CHI DIAVOLO È ANTONIO MOLITERNI? Una Piccola e Strampalata Biografia!

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Dopo qualche anno di vita di questo blog, dopo aver pubblicato qualche libro, averne cancellato altri, revisionato e restaurato altri ancora e ripubblicatone altri, mi sono accorto di una cosa davvero insolita: la mia biografia, quella presente su questo blog, faceva davvero schifo.

Una cagata pazzesca! (cit.)

Cioè, immaginate il volto del bloggante (sì, insomma, avete capito: il navigante dei blog) di turno che, approdando sulle coste di questo spazio virtuale e leggendo alcuni miei deliri, volevo dire articoli, si chiede: «Ehi: ma chi diavolo è questo Antonio Moliterni?»

Sono io, furbone!

Ah, già, scusate la reazione d’impeto… Ora ve lo dico, un attimo di pazienza.

Praticamente, dovete sapere che quando mio padre e mia madre si conobbero, ossia oltre 35 anni fa, non avevano ancora in mente dove andare a cenare la prima…

E no, aspettate un secondo, ok ok ok. Forse sono andato troppo indietro.

Ricomincio daccapo.

Più rapidamente e sicuramente più sinteticamente, il sottoscritto, fino all’età di 24 anni, nutriva una passione viscerale per la contabilità e l’economia, al punto di iscriversi alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bari. Tuttavia, a 24 anni, scoprii che mi piacevano anche la matematica e la statistica. Anzi, mi piacevano sin troppo e lì mi partì il cervello, al punto tale che, quando fui in procinto di laurearmi, volli tentare di dar vita a una tesi mostruosa.

Purtroppo (o per fortuna, ora dipende da come si vedono le cose) non ci riuscii, perché mi ammalai.

Beh, ora non sto a raccontarvi tutti i casini che mi hanno travolto dai 24 anni sino ad oggi, ma vi dico solo che:

  1. Non credo di aver conosciuto medici più incapaci e incompetenti in questi anni, fatto salvo alcune eccezioni;
  2. Se non mi fossi mai ammalato, probabilmente non avrei mai cominciato a scrivere (e anche qui, vi lascio la libera interpretazione nel riuscire a capire se tutto ciò non sia stato un bene o un flagello per l’umanità tutta…).

Proprio negli anni della malattia, quando iniziai ad abbandonare tutte quelle che erano le mie passioni (come suonare le mie chitarre, comporre musica, recensire musica, divertirmi a fare il metallaro fuori di testa, frequentare gli scout e fare sport), quando iniziai a dimagrire più di un fil di ferro, quando le acciughe, osservandomi, iniziarono a sentirsi rincuorate e a utilizzare le mie immagini impresse su poster giganti al sol fine di far impennare il loro indice di autostima, quando i medici continuavano ad asserire che me n’ero andato di testa e mi immaginavo dolori, sintomi e conseguenze, quando… Quando l’unico colore che potevo osservare era il nero con, al massimo, una lieve sfumatura di altro nero, mi ricordai di una cosa. Una cosa non irrilevante, un dettaglio che avevo trascurato: io e la mia testa non siamo mai cresciuti.

E no, qui la cosa è seria davvero.

In relazioni amorose sono un disastro che manco vi immaginate, roba che Willy Coyote schiatterebbe di invidia. La mia sfiga mi è appiccicata alle chiappe peggio di un post-it e non posso dire neppure che tanto mi rimane la salute, ma!

Ma… Ma io con la testa non sono mai cresciuto e la cosa mi ha dato speranza.

Sì, perché immaginare è bello. Sognare è figo e soprattutto se non sei costretto a farlo per forza di notte mentre dormi o mentre sei svenuto per una qualsiasi ragione (magari, per il sol fatto di aver visto una mia foto su Facebook…).

Cavolo, in fin dei conti quando ero negli scout ero io quello che animava! Quando uscivo con gli amici ero sempre io quello che faceva ridere!

Possibile che avessi scordato come si rideva e anche solo sorrideva? Possibile che avessi smesso di essere un nerd amante degli anime giappomandorlati, dell’heavy metal e dei manga?

Beh, in realtà sì. Anzi, nella realtà sì, ma nella capoccia no.

Ergo, iniziai a scrivere un po’, tanto per distrarmi e per non farmi assalire dalla depressione dovuta al fatto che i medici continuavano a non capire una ceppa di nulla e io avevo smesso di uscire e di avere una vita sociale.

E questo era aggravato dal fatto che non riuscivo più a mangiare nulla, se non, addirittura, solo tramite delle simpaticissime flebo che mi facevano apparire come il più strampalato dei lampadari che nessuno avrebbe mai voluto avere in casa.

Ora, in tutto questo, quando non puoi uscire, quando gli amici iniziano a fidanzarsi seriamente con tanto di promessa di matrimonio, quando neppure i cartoni animati ti tirano su il morale e quando neanche puoi sfogarti col cibo, che altro rimane se non spegnere definitivamente il cervello?

Ed è così che tutto ha avuto inizio.

Cervello spento.

E… E all’improvviso arrivano Stray, Sarah, Ljus, Prince e Wolfs Eyes.

Wolf’s Eyes, il mio primo romanzo a cui ho dato 2 seguiti e un terzo è attualmente in fase di lavorazione (diario stellare, data 17 Gennaio 2015).

Nel 2013 ho risolto parzialmente i miei problemi di salute: adesso vivo felicemente da un anno senza più tuuuuuutto il mio colon, ma va bene così, davvero.

E sapevatelo pure, eh!

Ehi… Dai, no! Non fate quelle facce, tipo:

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No, sul serio: non ce n’è bisogno e non per uno come me, eh!

Assodato questo, ecco qui quello che sono riuscito a pubblicare:

3.2

Belli, vero?

Wolf’s Eyes fu pubblicato per conto di una simpaticissima casa editrice, una piccola e amabilissima casa editrice free che, un bel giorno, improvvisamente, decise di cambiare politica in merito alla distribuzione dei libri, evitando di stampare e distribuire accollandosi lei il rischio e facendo acquistare preventivamente ai suoi autori le copie che intendevano vendere (ovviamente, senza che si sapesse SEMMAI sarebbero state vendute), diventando, così, diversamente free.

Una strategia davvero niente male, una genialata come poche che mi ha convinto a utilizzare Amazon come portale per autopubblicarmi, in attesa che un giorno qualcuno si accorga di me.

Nel link che segue, tutte le mie pubblicazioni:

IL LINK PIÙ BELLO DEL MONDO DELLO SFIGATISSIMO AUTORE DI QUESTO SFIGATISSIMO BLOG

Magari questa utopica e fantomatica casa editrice non sarà un grosso nome, mi accontento anche di un nome piccolo, ma che dico nome, nomignolo, va!

Un soprannome, ecco!

L’importante è che non mi giochi tiri strani e giocosi come quello anteprima citatovi.

Ah già… nel caso ve lo stesse chiedendo, la risposta è sì: mi son laureato. Sì, in Economia e Commercio, ma nel 2007, quando ancora non avevano capito un mazza chiodata della malattia che mi stava facendo fuori, diventando Dottore in Economia e Commercio, ma senza né un camice bianco, né un’ambulanza da poter guidare e né, ancora, un cavolo di stetoscopio o uno sfigmomanometro con cui ammazzare il tempo.

Infatti, adesso sono consulente aziendale e sto intraprendendo l’ardua carriera del consulente fiscale (anche se lo sanno solo in pochi), sono anche Editore, Proprietario e Direttore Generale di un giornale online musicale, The Empty Dream, una testata giornalistica dedita alla valorizzazione della musica underground nazionale e non (prevalentemente rock e metal).

E chissà che non riesca a partorire qualche altro progetto, dato che la mia mente, ultimamente, è ritornata ad essere piuttosto vulcanica, quindi se non mi autodistruggo a seguito di un’eruzione improvvisa, può darsi riesca a dar vita a un progettino niente male e che non ho intenzione di rivelarvi, perché voglio sia una sorpresa.

Questo è quanto.

Tirando le somme, una piccola bio (ce l’ho), qualche pubblicazione (ce l’ho), una ragazza (Ehm…. Attualmente sulla lista delle cose da fare, ma la vedo dura), una chitarra elettrica (ce l’ho da ‘na vita, con una acustica che è una favola!), uno smartphone (ce ol’ho), un’intolleranza/allergia (ce l’ho, anzi, più di una: merluzzo, riso, latte, polvere e levofloxacina. Perché oggi, se non hai almeno un’intolleranza, NON SEI NESSUNO!) un intervento chirurgico (ce l’ho! Lungo 7 ore!).

E se tutto va bene ne seguiranno a breve altri due di interventi chirurgici (AGGIORNAMENTO: sono seguiti! Non è fantastico? E forse ne faccio un altro u.u Inoltre, a 5 completo i bollini dei ricoveri e mi hanno detto che vinco una cena per 2 alla mensa dell’ospedale che non fa schifo come quella dalla quale partono i pasti per i pazienti, ma è appena una mezza spanna più su del McDonald’s) e, se avete capito a cosa miro, dopo ben 3 interventi con i quali avrò tolto qualche pezzo e sistematone altri, nonché ricostruitone altri ancora, il mio nuovo corpo sarà pressoché simile a lui:

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Ma con qualche accorgimento in più.

Una versione più nerd, insomma, con tipo un’armor equipaggiata con un cannone a raggi fotonici installato nel petto, un po’ come Iron Man ma soltanto un tantino più nerd, con una spada laser come quella di Star Wars estraibile dalla gamba destra e una 44 Magnum incorporata nel braccio destro. Il resto del corpo sarà roba da far crepare di invidia lo stesso Ispettore Gadget.

Fico vero?

Bene, se avete appurato che il mio livello di sanità mentale è pari a quello di un pazzo furioso in libertà e il mio quoziente intellettivo è inferiore a quello di una medusa, avrete capito con che razza di individuo avete a che fare, quindi non vi resta che (una tra le seguenti):

  1. Tentare di fermarmi;
  2. Tentare di uccidermi;
  3. Avvisare le pubbliche autorità;
  4. Inviarmi un pacco bomba;
  5. Acquistare i miei libri, affinché la pianti di scrivere idiozie come questa e mi impegni a scriverne altri.

Se nel caso abbiate qualche altra alternativa a portata di mente, beh suggeritemela pure! Io sarò felice di aggiungerla qui sotto, aggiornando la lista.

E con questo vi saluto tutti (ma soprattutto TUTTE!).

Al prossimo delirio,

 Antonio

7 Responses to CHI DIAVOLO È ANTONIO MOLITERNI? Una Piccola e Strampalata Biografia!

  1. Cinzia says:

    Aggiungo solo che sei fantastico.
    Una tua fan sfegatata

  2. Marica says:

    Ho appena scoperto questo blog e la prima cosa che ho fatto e’ stata dedicarmi alla lettura della tua biografia. Che dire??? Tu sei fuori di testa! Non ho mai letto una biografia più folle e divertente. Anto tu sei geniale!!!

  3. Marica says:

    Saremo “Mignolo col prof. “! Ahahah

  4. ciao io sono un pianista ( sfigato sull’ oceano ) ,
    che pensa che siamo in dittatura : faccio un esempio ( me ne ho a decine )-
    -karaoke secondo le leggi italiane in merito di agibilita’ ed espressione artistica chi si esibisce in pubblico ( con mezzi meccanici ) deve avere l’ agibilita’ dall’ enpals …ergo …secondo la legge italiana chi canta al karaoke e’ un fuori legge
    dimostratemi il contrario …e soprattutto visto che e’ legge …
    allora anubi ! ( siccome e’ un periodo che non posso non bestemmiare ) perché non lo stato italiano non lo dice chiaramente
    se fai una legge devi farla rispettare e chi fa karaoke e’ fuori legge.LO DEVONDO SCRIVERE SU TUTTI I GIORNALI ….poi staremo a vedere …( tanto gli italiani sono una massa di t-r-isticoli abiutati a ipnotizzarsi con la tv )
    del resto …io mi trovo a dover smettere di fare il mio lavoro …la mia passione …la mia musica…perché non so piu’ come poterlo fare legalmente
    vogliono fatture …vogliono contributi ….vogliono ricevute ….regimi dei minimi o prestazioni con codice fiscale …( NON CI CAPISCO UN EMERITO NULLA ) io vorrei solo andare a suonare e farlo con gioia …anzi se tu mi dessi una mano …potrei pure pagarti ))) me la darai ??
    ciao federico valgiusti

    valgiustif@gmail.com

    • Antonio Moliterni says:

      Ciao Federico,
      Si, hai ragione, viviamo in uno Stato sanguisuga. Capisco la tua demotivazione, ma non ho capito come potrei aiutarti e in cosa consisterebbe il mio aiuto… :/

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