FIGONOMETRIA: Storia dell’Odissea Matematico-Figonometrica del Teorema di Formaggini-Bastoncino-Cacatina

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Come già accennato in altri articoli, la Figonometria è una scienza che studia il livello di figosità, ossia quel coefficiente numerico che può essere applicato ai personaggi degli anime giappomandorlati al fine di determinarne la figaggine.

Quindi, è di vera e propria scienza che si parla e non noccioline e caramelle. E, questo, voglio sia chiaro sin dall’inizio.

Tornando a noi, appare interessante riuscire a capire e spiegare le origini della Figonometria che, al contrario di ciò che si possa pensare, non ha nulla a che spartire con la più conosciuta e sputtanatissima Trigonometria. Inoltre, ha radici molto più contemporanee e non così remote come quasi tutti i teoremi o le diverse branche della matematica.

Ma vediamo di riuscire a capire come tutto ebbe inizio.

Dovete sapere che, dopo che il prof. Fabrizio Cacatina, inventore del Nerd Level e del Nerdometro, andò in pensione. Il suo discepolo, lo stimatissimo prof. Gustavo Formaggini (non più dottore, da quando ricevette la cattedra), mollò la carriera universitaria per dedicarsi alla produzione di prodotti caseari, come raccontato qui.

Orbene, se Cacatina si godeva la sua pensione, Formaggini, seppur allietato dai lauti introiti dei suoi formaggi e formaggini, lontano da teoremi matematici e statistici proprio non riusciva a starci.

Possessore di una enorme collezione di DVD e VHS di anime giappomandorlati, il buon Formaggini, mentre era spaparanzato davanti al suo televisore con schermo gigante, tra una Ceres e dei nachos che intingeva in una delle qualsiasi salse schifose e ipercaloriche acquistate al discount sotto casa, stava godendosi una puntata de I Cavalieri dello Zodiaco, più precisamente la prima e storica serie.

Durante una delle scazzottate di cui l’anime è cesellato, Formaggini non poté non notare alcune cose, ossia:

  • Quanto figo fosse Ikki della Fenice, noto al pubblico italico come Phoenix
  • Quanto sfigato fosse Shun di Andromeda, meglio noto al pubblicò italico come Andromeda il lacrimoso, il cavaliere tra i tutti il più sciantoso (e la rima è il tocco di classe in più che mancava)

A quel punto, al buon Formaggini parve cosa buona e giusta annotare su un taccuino, che aveva sempre a portata di mano, alcuni tratti caratteristici del figus dell’anime in questione, ossia: il modo di parlare, lo sguardo, il tono delle parole e altri atteggiamenti che lo contraddistinguevano nettamente dagli altri personaggi.

Effettivamente, Phoenix appariva decisamente molto più figo se paragonato a quel miserabile di Andromeda o, peggio, al raccomandatissimo Pegasus.

Tutta questa serie di caratteristiche individuali, si concentravano sul personaggio in questione, riuscendo a tracciare un profilo figonometrico del soggetto.

Fu a quel punto che Formaggini decise di indagare meglio e andare più a fondo della questione.

Dato che, purtroppo, aveva perso quasi ogni suo aggancio con l’Università, si rivolse a un suo amico, un giovane dottorando laureato all’Università abusiva di Urbino, un tale dott. Fabio Bastoncino.

Bastoncino accolse di buon grado l’invito di Formaggini e decise di aiutarlo in quella che parve apparire come una tra le più ardue ricerche scientifiche della storia. Inoltre, Bastoncino fu entusiasta di poter aiutare uno dei due inventori del Nerdometro, e non so se mi spiego, eh!

Fu così che, i due amici dottori e ricercatori, si misero immediatamente al lavoro e, come prima cosa, guardarono un film: Tartarughe Ninja – Turtles Forever, cercando di capire come poter quantificare numericamente il livello di figosità.

Osservando per bene i personaggi del cartone, ossia le 4 tartarughe e Casey Jones (spalla, ma figo), e paragonando questi con i 5 Cavalieri dello Zodiaco, emersero cose piuttosto simili.

Innanzitutto, ilo più figo delle Tartarughe Ninja, ossia Raffaello, avevo lo stesso atteggiamento di Phoenix.

  1. Apparizione in scena: il figus appare sempre in modo cazzuto, con sguardo incazzato, sopracciglia imbronciate, pugni stretti. Ti fulmina con lo sguardo, facendoti capire che vuole semplicemente spaccare il tuo culo e ucciderti.
  2. Il figus non parla molto e quando parla sono cazzi, nel senso che prima ti picchia e poi ti spiega perché l’ha fatto
  3. La posizione del busto è eretta, le spalle sono perfettamente orizzontali, nessuna curvatura, se non, al massimo, una lieve inclinazione in avanti, al fine di incrementare quell’aura oscura che lo permea

Questo genere di atteggiamento figoso, faceva in modo che, tra le spalle e il busto, si venisse a formare un asse cartesiano di coordinate (x,y). Inoltre, nel primo quadrante, a sinistra del viso del Figus in questione, si formava un angolo.

[clicca sulle immagini per ingrandirle]

3

A sinistra, un figo; 
a destra, un altro figo

Ciò fu illuminante per i due studiosi che, a quel unto, elaborarono il loro primo e grande teorema: il Teorema di Formaggini-Bastoncino, che così recita:

«Dato un angolo retto Alfa, il suo speculare Beta è un angolo tenue.»

Laddove per “speculare” si intende lo spigolo del Culo.

curvatura 2

Logico. Un teorema indiscutibile.

Da qui segue il corollario di Formaggini-Bastoncino, secondo cui:

«Dato il retto Alfa, il tenue Beta è il suo culo.»

Incontrovertibile.

Ora, nella posizione d’attacco, le angolazioni della postura erano anch’esse molto simili:

curvatura

 

Nell'immagine, due fighi fichi

Dalle rette paralleli, era possibile calcolare la distanza figonometrica così determinata:

4

Considerando la Retta Figonometrica come l’asse delle y, si otteneva la seguente forma cartesiana:

5

Fu a quel punto che il buon Bastoncino ebbe l’illuminazione!

Afferrando il disegno con le coordinate cartesiane, Bastoncino lo sottopose sotto una luce diversa e, cioè, questa qui:

torcia

«Bastoncino, ti spezzo una gamba se continui a fare lo stronzo!», lo rimproverò in malo modo Formaggini, poiché memore delle sue burla al suo buon mentore Cacatina.

Seccato dal fatto che il suo collega non aveva nessunissima voglia di stare allo scherzo, Bastoncino suggerì a Formaggini che si poteva tracciare una diagonale che collegasse l’origine della figosità, ossia il punto di coordinate (0,0) con il vertice massimo della figosità:

6

Incredibile a dirsi, battuta sconcia a parte, Formaggini si irradiò di felicità e, assieme a Bastoncino, poté finalmente scrivere il primo postulato deterministico Figonometrico che così diceva:

«Sia noto un punto origine (x,y) e una virgola di destinazione (xn , yn), la retta R, anzi no Erre, anzi no, Erre scritto al contrario, anzi no Pasqualina, è la retta che unisce tutti punti P1, P2, … , Pi e Pipì, mi scappa la CaCa, tale che, per ogni x appartenente a X, il retto di Alfa è costipato in Beta.»

Un teorema destinato a divenire un caposaldo della matematica e della scienza tutta.

7

Dopo aver enunciato questo magnifico teorema, i due ricercatori concordarono sul fatto che, essendovi un percorso su quale tracciare lo spostamento della figosità, bisognava calcolarne la forza di spostamento e, quindi, derivarne la funzione.

A quel punto, Formaggini, afferrato un sacchetto di quadratini di Parmareggio 30 mesi, sgranocchiando formaggio a chili, iniziò a scrivere il teorema aiutato dal buon Bastoncino.

Teorema che così enunciava:

«Sia Pasqualina la retta che unisce l’origine degli assi cartesiani, siano dati due punti sulle ordinate in modo disordinato, x1 e x2, la retta secante che passa per i punti x1 e x2 è Pasqualona la maialona, o anche solo Pasqualona e basta, allora la forza figonometrica sarà pari al limite della funzione di Pasqualona:

f1

Imposta maggiore di 0. Da qui consegue che il rapporto incrementale sarà pari a:

f2

Il cui limite è dato da:

f3

Ossia:

f4

 

Poiché supposta la funzione continua e, introdotta la supposta nel retto di Beta, riporto la x in Alfa e porta a casa mia nonna, allora sarà:

f5

Poiché Pasqualina ha il suo massimo in Pt (xm , ym ) , poiché supposta la relazione in Beta con un clistere di Alfa.»

Il tutto è facilmente riassumibile nel seguente grafico Figonometrico:

8

Lampante e innegabile teorema matematico, destinato a fare la storia.

Altro che Relatività o altre cazzate simili!

A quel punto, Formaggini decise di sottoporre i suoi studi al Magnifico Rettore della sua università, al fine di ottenere i finanziamenti necessari per proseguire la ricerca.

Purtroppo, il Rettore quel giorno aveva litigato con sua moglie e, quando rivide Formaggini, gli disse di portare il suo culo lontano da lì, poiché aveva altri cazzi per la testa.

Deluso, ma non sconfitto, Formaggini decise di andare a trovare il suo vecchio amico, il prof. Cacatina che, quel dì, era stravaccato sul suo divano a guastarsi l’OAV di un anime: Il Grande Mazinga Contro Goldrake.

Cacatina fu davvero felice di rivedere il suo collega, accompagnato, quel giorno, dal novizio Bastoncino.

Non appena a conoscenza degli ultimi eventi, Cacatina accettò immediatamente e, assieme ai suoi colleghi e amici, si recò dal Rettore, deciso a convincerlo.

Inoltre, il Rettore della Facoltà gli doveva un favore, poiché Cacatina aveva coperto questi durante una sua tresca amorosa con la docente di fisica. Questi non poté tirarsi indietro e, facendo buon viso a cattivo gioco, firmò un assegno ai tre.

Quando Formaggini strinse tra le mani l’assegno, i suoi occhi brillarono colmi dalla felicità e, in segno di gratitudine verso il Rettore, gli promise che gli avrebbe fatto recapitare direttamente nel suo studio un’enorme cassa di formaggi, tutti i formaggi che le sue imprese, le Formaggini & Co. Pitupitumpà, producevano da diversi anni.

«Sono vegano!!!», tuonò indispettito il Magnifico Rettore, battendo il pugno sul tavolo.

Cacatina fulminò Formaggini con lo sguardo.

Sudando freddo, Formaggini tentò di scusarsi, ma il geniale Bastoncino, sorridendo, disse: «Oh, ci scusi Magnifico. Anziché del formaggio, lo gradisce del pesce appena pescato? Sa, mio padre è pescatore e ogni mese salva dall’annegamento quintali e quintali di pesce! Mica quella roba schifosa che si vende nei supermercati, eh!»

«Ma cosa cazz…!», esclamò Cacatina, tentando di tappare la bocca al collega, mentre lo sguardo del Rettore diventò paonazzo e, piuttosto innervosito, si verso da bere nel suo bicchiere che cominciò a stringere forte per l’enorme tensione.

«Fuori di qui…», sibilò il Rettore, con uno sguardo assatanato.

Il simpatico Bastoncino, sorridendo, disse: «Oh, mi perdoni, Magnifico. Avevo capito male, mi scusi! E poi, non è vero che mio padre è pescatore, ma macellaio! E nel tempo libero è cacciatore e…»

«FUORI DI QUI!!!», imprecò il Rettore che spaccò con la mano il suo bicchiere, bagnando tutta la scrivania.

Una volta fuori, e pure di corsa, Cacatina rimproverò il collega Bastoncino: «Ma che cazzo hai nel cervello? È un miracolo se non ci ha fatto mangiare l’assegno!»

«Ah, ma tanto non ho mica fame adesso.», rispose il loquace Bastoncino. «E poi… era di vetro quel bicchiere?»

«Già uno stronzo era troppo, adesso ne devo sopportare due…», ansimò Cacatina, chinando il capo e camminando lontano dai due.

«Io sono qui! Ti ho sentito!», replicò piuttosto indispettito Formaggini da quell’infelice battuta del suo stimato collega.

Comunque sia, nonostante lo spiacevole incidente con il Magnifico Rettore, i tre ricercatori tornarono a casa di Formaggini e, rimboccatisi le maniche, ripresero con le loro ricerche scientifiche.

Formaggini, che aveva ormai ben chiara la direzione della ricerca, intuì che il livello di figosità poteva traslarsi, data la continuità della funzione, e che, quindi, qualora si fosse creato un metro di valutazione per quantificare la stessa, essa poteva essere traslata da un punto all’altro del metro, traferendosi fino al limite.

Supposto 0 come minimo e 1 come massimo, il trasferimento doveva avvenire, logicamente, solo e soltanto per tutti i valori compresi tra 0 e 1, ossia per ogni x appartenente a [0 , 1] , estremi inclusi.

A quel punto, Cacatina pensò di utilizzare, proprio come nel Nerdometro, una serie di personaggi che indicassero il livello di figosità: dal meno figo al più figo. E, quindi, dato che la figosità appariva essere trasferibile, si pensò di studiare il tutto tramite il fenomeno della Concertazione, studiando il comportamento della Curva di Lorenz, che non è questo:

lorenz

Ma questa:

9

 

Rappresentazione grafica della Curva di Lorenz, 
figonometricamente rielaborata e adattata

E così, dopo aver preso a ceffoni Bastoncino per la sua squallidissima battuta su Lorenz, i tre ricercatori si misero all’opera.

«Neanche io sono caduto così in basso con le mie battute…», mormorò tra sé Formaggini, mentre pensava a quali personaggi utilizzare per il Figometro.

A quel punto, sorseggiando la sua Ceres rossa, che aveva preso il posto delle inflazionatissime Peroni bionde anche nel cuore e nella dispensa di Cacatina, Formaggini, eruekando, disse: «Ho trovato!»

«Cosa!??!», chiesero i due colleghi all’unisono.

«I personaggi!», replicò lui che, afferrando il telecomando della sua TV, accendendola mostrò il DVD laddove egli lo aveva interrotto.

«Utilizzeremo le 4 tartarughe ninja! Partendo dall’imbecille Michelangelo, il più divertente e simpatico, ci si sposta in avanti fino a raggiungere l’unico vero figus della storia: Raffaello! Il più cazzuto e strafigo guerriero ninja del cartone e, in generale, della storia!»

«Teoricamente, io avrei disposto i personaggi in maniera differente, ossia: Donatello, il più insignificante in quando a figosità, poi Leonardo, leader, eccessivamente serio e, quindi, meno figo, poi Michelangelo, il più mentecatto, ma assolutamente esilarante, nonché abbastanza figo e, infine, indiscutibilmente Raffaello, il top della figaggine!»

«Sì, Ok, hai ragione, ma io questa immagine è trovato su internet e poi sono una pippa umana  con il Photoshop!»

«E pure io…», rispose Bastoncino.

«Cazzo è il Photoshop?», chiese anziano Cacatina, il più attempato tra i tre.

«Ecco, visto?», replicò Formaggini. «Che facciamo, quindi? Teniamocele così e vaffanculo.»

«Ma sì, cazzo ci frega. Tanto il top del top rimane sempre Raffaello…», acconsentì Bastoncino.

Cacatina fu d’accordo e quindi i tre ripresero con gli studi.

Studi che durarono interi mesi, incessanti ore di lavoro, formule, ricerche e simulazioni, al fine di determinare esattamente i coefficienti eliminando l’errore verificabile o, quantomeno, riducendolo al minimo, al fine di rendere quanto più attendibile il calcolo del valore di figosità.

Le elaborazioni statistico-matematico-figonometriche, così procedettero: si calcolarono tutti i punti in cui Pasqualina era derivabile sugli assi creati per ogni personaggio che si intendeva analizzare, prima misurando il retto di Alfa e il tenue dal culo di Beta, poi passando alla rappresentazione grafica del personaggio in posizione di combattimento, derivando Pasqualina in ogni punto e, infine, segnando i valori che venivano riportati all’interno di una tabella che ne segnava le distribuzioni. E, tutto questo, fino al limite Pt (xm , ym).

Un lavoraccio, insomma.

Dopo di che, si procedette al calcolo del Rapporto di Concentrazione del (Formag)Gini, dato dalla seguente formula:

f6

Formula del Rapporto di Concentrazione del (Formag)Gini

Laddove sono le:

  • pi quella misura che rappresenta la frazione dei soggetti (ossia, quanto figo ognuno potrebbe essere). È una misura soggettiva;
  • qquella misura che rappresenta la frazione della figosità esaminata (ossia, quanto effettivamente il soggetto in esame è figo). È una misura oggettiva.

Formula rimaneggiata dal prof. Gustavo Formaggini (di cui porta il nome, ovviamente) della ben più nota e originaria Rapporto di Concentrazione del Gini, della quale fu immediatamente registrato il brevetto e che è possibile ritrovare su tutti i manuali di Figonometria, come questo che segue:

manuale

Manuale Universitario di Figonometria in uso nell'89% delle 
facoltà universitarie scientifiche italiane 
e nel 77% delle facoltà universitarie 
scientifiche europee e americane
StoCAZZO Edizioni

«A questo punto, occorrerebbe un metro di valutazione!», suggerì Cacatina

Il metro di valutazione proposto fu il seguente:

metro

 

«Bastoncino, adesso ti infilo quel metro nel tuo angolo Beta!», proruppe il buon Formaggini piuttosto contrariato da quell’infelice uscita del suo spiritosissimo collega.

«Ma che cazzo, non si può davvero dire niente, eh…», borbottò amareggiato Bastoncino, ingoiando il resto di un rospetto fritto che aveva cucinato un’oretta prima.

Ad ogni modo, tenendo presente il metro proposto da Bastoncino, i valori proposti e adottati furono i seguenti:

metrometro

Così interpretato:

  • Per tutti i valori compresi tra 0 e 0,25: livello Michelangelo (colore arancione)
  • Per tutti i valori compresi tra 0,26 e 0,50: livello Leonardo (colore blu)
  • Per tutti i valori compresi tra 0,51 e 0,75: livello Donatello (colore viola)
  • Per tutti i valori compresi tra 0,76 e 1: livello Raffaello (colore rosso)

Da un punto di vista qualitativo, invece, adottando mutabili anziché variabili, i livelli furono così descritti:

  • Livello Michelangelo: sfigatus ingarum
  • Livello Leonardo: sfigatus ma non troppum
  • Livello Donatello: non sfigatus, ma non troppo abbastanzam da esser classificatum figus
  • Livello Raffaello: figus et sticazzim!

Riprendendo il Grafico:

9

Fu, quindi, chiaro che il Rapporto di Concentrazione potesse variare da un minimo di 0 a un mimassimo di 1. Quindi, quando la Curva di Lorenz (curva rossa) combaciava con i bordi inferiori del grafico, vi era totale figosità e, quindi, il Rapporto di Concentrazione era pari a 1 (livello Raffaello); quando la Curva di Lorenz combaciava con la retta di equifigosità (retta azzurra) (ossia, quando risultava essere pi = qi ), vi era assenza di figosità (Michelangelo); per tutti i valori compresi tra la retta di equifigosità e la Curva di Lorenz (l’area che si creava, più o meno ampia, a seconda del valore del Rapporto di  Concentrazione del (Formag)Gini ) il Figometro variava in relazione agli stessi, così:

0

Figometro Livello Michelangelo, 
Coefficiente di Figosità pari a 0 
Assenza di Figosità

50

Figometro Livello Leonardo, 
Coefficiente di Figosità pari a 0,50 
Figosità pari a 50%

turtles nerdometro

Figometro Livello Raffaello, 
Coefficiente di Figosità pari a 1 
Totale Figosità (100%)

Fu così, infine, enunciato il teorema finale, ossia il Teorema di Formaggini-Bastoncino-Cacatina che così diceva:

«Siano i punti x1, x2,… xi, … , xn i punti giacenti sulle ordinate in modo anche disordinato, sia supposta nel retto di Beta una retta Pasqualina, sia Pasualona la maialona la sua secante e sia Pasqualina derivabile in tutti i punti x1, x2, … xi, … xn , per ogni x ∈ [x1 , xn], il Rapporto di Concentrazione del (Formag)Gini sarà pari ai valori assunti da f ’(x) in cui sarà possibile determinare i valori pi e qi supposti anch’essi nel retto Beta, con supposta o clistere, per tutte le pi e per tutte le qi e per tutti gli animi di chitemmorto, allora R è numero reale positivo ed è compreso tra 0 e 1»

Un caposaldo della matematica e della scienza in generale, nonché assunto di indiscusso e incontrastabile valore scientifico.

Il Teorema di Formaggini-Bastoncino-Cacatina fu dimostrato e avallato dall’intera comunità scientifica matematica mondiale.

I tre ricercatori ricevettero un premio che consisté in una cospicua somma di denaro e, successivamente, pubblicarono il loro Manuale di Figonometria, poiché il Magnifico Rettore concedé a Formaggini la possibilità di istituire un corso di laurea in Nerdologia Generale e Applicata I, II, III e una serie di semestrali vari in cui imboscò come insegnanti il figlio, la moglie, l’amante, l’amante del figlio, il nipote, il figlio illegittimo, la seconda amante di origini cinese, l’amante della moglie che lo ricattava e un paio di amici. Formaggini, infatti, ritornò a insegnare, ma non lo si vedeva mai in facoltà, se non durante le sessioni di esame per bocciare a tradimento gli alunni, ponendo domande assai scomode , quali, ad esempio: «Se la BatTaglia è la trappola per cattura vivo BatMan, allora la sua ricompensa è la BatTagliola definita in x in X e, quindi, che valori assumerà la y per ogni supposta risata del Joker dopo un clistere in Beta derivato nel retto di Alfa?»

Così, giusto per cagare un po’ il cazzo agli studenti.

Il prof. Fabrizio Cacatina, invece, se ne ritornò a stare tra le sue mura di casa, in compagnia delle sue nerdosissime VHS e delle sue schifezze da mangiare, non rimpiangendo nulla della sua carriera universitaria. E poi, in fondo, Formaggini e Bastoncino erano due ottimi eredi.

Così credeva.

E Bastoncino?

Il buon prof. (sì, adesso è prof.) Fabio Bastoncino, fondò un’industria ittica di produzione di bastoncini di pesce surgelati impanati che vendette nei supermercati. Successivamente, pagò un marinaio in pensione per promuovere i suoi prodotti e, dulcis in Findus, riuscì a produrre una serie di prodotti a base di pesce non necessariamente aventi la forma di paralleli epipedi rettangoli pressati.

Durante una pausa caffè tra Formaggini e Bastoncino, ritrovatisi a discutere, i due furono d’accordo che bisognava ringraziare il Magnifico Rettore e fu così che Bastoncino disse: «Non preoccuparti, Gustavo: mi son fatto premura io di ringraziare quel sant’uomo…»

«Non avrai per caso…»

«Eh…»

«Ma… Ma sei un dito in culo, eh!»

«Un dito in Beta, vorrai dire!»

Formaggini annuì e, terminata la colazione, tornò al lavoro, mentre, nell’ufficio del Rettore, la segretaria aveva appena consegnato un enorme pacco regalo, con una lettera in cui si ringraziava il Magnifico Rettore per i finanziamenti destinati alla ricerca e per la fiducia concessa ai tre ricercatori.

Magnifico Retore, spero voglia gradire questo mio omaggio a Lei e alla sua onorevole consorte. Con affetto, prof. Fabio Bastoncino

«Onorevole un cazzo!», imprecò urtato il rettore. «Quella serpe mi ha portato via la casa, la macchina, la casa al mare metà del conto in banca. Le venisse una colite ulcerosa di quelle fulminanti! Vabbè, vediamo che c’è di bello qui dentro…»

Industrie Ittiche Bastoncino S.p.A – L’Amore per il Mare è l’Amore per il Gusto.”

«Dannato Bastoncino!!!»

10

Oh incauto lettore, ti è piaciuto questo racconto?

Se la risposta è affermativa, fammi un piccolo favore: non costa nulla! Ti chiedo solo 2 minuti del tuo tempo per condividere e, e ti va, di lasciare un commento (anche critiche, minacce: tutto!). Infine, se vuoi che continui a scrivere idiozie come questa rischiando un TSO d’urgenza, ti sarei assai grata/o se segnalassi il mio sito e un articolo a tua scelta al Macchianera Italian Awards 2015, Contest a cui partecipo con il mio Blog e che premia il Blog più bello e il blogger più babbione, volevo dire più bravo.

Grazie ancora a tutti, ma soprattutto a tutte.

Un abbraccio,

Antonio

2 Responses to FIGONOMETRIA: Storia dell’Odissea Matematico-Figonometrica del Teorema di Formaggini-Bastoncino-Cacatina

  1. Smile says:

    Insomma, questi teoremi sono piuttosto impegnativi! Però la trama si sta infittendo e secondo me tra bastoncino e formaggini potrebbe nascere una love story. Però occhio, che cacatina è sempre li in agguato!
    Il prossimo articolo potrebbe essere un paragone tra “cartoni” americani e giapponesi. Il nerdometro e la figometria, saranno applicabili allo stesso modo? Ci saranno eccezioni? Son curioso!

  2. Gianfranco says:

    Visto l’orario di lettura notturna in cui solitamente mi cimento per analizzare teorie tecnico-scientifiche, ho dovuto per tutto il tempo trattenere l’istinto.

    Ma su edizioni stoCazzo mi è partita una risata alle 2,16 del mattino!!!

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