GALEOTTA FU LA SALSICCIA ALLA MANIFESTAZIONE

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Prima di cominciare con la filippica del giorno, volevo rendere noto a tutti un concetto che, probabilmente, ai frequentanti passionali dei social e dell’internet, probabilmente, sarà già noto. Io per primo, ad esempio, non ne conoscevo il significato, almeno fino a qualche anno fa.

Il problema, è che oggi, di qualsiasi cosa si parli, lo si deve fare in termini anglosassoni, perché, evidentemente, così fa più figo. Sì, è vero che l’inglese ha il merito di riassumere in una parola un concetto che, altrimenti, in italiano per esprimerlo sarebbe necessario un tema, ma personalmente, quando e se posso, preferisco usare la mia lingua madre al posto dell’inflazionatissimo inglese.

Stavolta, però, non è una di quelle volte. Infatti, accennerò brevemente al Body shaming, termine che sta a significare, praticamente, una tendenza molto diffusa che prende di mira il corpo delle persone, uomini o donne che siano, attraverso i social network. Si perculano le forme, le rotondità, la magrezza eccessiva o la robustezza. Insomma, non importa come il corpo appaia: ciò che importa è, appunto, lanciare frecciate velenose allo stesso.


Stabilito questo, adesso posso passare direttamente all’articolo.


Qualche giorno fa, a Roma, si è tenuta una manifestazione vegana: alcuni attivisti vegani stavano manifestando pacificamente, quando, all’improvviso, si sono trovati di fronte un individuo che, indossante la magliettina di Vegano Stammi Lontano, si è fatto notare dagli stessi mangiando salsicce.

Il personaggio è stato “scortato” via dalla Digos, prontamente intervenuta per evitare che la manifestazione si animasse più del dovuto (cosa che, fortunatamente, non è accaduta).

Non sono mancate polemiche, come era lecito aspettarsi, e la notizia ha fatto immediatamente il giro dei social network, in particolare Facebook, dove è stata riportata, per la maggiore, dalle pagine vegane, immedesimate immediatamente nel ruolo di vittime.

Avevo già parlato qui, in questo articolo, della guerra infinita che intercorre tra nazivegani e nazionnivori, ognuno pronto a difendere a spada tratta le proprie ragioni, senza ascoltare quelle degli altri.

Un vero peccato, se ci pensiamo, perché, in fin dei conti, si potrebbe convivere pacificamente e senza il bisogno di ostentare superiorità morale/etica/scientifica da ambo le parti.

Io non sono vegano e neppure vegetariano, mangio quel che mi pare, dove e come mi pare, non mi sento in dovere di giustificarmi né dare spiegazioni. Credo che lo stesso debba valere per vegetariani e vegani, i quali hanno fatto una scelta di vita, condivisibile o meno, ma che non può essere sindacata.

Molta gente si è dissociata dal gesto del ragazzo mangiatore seriale di salsicce che, con un gesto di sfregio, consumava il suo lauto pasto proprio davanti ai vegani.

Ecco, personalmente trovo questo gesto particolarmente idiota e fine a sé stesso, e questo nonostante qualcuno, sui social, abbia invocato il diritto costituzionalmente garantito a consumare salsicce o panini alla mortadella ovunque gli pari. Effettivamente, non è un reato mangiare salsicce in pubblico, né nei luoghi chiusi. Tuttavia, mi si perdoni, ma continuo a non capire il senso del gesto.

L’uomo, successivamente, ha tentato di fornire una giustificazione (in poche ore era già diventato famoso) tramite un video che è stato postato sulla pagina di Vegano Stammi Lontano. Personalmente, ho trovato apprezzabili le sue considerazioni, perché facevano tutte riferimento ai gesti estremi e criminali che vengono puntualmente compiuti dalle associazioni animaliste di stampo squadrista che qui, in Italia, purtroppo, trovano terreno fertile, poiché non è ancora entrato in vigore il reato di eco-terrorismo, al contrario di altri stati (come gli USA), dove lo stesso reato è penalmente sanzionato. Si faceva riferimento, ad esempio, a tutti quegli episodi che hanno visto coinvolti molti animalisti quali, ad esempio, i tizi che aggredivano verbalmente e non cacciatori e pescatori, facendo piangere minori o, nella peggiore delle ipotesi, rendendo paralitico con un calcio alla schiena un cacciatore a causa della frattura di una vertebra lombare.

Ancora, i vari assalti agli istituti di ricerca scientifica, come quello accaduto qualche anno fa, nel 2013, nello stabulario di Milano, in via Vanvitelli: un gruppo di animalisti fece irruzione nello stabulario e portò via centinaia di topi, un coniglio e tutti i cartellini identificativi vennero sparpagliati rendendo impossibile il riconoscimento degli animali “superstiti”. I danni in termini economici furono ingenti, ma più disastroso fu il danno alla ricerca: la perdita di tutti quei dati raccolti in anni e anni fu incommensurabile!

Come potete immaginare, questi e tantissimi altri episodi, non riescono a trovare giustificazione: non si tratta di manifestazioni con cartelli e striscioni in cui, i manifestanti, espongono tranquillamente le loro idee: si tratta di vere e proprie militanze, con aggressioni verbali e fisiche (basti pensare le innumerevoli incursioni nelle macellerie o nei vari punti vendita McDonald’s, in cui gli attivisti veg urlano ai presenti, lavoratori e clienti, «Assassini! Assassini!», più altri insulti e minacce annessi).

È inutile tapparsi occhi e orecchie: questa gente esiste, va denunciata e va fermata. Purtroppo, il più delle volte, ciò si risolve con un’insalata e queste persone, che vengono fermate, vengono successivamente anche rilasciate senza neppure uno schiaffetto sulle mani, sentendosi successivamente libere di tornare a fare quello che facevano prima.

Domanda: perché, quindi, non andare a manifestare davanti a certa gente con i panini e le salsicce?

È questo il punto: una manifestazione pacifica, fosse essa di vegani, mussulmani, testimoni di Geova, scouts, animalisti, contadini, lavoratori e, più in generale, il cavolo che vi pare, MERITA DI ESSERE PORTATA A TERMINE. Non è concepibile che possa saltare fuori qualcuno e, come un giullare, vada a importunare gente che, quel giorno, per ragioni che non sta a noi decidere e/o sindacare, vada a importunarli.

E questo, sia che si tratti di vegani che infastidiscono clienti in un McDonald’s mentre si mangiano un hamburger, sia si tratti di vegani che, riuniti, manifestano esponendo le proprie idee e teorie infastiditi dal personaggio di turno che si mangia le salsicce.

Perché, se è giustamente vero che mangiare salsicce è un diritto costituzionalmente garantito, è altrettanto vero che quel giorno, quella persona, stava mangiando salsicce solo ed esclusivamente per prendere per il culo e provocare una reazione nella folla. Ed è inutile negarlo.

Sì, certo, magari tra la gente ce n’era tanta che stava mangiando il suo panino con la porchetta, ma quanti di loro erano interessati alla manifestazione? E, soprattutto, quanti di loro indossavano una t-shirt con su scritto Vegano Stammi Lontano?

Vogliamo davvero prenderci per il culo?

Ok, amico mio, hai ragione quando affermi che, effettivamente, i gesti di alcuni vegani e animalisti estremisti hanno leggermente fracassato gli zebedei, ma perché comportarsi allo stesso modo?

Ma il senso di tutto ciò?

Ecco: l’articolo si sarebbe potuto concludere anche qui, se non fosse che, dopo poche ore dalla pubblicazione del video del mangiatore di salsicce seriale, è avvenuto un altro fattaccio. L’uomo, mostrando il suo volto, ha dato modo a tanti minus habens di usare la propria immagine, postata su una pagina pubblica (quindi, alla portata di tutti) e di fare body shaming.

Il senso di ‘sta cazzata?

Cioè, cari vegani, se eravate nella ragione (e lo eravate!), perché, poi, lasciarvi prendere dall’entusiasmo e iniziare a prendere per il culo pesantemente l’aspetto fisico di questa persona e di un’altra, l’admin della pagina Famiglia Onnivora che, tra l’altro, con tutta questa storia non c’entrava nulla?

Ma che cazzo di problemi ha la gente?

Davvero, ragazzi: ho letto le peggiori cose, sia dai nazicarnivori quando hanno tentato di difendere a denti stretti il gesto del salsicciomane, sia dai vegani che, successivamente, si sono lasciati andare al turpiloquio più selvaggio e sproporzionato nei confronti di queste due persone, ree di essere in carne (ne cito solo uno: «minchia che 2 cessi pure ignoranti» Ma vi assicuro che è il più moderato, se paragonato a tanti altri che ho letto in giro).

Come se la gente grassa fosse tutta onnivora, va beh: evidentemente io devo essere un complotto di madre natura se non sono mai ingrassato, manco pure una volta per sbaglio. E come me, tanta altra gente.

E come sempre, ancora una volta, siamo di mezzo all’ennesima faida dalla quale, l’unica cosa che emerge inesauribile, è il disagio: tanto ma tanto disagio.

Non bastava fermarsi in tempo, dico io? Si poteva concludere tutto dicendo: Ok, hai dato le tue spiegazioni, ma ciò non giustifica comunque la cazzata che hai fatto!

E niente, tutte le volte in cui si tenta di far emergere un po’ di superiorità morale, si finisce per lo sprofondare quasi sempre in una laguna di merda.

Questo è quanto.

Fatemi sapere cosa ne pensate, commentate qui sotto, esprimete il vostro parere educatamente e senza insultare me o altri commentatori. Io sarò qui, pronto, per rispondere alle vostre domande e ai vostri dubbi e, nel caso, ad offrirvi una birra e una salsiccia in segno di amicizia (per i vegani, facciamo un hamburger vegetale).

Spero, in ogni caso, di non avervi annoiato troppo, un saluto

Il Tizio che narra le gesta di cavalieri erranti mangiatori di salsicce suine infiltrati in manifestazioni vegane

About Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 356 giorni l'anno.
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One Response to GALEOTTA FU LA SALSICCIA ALLA MANIFESTAZIONE

  1. Rose says:

    Antonio, puntuale e sul pezzo come sempre!
    Anch’io mi sono dissociata dal gesto perché lo trovo una provocazione inutile. Questa è una guerra che chi è più intelligente dovrebbe chiuderla, perché in fin dei conti ognuno è libero di fare ciò che ritiene opportuno per sé. Le istanze dei vegani (seri, non quelli che augurano tumori e dimostrano intelligenza pari a quella di un’ameba) sono comunque da prendere in considerazione, la questione ambientale è importante!
    Alla fine sono convinta che gli estremisti verranno isolati, compresi sia i talebani delle bistecche che gli auguratori seriali di tumori (o peggio i body shamer, che dovrebbero evolversi un po’, visto che giusto i primitivi davano importanza all’involucro! Siamo nel 2017, che aspettiamo a dare la giusta prospettiva alle cose?)

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