F.M. MI HA BLOCCATO!

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pollice bendato facebook


PREMESSA: questo articolo è stato scritto PRIMA di un evento che ha partorito questo post in pagina. Andate a leggerlo e incazzatevi.

FINE PREMESSA.


Ricordate il mio articolo sul troll clonatore di pagine anonimo e disagiato? L’individuo che ha condiviso il mio articolo sulla sperimentazione animale?

Beh, nel caso vi fosse passato dalla mente o, peggio, non sappiate proprio di chi io stia parlando, potete andare a leggere tutto qui in modo da farvi un’idea in merito di tutto il disagio che aleggia nella capoccia di questa persona.

Dovete sapere, oh miei cari navigatori incauti, che venerdì 6 luglio a mezzogiorno ho pubblicato un post in pagina chiedendo a tutti voi se aveste gradito un articolo sui fruttariani, gli unici individui che io non comprenderò mai, alla pari dei terrapiattisti e dei respiriani.

Ebbene, tra i vari commenti al post, spunta quello della pagina clone Senti che puzza, in cui l’admin disagiato che si firma Mr. B12 e che Alex mi ha detto essere F.M., a sua volta anche admin del gruppo Facebook I.V., così mi scrive:

[clicca sulle immagini che seguono per ingrandirle]

SCP


«Basta che la smetti con la SA»


Ora, io non ho alcuna intenzione di intraprendere nessuna guerra contro nessuno, tantomeno contro i vegani contro i quali, personalmente, non ho nulla in contrario. Ma capite benissimo che se vieni a fare casino in casa mia, non è che posso starmene zitto, fermo e buono a guardare mentre tu fai bellamente i cavoli tuoi. Se poi scopro che mi blocchi su Facebook così, a caso, capisco anche che il mio lavoro di troll pagato dalla Ka$ta lo sto svolgendo più che egregiamente e che, in qualche modo, devi aver cominciato a far scorte enormi di carta igienica, come dimostra lo screenshot che segue:


DOGI

Nella foto, il ritardo


Il denaro non ha odore. Il disagio, invece, puzza.

Premesso ciò e premesso che sulla mia pagina e sul mio blog je suis il sovrano indiscusso a cui spetta sempre e comunque l’ultima parola, nonché dotato della facoltà di concedere vita e morte a chi io desideri, come e quando lo desideri, ogni qual volta lo desideri, premesso ancora che sulla mia pagina e sul mio blog io debba sentirmi libero di scrivere e/o parlare di tutto ciò che mi passa per la testa, comprese le volte in cui vado a fare la pipì, mi rado, il taglio di capelli che porto, il numero di flessioni su un braccio che riesco a fare nonché il contratto che rinnovo periodicamente con Alex e La Ka$ta per fare disinformazione a 360 gradi (di cui le donazioni che eventualmente ricevo tramite il blog mi servono giusto per arrotondare lo stipendio), capirete che se mi vien ordinato di scrivere e/o non scrivere in merito a un determinato argomento che, tra l’altro, mi sta parecchio a cuore, un po’ mi girano.

Perché, ed è questo il punto, io dono periodicamente ai vivisettori di Telethon, AIRC e AIL ogni anno, compresi, se posso, altri enti umanitari che si occupano di sostegno dei bambini meno fortunati; quest’anno ho comprato l’azalea dell’AIL e non ho mancato anche di dare il mio contributo a Medici Senza Frontiere (ma ho sostenuto anche una causa animalista sponsorizzata da una mia amica vegana in occasione del suo compleanno, se proprio vi interessa), perché ritengo che anche chi nasce in condizioni di svantaggio rispetto a noi (compreso l’admin di Senti che puzza clone, anche se il suo è un tipo di svantaggio di tipo diverso) debba aver diritto a ricevere cure e assistenza medica, possibilmente gratuite.

Non mi sento migliore di nessuno, sia chiaro questo e non scrivo tutto ciò per farmi bello davanti a voi (anche perché la mia faccia dice l’opposto). Il mio scopo è tutt’altro, ossia sensibilizzare chi legge verso questi piccoli gesti, perché, perdonatemi, ma non riesco a concepire che ancora oggi possano esserci bambini costretti a rimanere inchiodati a letto o su una sedia a rotelle, poiché tetraparetici spastici (come mio fratello), attaccati a respiratori artificiali, affetti da SLA o altre malattie rare tremende alle quali, per adesso, l’unica speranza di cura si chiama ricerca, quest’ultima basata sulla sperimentazione animale.

E se la sperimentazione animale, alla fine, non piace a nessuno, compreso al sottoscritto e a chi la pratica per riuscire ad ottenere la cura e/o il farmaco finale, è altrettanto vero che ad oggi, Anno Domini 2018, NON ESISTONO ALTERNATIVE che possano sostituirla completamente o che comunque possano garantire gli stessi risultati.

A te che sei contro la sperimentazione animale, io adesso chiedo: ipotizzando si riesca a scoprire un farmaco non sperimentato sugli animali, chiamiamolo farmaco H, ti faresti mai somministrare lo stesso essendo conscio che questo non è mai stato sperimentato prima d’ora su nessuno se non su di te?

Riflettici. Tira uno, due, infiniti sospiri. Prenditi tutto il tempo che ti serve, però alla fine rispondimi.

Perché, mio caro, il nocciolo della questione è questo: se non ci sono cavie sulle quali, prima di noi, sono sperimentati i farmaci o le eventuali cure, ci sarà sempre un paziente zero sul quale testare il farmaco (ma anche solo la molecola!) nuovo. Chi sarebbe così idiota o folle, se vogliamo incosciente, da sottoporsi a un tale suicidio premeditato? Perché di suicidio si tratta (almeno ipoteticamente parlando)! Infatti, non conoscendo le chance di riuscita della somministrazione della medicina, nessuno si sottoporrebbe al trattamento con la medesima!

Con la sperimentazione animale, sappiamo che il farmaco, prima di arrivare sugli scaffali della farmacia o negli ospedali, ha superato numerosi test preliminari, prima su piastre di coltura e batteri, poi su moscerini della frutta, poi ancora su frammenti di tessuto organico. Solo alla fine e solo se sono necessari si utilizzano i ratti.

Di tutto questo ne ho parlato in due dettagliatissimi articoli (qui e qui; articoli ai quali il disagiato admin, tale Mr. B12 di cui è fortemente carente, ha voluto controbattere in un unico post su Facebook. UN UNICO POST); inoltre ho spiegato perché, per un ammalato, la sperimentazione animale rappresenta, seppur a malincuore, oggi l’unica alternativa per poter vivere una vita che valga la pena di essere chiamata tale.

Negli anni ’80 la chance di sopravvivenza di un bambino che nasceva con la leucemia era del 20%; oggi, dopo oltre 30 anni, grazie all’AIL e alla ricerca, le possibilità di sopravvivere sono dell’80%.

La buona notizia è che su 100 bambini 80 sopravvivono. La cattiva notizia è che su 100 bambini solo 80 sopravvivono.

Cosa possiamo fare per arrivare a una percentuale del 100%? Semplice: incoraggiare la ricerca, sostenendola e non boicottandola. Perché, se la boicotti, oltre che ignorante (ma può darsi che vi sia l’ipotesi della malafede, decisamente peggiore di ogni altra cosa. O che tu sia un ritardato, in quel caso la 104 può accompagnare solo), anteponi la vita di un moscerino di merda a quella di un bambino. E mi si perdoni, ma ciò è vomitevole.

Voi che boicottate la ricerca, voi che sabotate i laboratori andando a liberare le cavie e mandando a monte anni e anni di studi, ricerche ed esperimenti, non vi fate un po’ schifo? Con quale coraggio riuscite a guardare un bambino nato con una malattia rara, o anche solo con il diabete, diritto negli occhi? Avete davvero il fegato di dir loro che, grazie alle vostre prodezze e alle vostre menzogne, probabilmente non vivranno abbastanza a lungo da diventare adulti e trovare la forza di prendervi a calci, ma anche solo di studiare per diventare, a loro volta, magari dei medici o dei ricercatori?

Ammesso non siate davvero degli esseri spregevoli e senza cuore, fatevele queste domande, mettete da parte l’orgoglio, liberate dalle celle in cui li tenete prigionieri i vostri neuroni e cercate di sostenere la ricerca al meglio che potete.

Ovvio, non vi chiedo certo di rinunciare a lottare per i diritti e il benessere degli animali: laddove vi sono maltrattamenti, è giusto che gli stessi siano portati alla luce e sanzionati, anche pesantemente se necessario.

Ma comportarvi da terroristi spietati e senza anima vi renderà solo degli esseri diabolici e privi di cuore.


Tornando a noi due, caro F.M., in quale categoria ti inserisci? No, perché se hai ancora voglia di continuare questa patetica guerra col sottoscritto il quale, almeno, ha le palle di metterci volto, nome e cognome, volevo avvisarti di una cosa: Alex sa chi sei, sa tutto di te, non puoi sfuggirgli, sei nella sua rete.

L’altro giorno, infatti, dopo la tua prodezza sulla mia pagina e dopo aver scoperto che mi avevi bloccato col tuo profilo, l’ho contattato di nuovo. Ti riporto la nostra conversazione avvenuta su Telegram, in cui il mio boss, con il quale ormai sono entrato in un rapporto piuttosto amichevole, mi ha informato in merito agli ultimi eventi che riguardano te e i tuoi disagi:


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E io, mi limito a fare ciò che mi ha detto di fare il mio boss: scrivere di lui e prenderlo per il culo.

L’ultimo screenshot della conversazione con Alex che riporto, è relativo al suo segreto e diabolico piano malvagio che mi ha ovviamente spifferato:

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Il segreto e diabolico piano malvagio di Alex e del La Ka$ta

Alex mi ha anche fornito tramite mail un dossier sulla carnazzarotorina e sul coefficiente bresaolina, e devo dire che ho trovato assai interessanti questi documenti.


La copertina del dossier sulla carnazzarotorina

La copertina del dossier sulla carnazzarotorina

Dopo dei test preliminari ottenuti sui ratti, con una risposta positiva del 98%, si è passato a sperimentare la stessa sui cavalli. Si è notato come il cavallo a cui era somministrata la carnazzarotorina, per un coefficiente bresaolina pari al 33% del suo peso corporeo, poco per volta, anziché mangiare avena e fieno, preferiva tritato di vitello fresco. Aumentando la carnazzarotorina dello 0,5% durante un intervallo di 15 giorni, si è notato come la quantità di tritato di vitello aumentava, passando da 30 grammi al giorno a quasi 32 grammi, con   un incremento del 6,67% (6,67 punti percentuali in soli 15 giorni). Si è stimato, quindi, che nell’arco di sei mesi l’impulso di nutrirsi di carne incrementando il fabbisogno giornaliero, in base al coefficiente bresaolina, possa arrivare fino all’80% circa (quindi la quantità di tritato di vitello sarebbe pari a circa 54 grammi).

Si parla di stima, perché, purtroppo, dopo circa due mesi e mezzo dall’inizio dell’esperimento, il cavallo a cui era stata somministrata la carnazzarotorina è morto, si pensa a causa di troppa carne nella sua dieta da erbivoro.

Interessante è come non esista un processo inverso, cioè, una volta innescato l’impulso di mangiare carne, lo stesso non sia più reversibile e il soggetto, ormai carnivorizzato, esiga solo ed esclusivamente nella sua dieta CARNE, possibilmente rossa e cotta al sangue (meglio ancora se cruda, come i vari carpacci o tartare).

La carnazzarotorina può essere iniettata direttamente nell’alimento o, meglio ancora, sparsa per aria tramite scie chimiche le quali, poco per volta, discendono e vengono inalate dai soggetti individuati come target.



Adesso, mio caro F.M., dimmi tu: ti conviene continuare questa battaglia? Perché, come ben sai, La Ka$ta è potentissima, io verrò sempre pagato per i miei servigi (e pure profumatamente) e tu tornerai NON a essere onnivoro (come lo sei sempre stato, ma vabbè), bensì uno di quei carnivori che tanto disprezzi e bullizzi sul tuo gruppo di merda assieme ai tuoi adepti disagiati del cazzo.

Io ti ho avvertito. Alex è potente e, soprattutto, TI VEDE!

Ma questo non credo sia necessario ricordartelo ulteriormente.

E fossi in te, starei attento ai tuoi animaletti domestici, perché la carnazzarotorina può essere somministrata anche a loro. E tu sei fatto di carne. E se 2+2 fa ancora 4…


Informazioni su Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 365 giorni l'anno.
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