FIGONOMETRIA – EROI A CONFRONTO (X PARTE): Quando La Figosità È Un Reboot Asintotico

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A quasi 50 anni dalla sua comparsa nelle reti giapponesi, arriva il reboot di Tiger Mask, conosciuto in Italia come L’Uomo Tigre, con il nome di Tiger Mask W.

Questa nuova serie, composta da 38 episodi, vorrebbe essere il seguito della prima gloriosa e intramontabile serie animata del 1968, Tiger Mask, prendendo le distanze dal suo seguito ufficioso (Tiger Mask Nisei, in Italia L’Uomo Tigre II), proprio come l’ultimo Dragon Ball Super fa con la serie GT.

Ho già parlato qui e qui delle due serie animate riferite all’Uomo Tigre, analizzando figosamente i personaggi e il protagonista. Ma cosa sappiamo di questo Tiger Mask W?

Innanzitutto la trama: protagonisti della storia sono due giovani lottatori, Naoto Azuma e Takuma Fujii, che si allenano nella piccola federazione chiamata Zipang Pro-wrestling. Quando la loro federazione viene schiacciata da una malvagia federazione chiamata GWM (Global Wrestling Monopoly), dietro la quale si nasconde una rinata Tana delle Tigri, il destino divide i due ragazzi: Naoto, recatosi alle pendici del monte Fuji per allenarsi, indosserà i panni di Tiger Mask, deciso a sgominare la malvagia organizzazione; Takuma, invece, entrerà a far parte di Tana delle Tigri per distruggerla dall’interno, con l’identità di Tiger The Dark. In Tiger Mask W, la W come da consuetudine giapponese si legge “Double” (capiremo poi perché).

Quindi, non uno, ma due protagonisti, due tigri che si troveranno, scherzo del destino, da essere amici a pestarsi per ben due volte sul ring.

La prima serie dell’Uomo Tigre era ambientata in un paese, devastato dalla guerra, dove i bambini di un orfanotrofio facevano fatica a mangiare, avevano una televisione scassata e vivevano in una casa famiglia piuttosto modesta. Naoto Date, orfano anch’egli, si affezionò in tal modo a quei bambini, da arrivare a tradire Tana Delle Tigri, venendo poi perseguitato da quest’ultima con i suoi assassini-lottatori.

Lungo le oltre 100 puntate di Tiger Mask, assisteremo a incontri cruenti al limite dello splatter, dove sul ring si consumavano autentici omicidi!

Tiger Mask Nisei, invece, smorzava i toni drammatici e seriosi del primo, ed era maggiormente permeo di un’aria più frizzante e scherzosa; non mancavano gli orfani, ma questa volta il tutto era ambientato negli anni ’80, periodo del benessere economico. Quindi già si intravedevano smaccatamente le differenza con la prima serie. Non più Tana Delle Tigri, stavolta, bensì la Federazione Spaziale che, per punire l’Uomo tigre, invierà i suoi sicari al fine di ucciderlo sul ring. La doppia identità giornalista-lottatore di Tommy/Tatsuo, ricorda molto quella di Clark Kent/Superman (chissà se voluta).

Ma di questo Tiger Mask W? Cosa sappiamo? Cosa possiamo dire?

Ebbene, mi sono sacrificato per la causa e ho guardato tutti e 38 gli episodi e posso dirvi che… Posso dirvi che Tiger Mask W è un buon anime, non assolutamente all’altezza del primo e forse se la gioca con il secondo (pur rimarcando che non ha nulla a che fare). Infatti, nell’anime non si fa affatto cenno a un successore dell’Uomo Tigre ma, soprattutto, nulla si dice in merito a Naoto Date, se sia ancora vivo o, come veniva svelato in Tiger Mask Nisei, morto. Mistero.

Il protagonista di questa serie si chiama Naoto (viva l’originalità!) Azuma che, guarda un po’, diventerà il successore di Tiger Mask; il suo migliore amico, Takuma Fujii, invece, decederà di entrare a Tana Delle Tigri per diventare più forte e combatterla dall’interno. Il tutto, perché ambedue hanno assistito alla sconfitta del padre di Takuma sul ring (il signor Daisuke) da parte di Yellow Devil (Diavolo Giallo), il quale lo ridurrà a non poter più camminare.

Se Takuma, però, riesce a conquistare la maschera di Tiger The Dark, Naoto, invece, otterrà la maschera di Tiger Mask (la prima maschera appartenuta a Naoto Date) da Ken (Kentaro Takaoka), il primo Diavolo Gialo, colui che sfidò per primo il primo Uomo Tigre sul ring, venendo da questi sconfitto, per poi tradire anch’egli Tana delle Tigri e allearsi a Naoto e Daimon; proprio Ken, dicevo, convincerà Naoto a seguirlo sul Monte Fuji per allenarsi laddove si allenava segretamente Naoto Date, in una struttura ipertecnologica e abbandonata, sottoponendo il ragazzo a stress fisici mostruosi, probabilmente più duri di quelli di Tana delle Tigri.

Così, un bel giorno, sul ring, mentre il Monopoly farà ritorno con un suo lottatore (Odin), Naoto, nei panni di Tiger Mask, farà la sua comparsa sul ring e le suonerà di santa ragione a Odin.

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Ora, appaiono chiare alcune cose: in primis, le ragioni che spingono i due ragazzi a vendicarsi di Tana delle Tigri sono piuttosto fragili. Se il primo Uomo Tigre fuggiva dalla vendetta spietata dei suoi assassini e il secondo, invece, combatteva la Federazione Spaziale per scopo patriottico rischiando la propria vita sul ring, questo Tiger Mask, invece, ha come fondamento del suo credo la vendetta: vendicare Daisuke, suo sensei. Più convincenti, al contrario, sono le ragioni di Takuma, dato che Daisuke è suo padre. Ed è proprio a Takuma che, personalmente, mi ci sono maggiormente affezionato.

Naoto Azuma, infatti, seppur vestendo i panni dell’Uomo Tigre, difficilmente affascina. Al contrario, il personaggio di Takuma è caratterizzato molto bene e ha dei risvolti psicologici bellissimi. Memorabile è, infatti, la scena in cui Tiger Mask e Tiger The Dark si ritrovano a combattere l’uno contro l’altro sul ring e Daisuke, non sapendo chi si cela sotto i panni della tigre oscura, tiferà per Tiger Mask. Takuma, dal suo canto, accorgendosi che il padre fa il tifo per il suo avversario (nessuna delle due tigri sa chi si cela sotto la maschera dell’altro), rimarrà interdetto e ferito. E questo lo perseguiterà fino a quando, affrontando The Third, il boss finale, sarà sconfitto e smascherato.

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Tiger The Dark

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Per quanto riguarda i lottatori del Monopoly, federazione costola di Tana delle Tigri: beh, sono troppo corretti per essere lottatori di Tana delle tigri. Infatti, a parte Red Death Mask e i Miracles, gli altri lottatori combatteranno lealmente contro l’Uomo Tigre. e questo, a mio parere, non vuol essere per forza un punto di debolezza dell’anime, anzi, ma se riportiamo alla mente quelli che erano i combattimenti del primo e del secondo Uomo Tigre, beh, come possiamo scordarci le mazzate che volavano sul ring, il gong che veniva sbattuto con violenza sulla testa dell’avversario, le travi che si conficcavano nella schiena dei lottatori, le dita negli occhi, l’occhio strisciato con violenza lungo le corde del ring e via dicendo? E, nonostante tutte queste scorrettezza, l’Uomo Tigre, combattendo lealmente (salvo rare eccezioni), riusciva a trionfare.

Ciò che invece mi è davvero piaciuto, sono stati i combattimenti, molto realistici e scarsamente fantascientifici. Mi spiego meglio: se nel primo Tiger Mask (e soprattutto nel secondo) vi erano palese esagerazioni nei salti e acrobazie dei concorrenti (ma ve lo ricordate il combattimento contro l’Uomo Spaziale?), in questo Tiger Mask W vi sono mosse e prese da wrestler ben definite nei nomi e tecnicamente precise.

Per ciò che riguarda gli avversari, beh, anche qui le differenze si sentono eccome. Sono sì, sicari, ma vogliono sconfiggere (e non uccidere) l’Uomo Tigre solo perché… perché si è presentato con il nome Tiger Mask sul ring, riportando alla mente il primo Tiger Mask, colui che sconfisse Grande Tigre (Tiger The Great), sancendo, di fatto, la fine di Tana delle Tigri. Questo è quanto. Stop.

Una motivazione davvero idiota.

Inoltre, i lottatori sono la riproposizione dei vecchi lottatori del primo anime (e anche qui l’originalità non si spreca). Abbiamo, infatti, Red Death Mask (Maschera di Morte), Yellow Devil, Black Python (Pitone Nero), l’Uomo Gorilla. Abbiamo pure il ritorno di Mister X, capo di Miss X (che è colei che organizza gli incontri del Monopoly); un Mister X che non ha nulla a che fare con il Mister X buonanima, ma che gli somiglia in modo smaccato, anche negli atteggiamenti. Infine abbiamo le quattro tigri della Tana: Tigre Nera, Grossa Tigre, il Re delle Tigri e Grande Tigre (rispettivamente Tiger The Black, Big Tiger – The Second, King Tiger e Tiger The Greath – The Third), con l’unica differenza che la Toei ha deciso di invertire i ruoli di Tiger The Black con quello di Big Tiger, ossia, affidando la maschera di Tiger The Black a un enorme individuo dalla mole gigantesca e a Big Tiger a un tipo piuttosto minuto di corporatura. Tutto il contrario di quanto visto nel primo Tiger Mask. Così, tanto per farci capire che sono originali.

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Great Tiger The Third

Così come sono stati originalissimi nell’affidare il ruolo di giovane squinza all’infermiera Ruriko (vi ricorda nulla questo nome? No? Ok, come non detto), mentre la spalla e manager dell’Uomo Tigre sarà la nipotina di Kentaro Takaoka, Haruma. Ed è proprio Haruma che conferirà quel carattere più allegro, spensierato e frizzante alla serie, essendo sempre interessata a vendere i gadget di Tiger Mask (biscotti compresi) agli incontri per poter far soldi (i soldi sono l’ossessione di Haruma, oltre a voler diventare una wrestler professionista).

Anche le puntate, poi, contengono diversi filler che non fanno altro che smorzare i toni (già di per sé per nulla drammatici) della serie, rendendola più giocosa e allegra (come l’odioso e inutile filler in cui compaiono due idol).

Avrei parecchio da ridire sulle ultime puntate, quando



SPOILER!!!


 


Naoto viene smascherato da The Third sul ring. Ebbene, sappiamo tutti cos’è accaduto a Grande Tigre quando ha smascherato l’Uomo Tigre sul ring durante l’ultima puntata della prima serie e, soprattutto, come si è trasformato Naoto in quei minuti («Grande Tigre: quel gesto sconsiderato ha segnato la tua fine!»). Ma, cosa ancora più commovente, sono stati gli sguardi dei bambini che hanno riconosciuto l’uomo che si celava dietro la machera della tigre che loro tanto amavano: lo stesso uomo che tutti prendevano in giro e che, sotto certi versi, gli stava antipatico, perché ricco e snob (anche se si ricordavano di volergli bene quando faceva loro i regali).

Quando The Third smaschera l’uomo tigre, a parte Ruriko, a nessuno fottesega. Anche in Tiger Mask Nisei c’era più pathos nel momento in cui l’Uomo Tigre si leva la maschera (come dimenticare gli sguardi increduli e i commenti degli amici e colleghi di Tommy/Tatsuo?).

Qui, invece, nulla. Lo steso Naoto Azuma rimane sconvolto, ma non più di tanto. Non si arrabbia, non reagisce e le prende. Stop. Avrà la sua rivincita nel round successivo, quando si presenterà con la maschera cucita per metà con quella di Tiger The Dark (da cui, appunto, Tiger Mask W), ma nulla più (anche se, ad onor, devo dire che il combattimento finale con la maschera di Tiger The Dark è una figata).

Passiamo adesso alla vera nota dolente: i sottotitoli.

Le traduzioni, purtroppo, sono state fatte TROPPO fedelmente. Il Monopoly diventa il Monopolio (ma dai!) e Tiger The Dark diventa Tigre Nera. Solo che, successivamente, quando farà la sua comparsa la vera tigre nera, ossia Tiger The Black, ecco che quest’ultimo diventa Tigre Nera e Tiger The Dark diventa L’Oscuro.

Sì, avete capito bene.

Ovviamente The Third diventerà Il Terzo e The Second il Secondo.

Ma lasciare i nomi originali pareva troppo brutto?

Vabbè, lassamo perde, va’…!

E a proposito di nomi… Proprio come nel primo Tiger Mask e anche nel secondo, anche in questo Tiger Mask W non mancano personaggi illustri, ossia lottatori reali quali Kazuchika Okada, Hiroshi Tanahashi o Yuji Nagata (ma ce ne sono tanti altri ancora, come Nagata, Makabe, Ozaki e via dicendo), tutti wrestler iscritti alla New Japan Pro-Wrestling che spalleggeranno l’Uomo Tigre nel lungo dei 38 episodi, faecndogli da spalla, lottando assieme sul ring, oppure fungendo semplicemente da comprimari. Probabilmente, quest’ultima, è la ragiona per la quale i vecchietti ultratrentenni barra quasi quarantenni come il sottoscritto hanno voluto concedere una chance in più all’anime guardandolo.

Un’ultima nota la spendo in favore delle musiche: STU-PEN-DE! La canzone di apertura e, soprattutto, quella di chiusura (King Of The Wild) sono una figata; ma ad essere una figata sono tutte le musiche dell’anime che lo rendono davvero bello e gradevole da guardare, soprattutto durante i combattimenti di Tiger Mask.



Non credo di aver più nulla da dire in merito a questo anime che, personalmente, ho gradito, seppur con i suoi difetti. Credo che, infatti, il difetto principale di questo anime sia il tentare di commemorare il suo antenato Tiger Mask, dovendo subire l’onere di averlo in eredità e tentare di superarlo in bellezza. Cosa che sarebbe anche potuta accadere, se solo Tiger Mask non fosse mai esistito.

Figosamente parlando, il voto che do a questo anime è il seguente:

turtles nerdometro

Figonometro: 70%

Con un Nerd Level complessivo nelle scene di combattimento pari al 70% (troppo ridotte in termini di minuti, salvo nelle ultime puntate dove si menano di brutto).

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Nerd Level: 70% (Eroe)

E questo è tutto.

Un saluto a tutti (ma soprattutto a tutte!!!),

il Tizio che recensisce e figonometrizza reboot di gloriosi e immortali anime del passato

 

About Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 356 giorni l'anno.
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