro, oppure rientra anche questo di diritto all’interno del firmamento del sacro gomblotto?

Beh, se ormai avete capito in che razza di pozzo del disagio senza fondo ci siamo andati a cacciare, la risposta è ovviamente negativa.

Si parte dall’asserzione secondo la quale il cancro altro non sarebbe che:


[…] una delle malattie dell’AIDS, caratterizzata dalla moltiplicazione disordinata delle cellule, che formano un tumore.


Che è una sequela immensa di cazzate, mi si consenta! Quindi:

 


Innanzitutto, la “dottoressa” (il cui virgolettato, a questo punto, è d’obbligo, dato che inizio a domandarmi DOVE e COME abbia preso la laurea, magari coi punti delle merendine) fa confusione tra malattia e sindrome.

È sì possibile che chi è ammalato di AIDS possa avere più probabilità di sviluppare neoplasie maligne più dei sani, ma ciò dipende dal deficit più o meno elevato del loro sistema immunitario il quale non può eliminare le cellule atipiche quando compaiono. Se l’affermazione della Lanctot fosse vera, i malati oncologici dovrebbero avere i tipici markers sierologici dei soggetti HIV+ (quando invece non è così!).

Ancora, la differenza tra malattia e sindrome è che la prima è specifica, mentre la seconda, la sindrome, presenta varie sintomatologie (si pensi, ad esempio, alla Sindrome di Down: non si ha una cosa specifica, ma presenta vari livelli e vari gradi).

Il tumore altro non è che una manifestazione maligna. La cellula “perde il controllo” e comincia a moltiplicarsi. Il meccanismo di controllo delle stesse impazzisce (in particolare il p53, ossia un fattore di trascrizione che regola il ciclo cellulare e ricopre la funzione di soppressore tumorale. La sua funzione è estremamente importante negli organismi pluricellulari per sopprimere i tumori nascenti) e queste cominciano a moltiplicarsi all’impazzata.

Quindi, ricapitolando: affermare che il cancro è una delle malattie dell’AIDS non significa una benamata cippa lippa di nulla! Certo che è possibile sviluppare il tumore con l’AIDS, tuttavia non vi è alcuna correlazione tra le due cose, perché l’HIV va a colpire il sistema immunitario che provoca un crollo delle difese e, generalmente, si viene colpiti da problemi respiratori (come la polmonite). La probabilità, quindi, di sviluppare un tumore dipende proprio dalla carenza più o meno forte delle difese immunitarie, ma non è l’AIDS che sviluppa il cancro (capito “dottoressa” dei miei stivali?).


 Le autorità attribuiscono l’origine del cancro a un cromosoma difettoso


Nessuno ha mai affermato una tale sciocchezza, non nel campo della ricerca medica e scientifica! Se la “dottoressa” ci crede, ebbene che ne fornisca prove concrete! In caso contrario, dice cazzate e non deve essere il mondo della medicina e della scienza a provare la cosa a lei o ai complotTARDI suoi pari, poiché, come ho già detto nell’articolo sul sale rosa del disagio, nella scienza l’onore della prova spetta a chi fa un’affermazione e non il contrario (posso dire che 2+2 fa 5? Certo, ma DEVO PROVARLO, altrimenti lo devo puppare (male) in silenzio).

Ancora, viene citato un certo Norman Zinder. Su PubMed, fonte autorevole che racchiude un’innumerevole quantità di ricerche scientifiche, non compare nemmeno una pubblicazione a suo nome. Evidentemente non ha mai potuto dimostrare in modo concreto la bontà delle sue teorie (puppa!).

Un ulteriore problema, è che c’è un ennesimo errore di fondo, ossia quando l’autrice afferma che attualmente si muore molto più di cancro che in passato (hashtag gomblotto?).

Perché questo è un errore?

Beh, tanto per cominciare, perché usa come fonte delle sue affermazioni People Against Cancer, ossia un’associazione che non ha il minimo affidamento né autorevolezza nel campo scientifico e medico (praticamente sarebbe come COMILVA, solo che per il cancro. Lol). Il punto è che si muore più di cancro, perché si muore meno di altre cose, in quanto l’età media è aumentata e se 50 anni fa si moriva per una leucemia, oggi invece è il contrario. Infatti, negli anni ’50 morire di leucemia era ordinaria amministrazione e la diagnosi della stessa risuonava come una sentenza di morte sulla testa dell’ammalato. Negli anni ’80 di leucemia si sopravviveva nel 20% dei casi, ancora troppo poco, ma grazie all’AIL, l’Associazione Italiana per la lotta alla Leucemia (che qualche idiota puntualmente boicotta, perché preferisce la vita dei sorci a quella degli ammalati di leucemia), oggi si sopravvive nell’80% dei casi e morire è diventata un evento eccezionale.

C’è da dire, inoltre, che la mortalità per tumore oggi è in calo, perché le terapie sono sempre più efficaci, così come le diagnosi, sempre più tempestive e precise e, soprattutto, circola tra la gente una sempre maggior corretta informazione (nonostante i vari Valdo Vaccaro, Gabriella Mereu, Eleonora Brigliadori o altri ciarlatani di turno).

Il cancro non è un mistero, come la Lanctôt afferma. La faccenda, in realtà, è molto più complicata, perché, tanto per cominciare, non esiste un solo tipo di cancro (non è, tanto per intenderci, un’entità monolitica).

Inoltre, sulla genesi di alcune patologie neoplastiche si sa parecchio, su altre poco o nulla. In certi casi è possibile fare un’efficace prevenzione, in altri no. Ad esempio, le neoplasie della cervice uterina sono causate dal virus del papilloma umano (HPV). Vaccinando contro l’HPV si previene l’insorgenza del tumore (prevenzione primaria. Il tutto, nonostante i complottisti abbiano avuto da ridire anche su questo. Puppatelo. MALE); ancora, praticare lo screening con il Pap-test permette di fare diagnosi precoce e guarire la paziente (prevenzione secondaria).

Anche l’epatocarcinoma può essere prevenuto vaccinando contro il virus dell’epatite B, che è il suo agente causale.

In sostanza, vale la seguente relazione:


Epatite da virus B ⇒ epatite cronica ⇒ cirrosi epatica post-necrotica ⇒ epatocarcinoma.


Troppo comodo, quindi, parlare di complotti, di cure esistenti che «Non cielo dicoono!!1!» o, ancora, l’ulteriore follia di scagliarsi contro la ricerca (che, abbiamo visto, salva molte vite, checché i vari stop vivisection di stocazzo blaterino).

È sempre buona norma affidarsi a medici preparati e competenti e diffidare da chi vi promette guarigioni in stile corte dei miracoli di Medjugorje, perché al 100%%% vi sta solo prendendo in giro e puntando al vostro conto in banca (ragionate: se questa gente fosse davvero contro La Ka$ta e contro Alex, lavorerebbe gratis o, comunque, eviterebbe di farsi pagare, quasi sempre a nero!).  Puntate molto sulla prevenzione e sulla corretta informazione, rivolgetevi a specialisti nel settore e non dal primo medico che vi ispira fiducia.

E, soprattutto, diffidate dei libri che vi parlano di complotti e del non cielo dicono, perché le cose che loro vi dicono e gli altri vi tengono nascosti sono al 100% delle cazzate. Insomma, se davvero fosse tutto un complotto sostenuto dal Nuovo Ordine Mondiale, perché mai quest’ultimo dovrebbe permettere a chiunque di spiattellare tutti i suoi segreti su un libro?  O su internet?

Che razza di sfigati sarebbero questi del NWO? Cioè, fossi io al posto loro invierei un sicario per sbarazzarmi dei personaggi scomodi. Invece questi non solo fanno scrivere loro libri, organizzare convegni e conferenze, aprire blog e farli parlare, ma addirittura gli permettono pure di arricchirsi!

Capirete con me che c’è un grosso controsenso in tutto ciò.

In conclusione, vi sconsiglio caldamente di acquistare questo spreco di carta il quale ha oltraggiato tutti quei poveri alberi decimati che ci forniscono gratuitamente ossigeno. Questo libro è un insulto all’intelligenza di chi, ogni giorno, si fa un mazzo per la ricerca, di tutti i medici che lavorano coscientemente negli ospedali e prestano il loro servizio in favore degli ammalati, ma soprattutto è un insulto nei confronti degli stessi ammalati, perché, anziché fornire loro corrette informazioni, li dirotta verso lidi complottisti e assai pericolosi che potrebbero mettere seriamente a repentaglio la salute di questi in favore dei portafogli dei tanti ciarlatani che popolano la nazione e, adesso, anche il web.

Anche perché tu, Ghislaine Lanctôt, autrice di questa La Mafia della Sanità, nelle tue cliniche i pazienti li curi gratuitamente?

A buon intenditor…


 Ringrazio i miei amici Rossana admin della pagina Facebook Senti Che Puzza (quella vera, non quella clone di Mr. Ritardo), A. N. e Luca Fanasca, rispettivamente veterinaria, medico ospedaliero e dottore in medicina, per il contributo offerto ai fini della stesura di questo articolo. TUTTI regolarmente stipendiati da Big Pharma e, ovviamente, da La Ka$ta



 

Informazioni su Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 365 giorni l'anno.
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