CINQUANTA SFUMATURE DI ROSSO: La Conclusione della MERDA!

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Devo ammettere una cosa: mai mi sarei aspettato che, in un sondaggio su una pagina il cui autore ha scritto una fiction sul Nerd Level e sulla Figonometria, in un sondaggio tra Deadpool 2 e questo film in cui chiedevo ai fan quale recensione avrebbero preferito leggere, il secondo, Cinquanta Sfumature di Seghe, avrebbe prevalso sul primo, seppur di soli 2 miseri voti.

Vittoria per 15 a 13: Deadpool 2 soccombe sotto i voti che son piovuti sulle sfumature di merda, perché tutti desiderosi di sapere due cose:

  • Cosa pensassi di questa pozzanghera di piscio di bue;
  • Perché diavolo mi fossi messo in testa di guardare ‘sto Godzilla di merda per poi proporre a voi la sua recensione.

Effettivamente, è sin dall’inizio della saga che non faccio altro che bestemmiare mentre guardo questo agglomerato di guano di pipistrello mutante gigante della Papuasia, per poi sfogare la mia ira sulla tastiera mentre digito parolacce e analogie con la merda. Ma la questione è semplice e ne ho parlato proprio nella prima recensione (tuttavia: repetita iuvant!): TUTTI parlano di questo film, tutti lo vanno a guardare nelle sale che, inspiegabilmente, fanno il pienone, tanti hanno letto la saga e comprato i tre libri (tra cui un mio ex collega di lavoro i cui libri gli furono donati dalla sua ragazza). Ma, allo stesso tempo, TUTTI lo odiano, tutti lo disprezzano, tutti ne parlano male.

È il solito fenomeno all’italiana: nessuno apprezza una cosa, ma quella cosa è il trend del momento.

Prendete il Grande Fratello: persino il Codacons, recentemente, l’ha definito il degrado, il trashiume per eccellenza, lammmerda dellammmerda, chiedendone la chiusura, perché altamente diseducativo. Sui social non faccio altro che leggere di gente che lo disprezza profondamente, Ma questo cesso colmo di merda fa ascolti, e tanti, ragion per cui non c’è alcun motivo per i palinsesti Mediaset di interrompere la messa in onda.

Stesso discorso lo si può estendere in politica o, ancora, nei film. I cinepanettoni sono odiati da tutti, ma si continuano a propinare e fanno record di incassi; Cinquanta Sfumature di Seghe idem: tutti ne parlano male, ma tutti vanno a guardarlo.

C’è sicuramente qualcosa che mi sfugge, un dettaglio che la mia attenzione non percepisce a pieno, ma tant’è: alla gente piace la merda, soprattutto se in triplice copia (perché, mi si perdoni, ma non c’è un briciolo di innovazione tra un film e l’altro. Persino il modo di scopare dei due attori che interpretano due frigoriferi scassati, è uguale).

Tuttavia, a me piace agire e pensare in modo razionale, perché i pregiudizi non sono scientifici, così come non lo è generalizzare. Certo, dopo aver preso ben 2 pacchi con i precedenti film, conscio del fatto che le sale, per l’ennesima volta, si son riempite di donne che avevano con loro (giuro, non sto scherzando) zucchine, cetrioli e vibratori (che hanno tranquillamente lasciato in sala dopo la visione), beh, non potevo non partire prevenuto. E sarà per questo che il film, alla fine, durante i suoi quasi 110 minuti di durata, non è stato così male.

Infatti, pressappoco, è stato come immergersi nudo in una piscina grondante merda, è stato un po’ come odorare un cumulo di merda di vacca indiana, è stato praticamente come essere bersagliati da una mitragliata di UZI caricata a merda di capra. Piuttosto che rivedere questo Megazord di merda, sono disposto ad ascoltare tutta la discografia di Gigi D’Alessio, live compresi e recarmi ai suoi concerti a piedi, in ginocchio!

Ma prima che mi esplodano le coronarie e un ictus mi colga funesto, preferisco darmi una calmata e riacquistare il mio spirito zen. Stavolta (spero) vorrei evitare di infarcire la recensione di imprecazioni varie su Anastasia e il suo cervello grande quanto una lenticchia e su Mr. Gray, l’uomo dalla tartaruga tatuata sul petto, colui che “…non fa l’amore ma scopa forte!”, l’uomo del mistero (di stocazzo. Ops, ho detto la prima. Ma prometto che sarà anche l’ultima, giurin giurello), lo psicopatico per eccellenza che qualsiasi organizzazione criminale desidererebbe avere.

Ovviamente ci saranno spoiler, sia perché questo film (chiamare film quest’astronave di merda mi fa male al cuore, ma ok, tecnicamente è un film) è uscito ormai da diversi mesi, sia perché, nelle mie recensioni incazzate, di spoiler ne faccio, proprio per enfatizzare meglio la cosa che m’ha fatto inalberare come un cavallo mentre viene inculato con un Trinidad Scorpion.

Mi rendo anche conto che ho già riempito una pagina e mezza di A4 e non ho scritto altro che insulti, quindi ci do un taglio e comincio.

Partendo dalla sceneggiatura, questa è quanto di più scialbo, squallido ed elementare possibile: la solita pappardella riscaldata che già avevamo visto nei precedenti capitoli, con la differenza che il film, stavolta, si apre con il matrimonio di Mr. Hyde e AnaLstasia i quali, finalmente, coronano il loro sogno d’amore.

Certo, per una donna sarebbe il massimo dell’aspirazione sposare uno psicopatico che non ha fatto altro che stalkerarla, punirla facendole del male, compilare dei dossier su di lei (e su tutte le sue precedenti amanti), averle fatto firmare un contratto tra dominante e sottomessa e non ricordo più quali altre stronzate degne del miglior Hannibal Lecter affamato di figa, anziché di carne umana. Ma qui siamo nel paese della merDaviglie, dove tutto è possibile, compreso incontrare unicorni rosa che scoreggiano perle odoranti merda, ergo uno psicopatico può sposare la ragazza più santarellina, più ingenua e, soprattutto, più ritardata che l’universo ci abbia mai propinato.

I due si sposano e vanno in luna di miele in Italia, ovviamente solo dopo che Mr. Gray, durante il matrimonio, sussurra a sua moglie che non vuole condividerla con nessuno della marmaglia lì presente. E per marmaglia, oltre alla sua famiglia, si riferisce anche e soprattutto alla famiglia di lei. Lei che, da perfetta ritardata, anziché mostrare dei sentimenti leggerissimamente contrariati in merito a quella frase lo asseconda. E vabbè.

Iniziamo male, malissimo, che peggio non si poteva, ma la situazione precipita nel momento in cui loro, in luna di miele, si scambiano i messaggini zozzi, l’uno a mezzo metro di distanza dall’altro; poi lei si addormenta e lui la trova sdraiata con le tette al vento e le urla di coprirsi. Ed è qui che viene il meglio: se il secondo film ci aveva stupito con dialoghi che Accademia della Crusca levati proprio (le avete scordate le “scoperie perverse”? beh, io no, e continuano a tormentarmi ancora…), questo si supera e sfoggia una prestazione linguistico-letteraria degna dei miglior Christian De Sica-Massimo Boldi’s production e che i fratelli Vanzina avrebbero fatto carte false per scrivere.

Lei, che è ritardata, ma anche analfabeta, non vuole coprirsi e risponde a lui: «Christian, guardati intorno, questo posto è popolato da tette. È una spiaggia TETTONICA!»

Una spiaggia tettonica.

Una FOTTUTA spiaggia TETTONICA.

Sia dannato lo sceneggiatore, ora e sempre. Perché non so se nel libro il dialogo è riportato così, come in questo vilipendio alla lingua italiana e non voglio neppure immaginare come sia stato tradotto, se fedelmente o se alla fallo di segugio. So solo che qui ho bestemmiato. Male. E non sono neppure trascorsi 10 minuti.

Ma andiamo avanti.

Il film prosegue con una serie di scoperie perverse, volevo dire trombate, tra mister grigio e miss porpora, i quali scopano nel modo più trasgry possibile: alla missionaria.

Allora, io non so cosa abbia attratto le varie signore che si son precipitate a flotte nelle sale cinematografiche, cosa queste si aspettassero di vedere e cosa se ne siano fatte dei loro vibratori al cetriolo. So solo che qui, come nei precedenti film, non c’è NULLA di trasgressivo, il nulla assoluto. Nulla fanno e, quel poco che fanno, manco si vede. L’unico momento leggerissimamente più trasgy, si ha quando scopano nella stanza rossa e lui dice a lei che la parola d’ordine per fermarlo è, appunto (evviva l’originalità e la fantasia) ROSSO.

Esattamente.

Il disagio è elevato, mi sento male, ma proseguo. DEVO terminare questo coso, sento che è la mia missione e poi avevo preso un impegno con i miei fan, il mio pubblico.

Dopo averle detto che la scoperà fino a farla urlare e lei, tutta eccitata, accetta di farsi sodomizzare da questo maniaco del cazzo, il film prosegue fino a quando lei non rivela a lui di essere incinta.

Lui la prende, che vi devo dire, BENISSIMO, manco bene, al punto tale da palesare il suo lieve disappunto dicendo: «Non sono pronto a dividerti con nessuno.»

Allora, signore e signori, chiudete tutto e, qualora vi siate immedesimati per un solo momento nei panni di quella cerebrolesa di Anastasia, aprite gli occhi e fuggite via.

FUGGI, ANASTASIA, FUGGI! Perché questo è un fottuto pazzo, un dannatissimo serial killer mancato!

Non solo è geloso della gente che osserva le tette al vento della moglie, ma addirittura riesce a provare gelosia nei confronti del FIGLIO che sta per nascere! È geloso del figlio!

Quest’uomo non è normale, andrebbe curato con un TSO, altro che fargli sposare qualcuno e, addirittura, farlo diventare padre!

Ma vabbè (vabbè un cazzo, ma vabbè comunque).

Il film prosegue tra i suoi disagi che emergono prepotenti, tra cui la tanto sospirata e attesa sottotrama thriller. Si scopre, infatti che Jack Hyde, il vecchio capo di Anastasia, aveva in qualche modo fatto sabotare l’elicottero di Christian Gray il quale (s)fortunatamente era sopravvissuto all’incidente.

Quindi c’è del mistero, uhhh!!!

Tutto ciò mi mette i brividi, quindi non posso stoppare e vado avanti. Certo, ho voglia di mangiarmi il DVD, ma mi ricordo che ciò farebbe male a Elsa, ergo decido di soprassedere ancora una volta ai miei istinti funesti.

Anastasia, proprio come nel primo film, riceve un’ulteriore promozione sul luogo in cui lavora: il capo del capo del suo capo (esattamente così, dicono proprio così nel film) la promuove a capo redattore. Per chi non l’avesse capito, il capo del capo del suo capo altri non è che Mr. Gray.

Evviva la meritocrazia, ma noi siamo italiani e a ciò ci siamo fin troppo abituati.

Le dicono anche che lei non è fortunata, che a lei non serve la fortuna. Che poi sia sposata con il boss supremo, beh, quello è solo un misero quanto innocente dettaglio irrilevante.

E così, dopo aver guidato un’AUDI fuori paese, tra le stradine di campagna e aver scopato in macchina dopo che lei l’ha guidata (il massimo della libertà che le concede il marito), la scena si sposta nella stanza rossa dove lui la lega e la scopa con un vibratore. Ma qui accade la cosa più trasgry possibile e inimmaginabile: con ‘sto cazzo di vibratore, lui la “punisce” facendole del male (tanto per cambiare. Ma lei è ha il quoziente intellettivo di un criceto morto ammazzato e, qualunque cosa accada, deciderà alla fine di stare sempre con lui, anche se dovesse decidere di frustarla con i cavi elettrici dell’alta tensione).

«Prometti una cosa e fai l’opposto!» dice lei al patatone con il vibratore, alquanto contrariata dal dolore che ha provato. Ed è a questo punto che lui le rivela che quella, in realtà, è una vendetta! Infatti lui si sta negando, in quanto lei si è macchiata dell’ennesimo reato nei suoi confronti: andare con i suoi amici!



Esattamente.

Lui, a dorso nudo, con i suoi addominali che manco una grattugia d’acciaio, la guarda intensamente, con lo sguardo punitore. Lei che, con la forma di Parmigiano Reggiano stagionato 30 mesi gli chiede se può grattugiargliela sull’addome, perché tutto ciò è quanto di più trasgry possibile e pensabile.

«Grattugiami quel cazzo di Parmigiano!»

«Ma sono solo 30 mesi…», risponderà lei titubante.

«Hai ragione! Devono essere come minimo 36, sennò non c’è gusto… Dannazione!»

«Ce l’ho nel frigorifero… Vado a prenderlo!»

«Come sei porca!»

Ecco, una scena del genere con dei dialoghi simili sicuramente avrebbero sortito maggior effetto e tutto sarebbe risultato, non solo più realistico, ma anche più accattivante e avvincente.

Ma non abbiamo tutto questo culo e dobbiamo sorbirci l’ennesima scenata di gelosia, non nei confronti di uno spasimante, neppure verso il suo stalker, bensì nei confronti del futuro figlio dei due!

Per la seconda volta!

«Aspetto un bambino… 6 o 7 settimane…»

«Non hai fatto l’iniezione! Avevo progetti, volevo darti il mondo, non pannolini, vomitini e cacca!» (e io che mi sto vedendo un film di cacca? Ne vogliamo parlare? N.d.A.)

E così, offeso e indinniato, va via sbattendo la porta. Perché lui non vuole un figlio che si caga nelle mutande, ne preferisce uno che la fa direttamente nel cesso e che, magari, non urla neppure «Papà, ho finito!!!»

Mr. Grigio va via e si ubriaca assieme alla tizia che gli ha insegnato a scopare.

Poi, con la coda tra le gambe, ritorna da lei e, mettendo la testa sotto la sua maglietta e baciandole il pancino, in una scena che trabocca di amore, tenerezza e pucci pucciò, dice: «Abbiamo un intruso… Me la porterai via, vero? Sceglierai lui invece che me…!»

Abbiamo UN INTRUSO.

SCEGLIERAI LUI INVECE CHE ME.

Anastasia, te lo dico di nuovo, prendi le tue cose e SCAPPA, benedetto Iddio, SCAPPA!

Quest’uomo non ti ama, non ti ha mai amato e, soprattutto, NON AMA TUO FIGLIO! Lo considera un intruso tra voi due, un terzo incomodo e, quando ne avrà la possibilità, lo affogherà nella vasca da bagno mentre gli fa il bagnetto!

Ennesimo litigio (ma tanto poi si riappacificano. Lei è tanto ritardata!), ennesimo «Non ti parlo più, divento sordomuta, gne gne gne!» ed ennesimo «Adesso esco e vado con il primo che incontro!» (Buonaseeeeeeraaaa….! – cit. – N.d.A.).



Ennesima rottura di palle, con lui che non trova più lei e avverte l’intera sicurezza, ma poi si scopre che lei era in un’altra stanza della casa (allora, spiegatemi: o questa vive in un fottutissimo castello, possibilmente nelle segrete, oppure questa casa ha dei portali intradimensionali all’interno dei quali è possibile rifugiarsi per poter scomparire dalla vista delle persone).

Ma vabbè, sorvoliamo. Ancora. Per l’ennesima volta!

Sorvoliamo, perché adesso (finalmente) il film si anima un po’ e riemerge la componente thriller!

Che non è questa:



Ma, purtroppo (ahimè), quella che sto per raccontarvi…

Mia, la sorella di Christian, nonché cognata di Anastasia VIENE RAPITA da Jack! Questi chiama Anastasia sul cellulare e le dice innanzitutto di non allertare la sicurezza, di fuggire via da lì e di recarsi da llui, DA SOLA, portando con sé 2 milioni di dollari, perché lei gli ha rovinato la vita e perché LUI sarebbe potuto essere il suo Christian Gray, ma lei l’ha rifiutato (ma cosa!??!!? Ma CHI vorrebbe essere uno psicopatico simile? Okk, magari vorrei i suoi soldi e le sue macchine, ma preferisco tenermi i miei neuroni, ché almeno un pochino funzionano bene).

Anastasia esegue gli ordini, ma non sfugge all’occhio vigile del bodyguard il quale avverte al telefono il suo padroncino che capisce che la sua lei è in pericolo:

«Seguila e non perderla d’occhio!»

«Zì, badrone!»

«Non fare il coglione!»

«Sì, padrone…»

«Bravo.»

«Grazie.»

«Prego.»

«Fanculo.»

«A soreta!»

Sarebbero dovuti essere questi i dialoghi che avrei voluto ascoltare. Avrebbero reso tutto molto più interessante e intrigante, invece no: devo assistere all’ennesima scena in cui lei fugge da lui e dai suoi cagnolini, riesce a infinocchiare tutti e, con uno stratagemma che Hannibal dell’A-Team levati proprio, elabora un piano sofisticatissimo per non liberarsi del suo cellulare. Praticamente, se ne fa prestare uno dal direttore della banca e, anziché gettare il suo (che tiene custodito nella valigia coi soldi, con il GPS attivo per farsi rintracciare), getta dal finestrino il telefono di questi.

Minchia che genio.

Ancor più genio il sequestratore che, a un’eventualità del genere, prevedibile come Berlusconi che si ricandida premier, non ci aveva pensato.

Lei arriva all’appuntamento con una pistola (una pistola che Christianuccio bello aveva in casa e che aveva promesso di liberarsi. Ma ovviamente, come tutte le promesse da marinaio di Mr. Grigio, non erano state mantenute) nascosta nelle mutandine, lui prende i soldi, la picchia un po’ e lei, poco prima di svenire, gli spara alle gambe.

Arrivano i nostri, Jack viene arrestato, la componente thriller finisce qui, lei viene trasportata in ospedale e… E niente, un cazzo, il film finisce con l’allegra famigliuola che, da 2 persone, è diventata 3, con lui sempre palestrato e lei che non ha messo neppure un etto con la gravidanza e non mangia compulsivamente a causa di tutti i pannolini di cacchina che è stato costretto a cambiare. Il bambino è già piuttosto grande, ma la cosa più entusiasmante è che Mr. Grigio sarà amato incondizionatamente dal figlio e lui ricambierà tale amore.

Il film termina con la promessa di una scopata megagalattica tra i due e con il bambino che viene spedito a calci in stanza a giocare con la Playstation 4 a Bone Town e lei, dopo uno sguardo malizioso e altri messaggini zozzi, suggerisce a lui che stavolta vuol essere lei la dominante.

«Una sottomessa che vuol dominare? Potrei anche starci!»


Fine.


Sì, siamo davvero giunti alla fine di questo degrado cinematografico che, non si sa per quali ragioni al mondo, ha sbancato sia su pellicola che su carta (igienica sarebbe stato l’ideale).

Fortuna vuole che, almeno, non ci sarà un quarto capitolo, perché attualmente va molto in voga il dividere l’ultimo capitolo di una trilogia di successo in due sottocapitoli (come accaduto per Hunger Games). Tuttavia, l’autrice di questo cannone ad energia fotonica caricato a merda, E. L. James, ha recentemente rilasciato una dichiarazione secondo la quale sta scrivendo il MEDESIMO ROMANZO, ma stavolta visto dal punto di vista di lui, anziché di lei.

Esatto, l’ennesimo siluro di merda suddiviso in 3 capitoli, un’ennesima trilogia del cazzo della quale il mondo non sentiva affatto la mancanza (ma che tutti, ovviamente, acquisteranno). Fortunatamente, questo missile maverick al guano di struzzo gigante difficilmente inquinerà le sale cinematografiche, perché vedo assai ardue l’impresa di realizzarne un film, in quanto, se su carta è possibile riuscire a trasporre lo stesso romanzo ma da un punto di vista diverso (ma davvero esiste al mondo gente che potrebbe prendere in considerazione l’idea di acquistare una roba simile?), su pellicola un’impresa simile è pressoché impossibile.

Ma mai dire mai, mai contar vittoria prima di aver ucciso la preda. Perché, come ho imparato nella mia vita, al peggio NON C’È MAI FINE.


Io ho finito di incazzarmi.

Adesso tocca a voi: esigo i vostri commenti, qui sotto o in pagina. Me li dovete, per lo sforzo a cui mi avete sottoposto. E questo articolo non mi è neppure retribuito da La Ka$ta, in quanto non faccio alcun tipo di disinformazione scientifica, quindi andatevene affanculo!

Il Tizio che recensisce opere che dovrebbero comparire sulla cima di un letamaio, anziché al cinema


P.S.: dato che questo film non piace a nessuno, ma tutti lo acclamano e lo vogliono, vi lascio qui sotto i link per poterlo acquistare da Amazon:

Link 1: Cinquanta Sfumature di Piscio: la Trilogia della Merda

Link 2: Cinquanta Sfumature di Seghe (questo film)


Informazioni su Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 365 giorni l'anno.
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