Cinquanta Sfumature di Grigio: La MERDA! (La Recensione)

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locandina


E niente, alla fine ho ceduto anch’io.

Avevo giurato a me stesso di non leggerlo, di non guardarlo, di cacarlo il più possibile, ma alla fine non ho saputo resistere.

Il mondo intero ne parla, tutti dicono la loro e alla fine, mi sono lasciato tentare. E poi, diciamoci la verità: che senso ha parlare male di qualcosa se non la si conosce?

Posso dire che pasta e ceci non mi piace se non l’ho mai mangiata? Posso dire che un libro fa schifo se non l’ho mai letto? E la stessa cosa vale per il film.

La prima volta che sentii parlare di questo coso fu nel 2014 quando, un mio amico, mi disse che la ragazza gli aveva prestato il libro di questo coso e lui, con una smorfia, mi disse che non gli stava piacendo.

Non sapevo neppure di cosa si trattasse, non ne avevo la benché minima idea. Ma va beh, come si dice: alla fine, dopo quasi 3 anni, mi sono deciso e ho guardato questo film. E l’ho fatto SENZA pregiudizi, nonostante i commenti di molti miei amici su Facebook non fossero, poi, così incoraggianti (ve ne cito alcuni: «buona fortuna», «ti stimo: hai coraggio», «ti annoierai dopo i primi 10 minuti»).

E niente, alla fine, dopo averlo guardato, dopo aver trascorso 2 intere ore davanti al mio computer con il DVD inserito, posso senz’altro affermare che guardare questo film è stato come fare bungee jumping in una vasca straripante merda, è stato un po’ come farsi spalmare in faccia una torta alla merda montata, è stato come farsi slinguazzare da un lama con la pertosse che ti sputa in faccia saliva e catarro.

Ma prima che mi esplodano le coronarie e mi parta un embolo per la tangente e muoia prima di aver scritto questa recensione (che più che una recensione sarà un vero e proprio recessunto, ossia una recensione con riassunto), mi do una calmata e cerco di andare per ordine.

Vi avviso che in questo recensione pioveranno spoiler come se non ci fosse un domani (ma tanto il film è uscito al cinema, immediatamente in televisione e quindi ritengo che lo conosciate anche meglio di me). Inoltre, credo che da questa montagna di merda puzzolente non ce ne libereremo tanto facilmente, perché la storia, nei libri, conta una trilogia e al cinema hanno appena dato la seconda parte (Cinquanta Sfumature di Nero); temo, ancora, che il terzo capitolo possa essere suddiviso in 2 parti, come è accaduto per Hunger Games e, che Dio mi fulmini, ho sentito rumors che vociferano di un quarto capitolo di questo passato di guano di struzzo gigante.

Francamente, ancora oggi non mi spiego come sia i libri, sia il film abbiano avuto così successo. Chi ha letto i libri ha detto che fanno schifo al cazzo e chi ha visto il film lo stesso.

TUTTI sono concordi che libro e film siano merda. MERDA VIVA. Ma, stranamente, questa roba incassa milioni, fa soldi e ci sono scrittori promettenti nell’underground dei writers che si fanno il culo per cercare di scrivere storie nuove e differenti, storie innovative; anche nel settore dell’erotico c’è davvero di meglio, ma vabbè: la casa editrice, gli ameriCani e il pubblico hanno voluto premiare una che ha pubblicato un romanzo su una storia che nasce come una fan fiction di Twilight.

Ebbene sì: Twilight, altra merda impastata. E da merda, non può che sorgere altra merda.

L’autrice, E. L. James, scrisse questa storia su un forum fan fiction di Twilight e fu bannata perché considerata troppo spinta e volgare. A quel punto, trasformò l’opera in questo polpettone di letame che entrò nelle grazie di qualche editore cannato di brutto.

E questo è quanto.

Ma andiamo al film.

I protagonisti, Anastasia Steele e Christian Grey, la prima interpretata da Dakota Jonhson, il secondo da James Doman, sono l’archetipo del disagio. La prima, una giovane modella, presa e vestita come mia nonna a 20 anni, messa a interpretare il ruolo di una ragazza trentenne fortemente ritardata (anche se le intenzioni erano quelle della ragazza sempliciotta e goffa); il secondo, un uomo giovane, suo coetaneo, vestito sempre elegante, ricco da fare schifo, fisico palestrato, pettorali d’acciaio e addominali sui quali si potrebbe grattugiare il formaggio stagionato 46 mesi sopra. Ambedue gli attori, incapaci di recitare, dotati di una sola espressione facciale (due quando abbiamo culo).

La prima, avente la stessa capacità recitativa di un termosifone:

[clicca sulle immagini per ingrandirle]

termosifone

Ma molto più simile a questa qui:

termosifone con parrucca

Anastasia va a intervistare Christian, giovane e ricco che, pare, si sia fatto tutto da solo (e già da qui capiamo che è una stronzata, visto che giovane e ricco raramente riescono a stare nella stessa frase). Scopre che è pure figo e lei, la prima cosa che fa, è lasciar cadere i suoi appunti a terra. Lui l’aiuta, si scambiano uno sguardo, lei balbetta come una deficiente, inizia l’intervista e partono domande balbettate dall’intervistatrice più cogliona di questo pianeta che, tra le altre cose, chiede: «Lei è gay?»

Ma scusami: sei cogliona?

Ma che cazzo di domande fai!??!!?

Cioè, solo perché questo qui non ha una donna, desumi sia gay? Ma saranno stracavoli suoi?

Altre domande si susseguono, lei le chiede il tipo di lavoro, che ha a che fare con le telecomunicazioni:

Lei: «È una cosa che le appassiona nutrire i poveri della Terra?»

Lui: «È un buon affare. Non è d’accordo.»

Lei: «Non ne so abbastanza.»

Cazzo chiedi a fare? Sei scema?

Ma andiamo avanti.

Il meglio viene quando lui dice: «Alcune persone dicono che sono senza cuore.»

«Perché dicono questo?»

«Perché mi conoscono bene.»

Ed è lì che la nostra Anastasia si perde nell’immenso fascino dell’uomo che di fronte. Il mistero la intriga, non riesce più a spiccicare una parola.

Un uomo che non si capisce ancora che mestiere faccia (e non lo si capirà per tutto il film), ma che guadagna un fottio di dollari al minuto. Un uomo che dice di essere senza cuore, un uomo a cui gliene fotte dei poveri della Terra, però, ehi, è figo e, soprattutto, è RICCO DA FARE SCHIFO, e lei non riesce a parlare, né a guardarlo negli occhi.

Si salutano, davanti all’ascensore lui la chiama «Anastasia», lei risponde «Christian»

Facciamo la conoscenza del migliore amico di Anastasia, il ragazzo destinato a rimanere confinato all’interno della Friendzone ad vitam; tutti credevamo che avrebbe avuto maggior risalto nel film, magari sarebbe diventato l’antagonista di Chrstian. Invece nulla, non accade un cazzo.

Questo personaggio viene inserito nel film così, solo per fare numero. Il nulla, come ciò che c’è nella mente dell’autrice e del regista.

Il giorno dopo ritroviamo Anastasia nel negozio presso cui lavora e indovinate chi si fa vedere?

È lui o non è lui?

Cerrrrrrto che è lui! Christian Grey!

Tutti abbiamo pensato che ci sarebbe un tantino stalking, soprattutto quando lui si interessa se lei è fidanzata, chiedendole se il fotografo è il suo fidanzato, a farsi eccessivamente gli affari suoi. Ma niente, è tutto normale in questo film. Tutto normale e altamente seduttivo.

La sera, lei si ubriaca come un somaro e chiama lui e gliele canta. In realtà, a lui fotte sega, ma sente che è ubriaca e va a prenderla, ingaggiando anche una quasi rissa con il migliore  amico di lei che vorrebbe baciarla. Poi lei sviene e Mr. Grigio se la porta a casa.

Quando si sveglia, lui la porta a fare una panoramica della sua casa e le mostra la sua stanza dei giochi.

Lei, a questo punto, risponde da perfetta ritardata cronica, la cosa più stupida che mente umana potesse solo partorire: «Stanza dei giochi? Ti riferisci alla Xbox?»

No, vabbè: li volevo chiudere tutto, mettermi a bestemmiare in fa diesis e spaccare il computer con un’accetta in stile Jack Nicholson in Shining.

Perché, porca di quella miseriaccia ladra, i dialoghi sono il vero punto debole di questo film (oltre all’incapacità di recitare degli attori che sembrano due babbuini).

I dialoghi!

Ma chi cazzo li ha scritti i dialoghi? Chi cazzo erano gli sceneggiatori? Due scimpanzé strafatti di acidi?!?!?!

Ve ne riporto alcuni degni di menzione:

«Se tu fossi mia, non potresti sederti per una settimana.»

trasgry

«Non ho fatto niente stanotte. La necrofilia non è il mio forte.»

AHAHAHAHAHAHAHAH!

Ancora, quando lui le chiede di firmare un contratto prima di avere rapporti:

«Non ti toccherò. Non prima di aver avuto il tuo consenso scritto.»

E anche questa rientra nelle annali dell’abbordaggio e della seduzione del gentil sesso. Prima di scopare, ricordate di prepararvi un contratto. Credo se ne trovino su internet di prestampati non dovrebbe essere molto difficile.

Oppure, quanndo lui decide di punirla (su questo ci ritorneremo dopo):

«… Perché io ho cinquanta sfumature di perversione…!»

E sticazzi?

Ma il meglio arriva quando lei chiede se, dopo aver firmato il contratto, finalmente faranno l’amore. Lui le risponde:

«Io non faccio l’amore. Io scopo. FORTE.»

Ma ragazze, donne e chiunque sia in ascolto e stia leggendo questa recensione: ma seriamente a voi ecciterebbe un personaggio simile?

Questa qui, poi, tra l’altro, recita la parte della sprovveduta, dell’idiota. Che cazzo ci ha trovato in questo psicopatico qui?

Perché di psicopatico si parla: di uno che ha subito violenze a sua volta da bambino e che adesso si sfoga sulle donne facendo le stesse cose e si eccita vedendole soffrire. In tutto ciò c’è solo tanto ma tanta malattia mentale!

Anche chi ha visto le scene si sadomaso, persone che praticano BDSM, hanno puntualizzato che il film dà un’idea completamente distorta della cosa, che non consiste nell’avvilire una persona facendole fare cose secondo la sua volontà.

Ed è questo il punto: io posso capire lui che, per qualche strana ragione, è rimasto leso nella materia grigia e si diverte nel far del male alle donne, ma lei… LEI!  Come fa una che ha recitato per 30 anni la parte della suorina di clausura, ancora vergine, a siglare una accordo con un maniaco pazzo deviato del genere, a farsi fare tutto da lui, farsi frustare, farsi sodomizzare, pur non essendone contenta? Pur esplicitando la sua palese contrarietà alla cosa?

E per tutto il film ci sarà questo! Lui che le dice di lasciarlo, perché non è l’uomo giusto per lei, lei, ritardata come un qualsiasi treno delle Ferrovie dello Stato, che lo desidera, nonostante faccia tutto ciò che lei odia..

E la scena del contratto? Ne vogliamo parlare?

Quando lei firma il contratto tra dominante (lui) e sottomessa (lei), inizia a sfogliare ‘sto documento che è lungo un’infinità di pagine, manco fosse uno di quei contratti delle utenze telefoniche, con le clausole scritte a caratteri minuscoli, e lui, per convincerla, inizia a farle regali su regali, come televisori 80 pollici al plasma, computer nuovi di zecca e, per finire, una Audi il giorno del suo diploma di laurea (giorno in cui sua madre non c’era, perché doveva stare con Bob. E chi cazzo è Bob? Ce en frega nulla, è l’ennesimo babbione della mamma di Anastasia che, anziché andare alla festa di laurea della figlia, preferisce fanculizzarla per stare con Bob. Logico).

E, insomma: chi, tra tutte le donne, non firmerebbe un contratto tra dominatore e sottomessa, sapendo che in caso di consenso dovrà farsi umiliare sessualmente e contro la propria volontà, se il dominatore non la sommergerebbe di regali, non la portasse a spasso in Porsche, non le mostrasse tutte le sue auto dicendo:

Lei: «Qual è la tua?»

Lui: «TUTTE.»

non la riempirebbe di regali su regali, non la porterebbe in volo su un proprio aereo e non la farebbe vivere in una casa che, definire di lusso, è usare un eufemismo?

Ma che poi, quando viene a sapere che lei dovrà andare in Georgia, tutto incazzato fa i capricci?

E che, dopo aver scopato, il giorno dopo, lui che non ha paura di nulla e nessuno, lui che non teme neppure l’ira del Padre Eterno in persona, si mette a saltellare imbarazzato per la casa intimando a lei di vestirsi, perché è arrivata la mammina?

Mi domando: ma se al post di Chrsitian Grey, giovane, bello e ricco, ci fosse stata una persona schiantata, senza il becco di un quattrino e con la panza della birra, VOI DONNE che avete osannato ‘sta grandissima discarica di merda, vi sareste fatte legare e frustare?

Vi rendete conto che questo qui è un fottuto psicopatico di merda?

Uno che non tollera il volere altrui, uno che vuole controllare tutto e tutti, uno che vuole possedere corpo e mente della donna e che ne annichilisce totalmente il suo volere?

E, ancora, quando lei sfogliando il contratto che dovrebbe firmare, dice a lui di togliere le pinzette vaginali, ma poi chiede: «Cosa sono i dilatatori anali?»

Ma sei ritardata?

Ma ti sei fumata della hashish mista a marjuana e qualche grammo di merda di cavallo secca?

Ma davvero conosci le pinzette vaginali e non sai cosa sono i dilatatori anali? Lo dice la parola stessa!

DILATATORI ANALI!

Sicuramente non servono per montare la maionese o per friggere le uova!

BRUTTA CEREBROLESA DEL CAZZO!

E chi ha scritto i dialoghi DEVE MORIRE MALE!

Comunque, oltre alla regia che è uno scempio di proporzioni bibliche, si capitola al finale quando lui, incazzato, dice che per raggiungere l’apice del suo appagamento sessuale deve punirla.

E lei, che non accetta le pratiche sadomaso, secondo voi cosa decide?

Qual è la sua decisione?

SI FA PUNIRE!

E in cosa consiste la punizione?

Nel farsi frustare (picchiare) da lui, essendo costretta a contare il numero delle frustate.

CHE RAZZA DI APPAGAMENTO SESSUALE C’È IN TUTTO QUESTO?!?!?!?

Siamo di fronte a un totale maniaco perverso e basta! Uno con seri problemi mentali che approfitta di una con altrettanti problemi mentali!

E questo non vuol essere una condanna a chi pratica BDSM: ognuno, nella sua intimità, è libero di fare quel che vuole (compreso farsi infilare lo zenzero nelle parti intime). Ma qui stiamo parlando di un pazzo psicopatico che approfitta di una mentecatta scimunita che, per tutti il film, non fa altro che rifiutare ciò che fa Grey, per poi tornare da lui come una cagnetta deficiente!

Viene, cioè, portato sullo schermo l’archetipo dell’uomo bello e affascinante che sfrutta le donne, annulla la loro volontà, ma si incazza se queste, poi, decidono di andare a trovare la madre in Georgia!

MA PERCHÉ!!!

Questo film è di un diseducativo ENORME, non mi spiego COSA ci abbiano trovato le donne in questa montagna di merda fumante, ma soprattutto la scrittrice, che cazzo aveva in testa!

PORCA

DI

QUELLA

PUTTANA!

E solo dopo averla frustata, picchiata, lei lo lascia e lo chiama stronzo!

No, cara: la parola giusta è COGLIONE! PSICOPATICO DI MERDA!

Il film si chiude con un cliffhanger che riprende la scena inziale, con lei che va via, lui corre all’ascensore e la chiama: «Anastasia». Lei risponde: «Christian»

E niente, questo è quanto.

Siamo al cospetto di una crostata di merda, la cui puzza si sente lontano miglia e miglia. Di sadomaso c’è poco e niente, non si vede nulla, una continua rottura di palle. Anche chi è andato al cinema portandosi dietro vibratori e altri giocattoli acquistati nel primo sexy shop del paese, è tornato a casa deluso, perché non c’è nulla, non avviene nulla.

Praticamente questo film è una palla di sterco di vacca e basta. E questa palla di sterco è stata persino candidata agli oscar per la colonna sonora (che fortunatamente non ha vinto).

Non salvo nulla in ‘sto coso, no davvero.

La storia d’amore tra un termosifone e un frigorifero sarebbe risultata più intrigante e più sessualmente perversa. Qui, invece, abbiamo due personaggi che hanno lo stesso spessore psicologico di un foglio di carta.

Ok, adesso la pianto.

Sono appena stato dimesso dall’ospedale, sto poco bene e oggi sarà una giornataccia. Vedere questo film ieri, dopo essere tornato a casa, mi ha messo una gastrite che non vi dico, quindi il mio voto non può che essere negativo.

Niente giudizio con il Nerd Level (non accade praticamente un cazzo, una rottura di palle per 120 minuti), solo il voto finale che è il seguente:


π-3


E buona giornata a tutti, firmato

il tizio che recensisce film trash roba che manco in un una fabbrica di letame


P.S.: il simbolo nel voto è un Pigreco. Ho ritenuto doveroso inserire questa postilla, perché ho notato che non si capiva benissimo. Sapevatelo.


NOTA: per chi volesse comunque acquistare il DVD: Cinquanta Sfumature di Grigio

 

About Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 356 giorni l'anno.
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