FIGONOMETRIA: EROI A CONFRONTO (VI PARTE) – Quando la Figosità è Celata Dietro la Maschera di un Felino

 

[Voti: 4    Media Voto: 4.3/5]

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Gli anime giapponici, ci hanno sempre saputo affascinare con le loro storie, al punto tale da farci rincoglionire oltre il limite dell’ordinaria follia.

Ricordo che sia da bambino, sia da non bambino, sia da ragazzo e sia attualmente da probabile adulto, se mi capita un anime che adoro particolarmente rischio davvero di buttare nel cesso la mia vita e dedicarmi a lui, sfornando maratone per riuscire a vederlo dall’inizio alla fine. Tutto d’un fiato.

E sì, perché io ODIO le puntate.

Sapevatelo.

Ad esempio, ho visto tutte e tre le stagioni di Kuroko No Basuke in una sola volta, così come Saint Seiya Omega in più giorni, anziché starci dietro mesi e mesi, nell’attesa che quelle stramaledette 97 puntate terminassero.

Tutto ciò fa sì che i produttori/disegnatori/cappero vi pare dell’anime in questione, decidano di dare un seguito alla serie che ci ha fatto rincitrullire e ciò è bene. Almeno, così dovrebbe essere…

Vi sono stati casi in cui i sequel erano migliori del prequel (come la successione Mazinga Z, Il Grande Mazinga e Goldrake) altri in cui perdevano punti di brutto (I Cavalieri dello Zodiaco), altri ancora il livello del Nerd Level spaccava il Nerdometro di brutto (Kuroko No Basuke) e altri, purtroppo, in cui il sequel era una colossale:

E già, succede.

Uno di questi casi, purtroppo, è stato quello che ha coinvolto L’ Uomo Tigre  (Tiger Mask in terra giappomandorlata) del cui sequel parleremo, però, in una sezione apposita.

Perché? Beh, perché sono bastardo, è ovvio.

Ma torniamo a noi.

Nato come manga, poi come anime, l’Uomo Tigre è stato, probabilmente, quanto di più bello la terra giappomandorlata abbia mai potuto trasmetterci.

Giunto in Italia negli anni ’70, io che divenni una decina d’anni dopo un moccioso di una manciata di anni, nano come tutti i mocciosi figli degli anni ’80, lo guardavo assieme a mio padre, all’epoca mio coetaneo.

Era troppo bello osservare le assurdità di quell’anime, roba da mandare a monte un intero libro di fisica, di biologia e, in generale, di medicina tutta.

Quei ring che si riempivano di sangue e che avrebbero causato la morte per emorragia di uno (o entrambi) degli avversari, non aveva prezzo!

Osservare Tigre mentre scivolava sul ring, poiché ricolmo di sangue, era la nerdata più nerdosa mai concepibile ma la vera figata era osservare il tempo di rigenerazione cellulare sul ring, quando accadevano cose come questa:

[clicca sulle immagini per ingrandirle]

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Cioè: come diavolo è possibile?

Oh, qui c’è davvero molto poco spazio alla fantasia: questo sta sanguinando dagli occhi, a questo qui hanno cavato gli occhi (erano mitiche quelle dita che si infilavano nei bulbi oculari facendo schizzare sangue dagli occhi come succo d’uva durante la pigiatura). Cioè: pochi cazzi!

Non solo: chi si scorda quando, il cattivone di turno, faceva strisciare con l’occhia la testa dell’Uomo Tigre sulle corde?

E questo, senza mettere in mezzo le varie scorrettezze (sedie spaccate in testa, catene, pugnali, bracciali chiodati, armi da fuoco, bombe a mano e… Ah, no, forse queste ultime cose non credo ci fossero… E va beh).

Insomma: la fiera del nerdismo, della violenza e della guarigione istantanea, roba che manco un fagiolo Senzu di Dragon Ball!

E sì, perché alla fine, l’Uomo Tigre faceva sempre il culo a tutti, anche quando era ricolmo di merda.

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L'arbitro ciccione iperobeso era un classico
 di questo anime, praticamente onnipresente

Per l’esattezza, gli incontri seguivano una sorta di filo conduttore, ossia:

  1. L’Uomo Tigre saliva sul ring, spiccando un salto di una ventina di metri, con tanto di piroette e salti mortali, avvitamenti doppie e tripli, per poi rimanere in perfetto equilibrio sul palo, fissando l’avversario con il suo sguardo di ghiaccio, anche quando c’erano, tipo, 40 gradi nell’arena.
  2. L’incontro aveva inizio e, dopo il ring, l’Uomo Tigre veniva pestato come uno zerbino dal suo avversario che, generalmente, era un bastardo assassino utilizzante tecniche scorrette e armi. Il tutto, sotto lo sguardo dell’arbitro che tranquillamente, tra un panino, una birra e una sigaretta, osservava l’orologio per vedere se non fosse giunta l’ora di tornarsene a casa e andare a cenare. Tutto normale.
  3. L’Uomo Tigre veniva ridotto a qualcosa di molto simile alla vinaccia dopo la torchiatura, nuotando nel suo stesso sangue, soffrendo nel peggiore dei modi.
  4. Dalla casa degli orfani, il ribelle e romopico***oni Kenta, assieme agli altri bambini, gridava: «Dai Tigre, non ti arrendere! Sei tutti noi! Siamo con te!»
  5. L’Uomo Tigre, percependo da Km di distanza e in un modo che ci sfugge le voci dei bambini, si rigenerava, la barra dell’energia cresceva tutta assieme a quella della super combo e, ricordandosi la ragione per la quale la serie animata portava il suo nome, si incazzava e suonava di santa ragione l’avversario, finendolo con la sua micidiale ultra-super-mega-stracazzuting-special combo.
  6. L’arbitro ciccione dichiarava vincitore il tigre, totalmente ricoperto di sangue che, tranquillamente, infilatosi in macchina, se ne tornava alla sua stanza in albergo.

Tutto molto bello, insomma. E normale.

Mi sembra doveroso, a questo punto, farvi un “brevissimo” cenno alla storia di questo fantastico e nerdosissimo anime giappomandorlato.

L’Uomo Tigre, la cui vera identità è Naoto Date è, come tutti gli eroi giapponici, un orfano.

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Nella foto, Naoto Date

Cresciuto in un orfanotrofio assieme a Ruriko e al fratello di lei, il tipo con gli occhiali e senza occhi, un giorno, allo zoo, Naoto viene preso per i fondelli da tre bulli ai quali, da solo, nonostante più piccolo di statura e di età rispetto a loro, farà il culo in malo modo, riempendoli di pugni e schiumandoli di sangue.

Dopo di che, osservando la tigre in gabbia, griderà: «Diventerà una tigre! Diventerà forte come un tigre!» e scappa via. Nessuno gli correrà dietro, né i suoi compagni che, evidentemente, dovevano avercelo un po’ sui maroni, né il direttore dell’orfanotrofio, il quale se ne fotterà sega prepotentemente.

«Uno in meno», dirà il buon direttore, «Ché qui c’è già da fare un casino con questi altri mangiapane a tradimento.»

Peccato che quei bambini non mangiassero una cippa, poiché questo anime è ambientato immediatamente dopo la seconda guerra mondiale che, in Giappone, aveva mietuto vittime con un olocausto nucleare difficilmente indelebile da ogni libro di storia e dalla amente di chi, fortunatamente, non l’ha vissuto.

E così che Naoto incontrerà sulla sua strada Mr. X, il cattivo dei cattivi (in realtà un coglionazzo, ma va beh), un uomo affetto da qualche strana patologia dermatologica che lo costringe a convivere con la pelle di un colorito piuttosto cianotico, tendente al viola.

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Nella foto in alto, Mr. X, la cui patologia
 che lo rende viola non è ancora stata determinata. 
Chi di voi non aveva sulle balle 
la sua irritante risata 
(che poi era il suo biglietto da visita)?

Mr. X, dicevamo, recluta giovani mocciosi per portarli con sé in un’altra casa famiglia, un po’ meglio equipaggiata rispetto alla casa sgarrupata da dove proveniva Naoto: Tana delle Tigri.

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Nella foto, la colossale e inquietante Tana delle Tigri,
 raffigurante l'ultimo esemplare di Tigre Alata, 
frutto di un incrocio genetico giapponico
 tra una tigre e un'aquila, 
poco prima dell'estinzione della specie.

In questo posto, a seguito di estenuanti allenamenti a suon di frustrate, combattimenti contro tigri, leoni e pantere, lotte all’ultimo sangue contro i propri stessi compagni, dopo essere rimasti appesi a testa in giù come salami da un ponte con vista su un dirupo, dopo aver scalato montagne con la lava vulcanica sotto, il nostro Naoto si diplomerà come lottatore di wrestling e, indossata la maschera di una tigre, diventerà l’Uomo Tigre, il più spietato lottatore del mondo, al punto tale da essere soprannominato il Demone Giallo.

Dopo un primo periodo trascorso negli Stati Uniti a pestare a sangue in modo violento e scorretto i propri avversari, Naoto tonerà in Giappone per unirsi alla lega dei lottatori giappomandorlati con a capo il gigante Baba e Antonio Hinoki i quali, all’inizio, proprio non ce lo vogliono tra le palle questo gattone troppo cazzaro e fuori di testa.

Tuttavia, dopo un esordio non bellissimo e dopo aver promesso a Kenta, fuggito dalla casa degli orfani di cui Ruriko, adesso, è custode e direttrice ansime al fratello senza pupille, deciderà di combattere lealmente, fanculizzando Tana delle Tigri in questo modo:

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Drrrin!

«Sì, pronto? Qui è Tana delle Tigri, chi parla?»

«Sono Naoto Date, l’Uomo Tigre! per caso, c’è il direttore?»

«Il capo? No, quello lì esce solo nelle ultime puntate. Adesso ci sono solo i tre tipi incappucciati e Mr. X. Cazzo vuoi? È ora di pranzo, datti ‘na mossa!»

«Passami Mr. X, ché lo mando affanculo, dai!»

*il centralinista al call center gli passa al telefono Mr. X

«Ehi, Mr. X: ma quando cazzo te lo fai un cellulare, tu?»

«Ma non sono ancora stati inventati, testina!»

«Ah, già, è vero… Beh, in ogni caso, stavo pensando: hai presente l’assegno che devo versarti? Quella cosa del 50% del ricavato dei miei incontri?»

«Sì, sì… Beh?»

«Eh no, volevo dire: ma il c/c sempre quello è?»

«Certo che è sempre…»

«Ah, Ok: allora fammelo aggiungere alla lista delle cose di cui non me ne frega un cazzo!»

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«Adesso, scusami, ma… Che ore sono?»

«Sono le 12.55, è quasi ora di pranzo e…»

«Benissimo! Allora, alle 13.00 precise, vattelo a pja’ n’er culo!»

*fine della conversazione*

E così abbastanza indispettito da quella chiamata, Mr. X, dopo aver seguito il consiglio di Naoto e dopo aver capito di essere stato trollato da questi, riferirà tutto ai tre direttori incappucciati che, dopo averlo preso per il culo per essere cascato in una trollata degna del peggior idiota in circolazione, tutti assieme giureranno vendetta contro l’Uomo Tigre.

Un Uomo Tigre cambiato e che dedicherà la sua vita agli altri, ad aiutare gli orfani della casa di Ruriko e dell’altro tipo quattrocchi, che si farà prendere per il culo dai bambini, giocando con loro a baseball, regalando loro giocattoli, televisioni, guantoni da baseball e via dicendo. Insomma, un cuore d’oro, eh!

In ogni caso, la vendetta di Tana delle Tigri, per chi non l’avesse capito, consiste in questo: tentare di uccidere l’Uomo Tigre sul ring, inviandogli contro orde e orde di lottatori cazzuti, cattivi e armati fino ai denti, che combattano in modo violento, crudele, sconsiderato, scorretto e scostumato (soprattutto scostumato), al fine di uccidere malissimo Tigre sul ring.

Peccato che, nonostante le 105 puntate, nessun lottatore riuscirà mai nell’impresa. Anzi, tutti quelli che non moriranno sul ring, saranno uccisi da Tana delle Tigri dopo, rei di aver fallito nell’impresa. Il tutto, mentre i bambini dalla casa degli orfani, tramite la TV che Naoto ha regalato loro (oppure, ancor meglio, direttamente dall’arena dove avvenivano i combattimenti, poiché Naoto era un cuore d’oro, ché regalava i biglietti degli incontri), dicevo, queste anime candide, immacolate e innocente, assistevano tranquillamente, come se nulla fosse, a degli autentici massacri all’ultimo sangue che, il più delle volte, altro non erano che omicidi in diretta legalizzati, laddove, all’interno di uno scenario splatter-horror, il sangue ricopriva ogni cosa: ring, corpi dei lottatori e, quando capitava, anche le zone in cui erano seduti i commentatori.

Tutto molto educativo e adatto ai minori, insomma.

E ce ne saranno di tutti i tipi e per tutti gli eventi: da uomini con la pelle blu o viola, a lottatori mascherati da leone, mummie egiziane, tipi dal collo lungo, maschere di ferro che si illuminano, uomini ragno, pantere, lupi, gorilla, leoni (ops, già detto, sorry… Che sbadato u.u ), licantropi, vespe, ape Maia, ape Magà hip hip urrà, la bestia del La Bella e La Bestia, Shrek, il Drago Polunga di Dragon Ball, tutti gli avversari di Dragon Ball e, per finire, le tre tigri: Grossa Tigre, Tigre Nera e il Re delle Tigri.

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Qui in alto, da sinistra, rispettivamente
 Tigre Nera, il Re delle Tigri e Grossa Tigre

Purtroppo per loro, moriranno tutti malissimo, che peggio non si può.

Morirà malissimo anche Daigo Daimon,  l’amico fedele di Naoto, durante lo scontro in coppia contro Tigre Nera e Grossa Tigre e, per un colpo di culo, non morirà Ken, ex Diavolo Giallo, poi spalla di Tigre, contro Grande Tigre, l’ultimo avversario, ossia il capo della Tana, meglio noto a tutti come The Boss!

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Nell’immagine, Grande Tigre, il King Of Kattivons, il Top of Bastard Giapponic Anime, il non plus ultra dei Boss mai apparsi in un anime giappomandorlato contro cui solo il Generale Nero de Il Grande Mazinga può concorrere. Sapevatelo!

E il tutto, senza che nessuno, in 105 episodi, abbia mai sospettato che l’Uomo Tigre e Naoto siano la medesima persona, nonostante una corporatura non indifferente di questi, nonostante la stessa auto con la stessa targa, nonostante Kenta abbia parlato più e più volte con l’Uomo Tigre ascoltandone la voce e, infine, nonostante Ken e Daimon, amici di Naoto e frequentanti con lui la casa degli orfani di Ruriko e socio senza pupille, facciano sempre coppia fissa (trio fisso!) con Naoto, procurino i biglietti degli incontri ai bambini e… va beh, un branco di cerebrolesi, eh!

Come termina l’anime?

Malissimo! (spoiler alert!!!)

Ken viene massacrato di botte da Grande Tigre e poi tocca all’Uomo Tigre che, dopo averle prese di santa ragione nei tutti i modi, dopo essere stato dissanguato sul ring, picchiato come io picchierei una zanzara che mi ha rotto le palle per tutta la notte non facendomi dormire, ridotto in poltiglia, roba che una Manzotin si sentirebbe gratificata nell’osservarlo, perde la maschera, ché il bastardo dice: «Voglio strapparti la maschera!»

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Momento epico n. 1

«Non te lo permetterò!», risponde lui.

Ma, ahimè, quello ci riesce e poi, sappiamo tutti cosa accadrà…

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Momento epico, n. 2

Raccolta la maschera da terra, risalito sul ring e messosi a piangere come un moccioso a cui un branco di bulli ha rubato le caramelle, lanciata la maschera contro Grande tigre, tronfio di sé e, gridato: «Cosa credi? Che abbia perso la mia forza?»

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Momento epico, n. 3

Da quel omento, Naoto si scatena come una belva e per Grande Tigre saranno:

Esattamente.

Mi fermo un attimo per analizzare più scientificamente la cosa.

Dal momento in cui all’Uomo Tigre viene strappata la maschera, fino al termine dell’episodio, il Nerd Level dello spettatore sfonda di brutto il Nerdometro, giungendo al livello Paladino e rischiando di superarlo!

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Nel grafico, la funzione matematica del Nerd Level applicata a L’Uomo Tigre

Il che è davvero molto rilevante e fa capire quanto cazzuto sia questo anime che, ancora oggi, continuiamo  a guardare come babbioni drogati, figli degli anni ’80 e portabandiera della voce giappomandorlata nel futuro, per le nostre generazioni e per quelle dei nostri figli.

Figonometrando,  invece, la figura di Naoto, non possiamo esimerci da non affibbiargli un votaccio coi fiocchi, un gran bel 100% e poche chiacchiere.

Naoto è un giovane ragazzo abbastanza incasinato e complessato, che veste sempre con lo stesso impermeabile lo stesso berretto rosso. Seppur Ruriko provi qualcosa per lui e non faccia nulla per non nasconderglielo, Naoto, prestando fedeltà al giuramento degli eroi giappomandorlati alla Carta degli Eroi Giappo, non se la scoperà mai, mai e poi mai, rimanendo un cavolo di frustrato a vita, nei secoli e secoli e… ehm… non proprio, dato che il nostro Naoto/Tiger Mask, dopo l’ultimo combattimento deciderà di lasciare il Giappone, non avendo il coraggio di far ritorno da Ruriko, il tizio di cui nessuno ricorderà mai il nome e i bambini, dato che non è stato in grado di rispettare il giuramento che fece a Kenta sul ring, ossia combattere lealmente e senza ammazzare di botte (e anche e soprattutto in senso letterale) l’avversario di turno.

E poi, insomma, era stato sputtanato in mondovisione e tutti lo avevano visto in volto. Non è che te ne ritorni dai tuoi dopo essere stato pestato a dovere, aver perso qualcosa come, tipo, i tuoi 9/10 di sangue e, senza neppure un cerotto o una trasfusione, tornartene a casa tutto tranquillo.

L’anime termina così, con Naoto che scompare, con i bambini che rimangono inebetiti, perché non riescono a darsi pace che un emerito idiota e damerino come Naoto potesse essere, in realtà, l’Uomo Tigre che loro tanto veneravano, con Ruriko che, tra sé, si ripete che Naoto non tornerà mai più e lei rimarrà zitella a vita, con il tizio senza pupille e dal nome ridicolo che persino gli stessi sceneggiatori fanno fatica a ricordare che, riflettendo su quanto egli possa essere ritardato, capisce che Ruriko aveva sempre saputo tutto e… e con Naoto che morirà in un incidente stradale, per salvare un bambino che stava per essere investito da un’auto in corsa, guidata dal solito pirata della strada che, tanto per cambiare, non si fermerà a soccorrerlo.

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Qui nella foto, Rurikii nell'unica scena 
in 105 episodi in cui accenna a un sorriso

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Nella foto, Watsuki, meglio noto come Il Tizio

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Nella foto, Kenta, meglio noto come Il Cagacazzo

Insomma, cose così.

Beh? Cazzo mi fate quelle facce? Ve l’avevo detto che finiva malissimo!

Ad ogni modo, il Figometro segnerà per il nostro Naoto Date il livello Full:

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Figometro livello 100%

Mentre, il Nerdometro rigorosamente in modalità Genius, anch’esso indicherà il massimo del Nerd Level, con un coefficiente Harlock pari al 100%:

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Nerdometro modalità Genius: 100%

È doveroso aggiungere che L’Uomo Tigre ha visto un sequel (che è proprio in questo in cui si narra della morte di Naoto, tra l’altro) uscito diversi anni dopo (per la serie: battiamo il ferro finché è caldo), dove a vestire i panni di Tiger Mask è… non ve lo dirò non qui ovviamente, ma nella prossima puntata dedicata all’Uomo tigre, ossia: L’Uomo Tigre II.

E per dimostrarvi che non sono bastardo come potete immaginare, mi congedo da voi piazzandovi qui sotto un paio di chicche: la prima, la bellissima sigla dell’Uomo Tigre che, ancora oggi, io conservo nella playlist del mio smartphone (sapevatelo!):

La seconda, invece, l’ultima puntata dell’Uomo Tigre, in cui anche voi potrete misurare il vostro Nerd Level e comunicarmelo nei commenti:

Il Fatidico Incontro:

La Disfatta di Tana delle Tigri:

Arisapevatelo!

Prima di salutarvi, vi ricordo che da qualche giorno è possibile valutare le cazzate, volevo dire l’articolo che scrivo (sopra le stelline), nonché esprimere un vostro giudizio sui personaggi, sull’articolo, sull’obiettività e sul livello di cazzaggine dello stesso (il Livello Cazzaro), nonché fornire una valutazione complessiva dello stesso.

Inoltre, cosa ancor più importante e che per qualche strana ragione a tutti passa di mente, ci sono le newsletters, ci sono i commenti (che servono per commentare, nel caso fosse sfuggito a qualcuno) e ci sono i tasti di condivisione dell’articolo (che non vi dico a cosa servo, perché, ripeto, sono un lurido bastardo)..

Detto questo, adesso vi saluto come si deve: un saluto a tutti (ma, ovviamente, soprattutto a tutte!!!),

Il tizio che scrive le solite minchiate su ‘sto cavolo di blog

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About Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 356 giorni l'anno.
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