AVENGERS: INFINITY WAR – La Recensione

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Ero pieno di hype per questo film, anche perché la MARVEL lo stava sponsorizzando da mesi. Si vociferava anche da molto prima che si sarebbe fatto un film sugli Avengers con TUTTI i personaggi dei film MARVEL i quali, nel corso degli anni, ci sono stati introdotti poco per volta, uno per uno: da Iron Man a Hulk, passando per Captain America e Thor, i Guardiani della Galassia (che solo i veri nerd inside conoscevano), Ant-Man, Dr. Strange e, finalmente, anche Spider-Man in versione giovanile (di cui ho ampiamente discusso qui), quello che secondo me è il miglior Spider-Man trasposto sul grande schermo e, per finire, l’ultimo Black Panther che ha fatto da trampolino per questo terzo capitolo dei vendicatori.

Ogni personaggio ci è stato prima presentato nello stand alone a lui dedicato, per poi essere buttato in questo calderone, ma non messo alla cavolo di cane come solo la DC-Warner saprebbe fare, ma si è riusciti nell’impresa di dedicare il giusto tempo necessario ad ogni personaggio (e, permettetemi, una cosa che per oltre 20 protagonisti scusatemi se è poco!).

Abbiamo imparato a conoscere i vari personaggi, ad amarli, ad affezionarci e anche a restare divertiti di fronte al loro (a volte esasperante) umorismo. C’è stata anche una sorta di pre Avengers con quel Captain America: Civil War (un signor Cinecomic) che ha fatto da apripista sia a Spider-Man: Homecoming, a Black Panther (introdotto in Civil War molto velocemente) sia a questo Avengers: Infinity War.

Siamo passati per un Thor Ragnarock piuttosto deludente, non in termini di azione o regia, quanto per ciò che concerne la sceneggiatura, che ha ridotto due personaggi, come Thor e soprattutto Loki (quest’ultimo uno dei pochi villain di casa MARVEL degno di nota) a due macchiette comiche che facevano le facce e le battute), infilandoci un Hullk che non voleva tornare Bruce Banner, mostrandoci il Ragnarock nei minuti finali e trasformando un film che avrebbe dovuto rappresentare l’apocalisse nordica come una versione più comica e eccessivamente umoristica de I Guardiani della Galassia.

Vi prego, no davvero.

In ogni caso siamo giunti a questo Infinity War, film che ogni nerd attendeva manco fosse la seconda venuta di Gesù. Dirò subito che la recensione la dividerò in due parti: la prima più tecnica (per quanto io riesca a essere tecnico, dato che non sono un recensore vero e proprio, ma solo uno che scrive cose) e non spoilerosa; la seconda, invece, analizzando il film nei suoi momenti più salienti attraverso lo strumento scientifico-matematico del Nerd Level (e per chi, ancor a oggi, non sapesse cos’è il Nerd Level, strumento diagnostico della nerdosità di un film e/o anime, nonostante sia stato inventato, brevettato e introdotto già dal 2015 su questo blog, lo invito ad andare qui e a leggere per ben benino di che accidenti sto parlando, altrimenti non capirà una beneamata mazza chiodata di ciò che scriverò. Sallatelo.), spoilerando come se non ci fosse un domani. Arisallatelo.

Orbene, direi che posso cominciare con la recensione. Recensione che è stata a gran voce acclamata direttamente attraverso un sondaggio barra plebiscito sulla mia pagina Facebook (come sarebbe a dire: «Hai anche una pagina Facebook?» Certo che ce l’ho! Metteteci il like!) il quale ha lasciato poco spazio alle alternative, calciando via lontano lontanissimo che più lontano non si può il film su Mazing Z: Infinty. Recensione che farò nonostante sia andato a vedere il film tutto solo, ritrovandomi in una sala semi deserta (perdonate i miei compaesani, abbiate pietà di loro), dove tutti erano minimo in coppia e dove l’unico babbione asociale ero io, nonostante più e più volte, sul mio profilo Facebook, avessi chiesto a chiunque ne avesse avuto voglia di accompagnarmi al cinema a vedere questo film. Perché sì, l’ultima volta che sono andato al cinema da solo, è stato nel 1996, quando andai a vedere Il Corvo 2 (anche Il Corvo lo vidi da solo) a seguito del quale tutti mi presero per il culo proprio per questo fatto. Perché noi siamo un po’ eccessivamente conservatori e non riusciamo a capire i nerd, quelli che, pur di gustarsi un film in sala, vanno a vederselo soli soletti, sentendosi un po’ come Adinolfi si sentirebbe in una palestra in mezzo a body builders professionisti.

Ma vabbè.

Tornando a noi… Parlando di questo Avengers: Infinity War, la prima cosa che bisogna assolutamente dire, è l’importanza che riveste all’interno della MARVEL-Disney e dei Cinecomics più in generale. Laddove la DC si attacca solo, la MARVEL è riuscita a creare un universo condiviso a dir poco perfetto, con i suoi alti e bassi, ma sempre in grado di intrattenere lo spettatore. Il voler inserire oltre 20 personaggi differenti in questa pellicola era un’idea decisamente coraggiosa, a tratti azzardata e/o ambiziosa oserei dire, invece i fratelli Anthony e Joe Russo non solo ci sono riusciti, ma non sono caduti nell’errore di dedicare eccessivamente spazio a un personaggio piuttosto che a un altro, sacrificando questo anziché quest’altro. Ogni personaggio, ogni eroe della MARVEL ha avuto il suo spazio, esattamente nella giusta parte che doveva ricevere. Anche il solito umorismo tipico dei MARVEL Studios, stavolta, ha pagato bene, che non è stato eccessivo e cazzaro come quello in Thor Ragnarock, ma stavolta ha funzionato bene, è servito a smorzare la tensione e molte battute servivano a far riprendere ossigeno all’ascoltatore (vuoi anche perché molte cose che accadevano nel film erano piuttosto pesanti da metabolizzare).

Il film, inoltre, ha una grossa componente action che per un film il cui nome è Intinity War direi che ci sta tutta e rende perfettamente l’idea di cosa andremo a vedere.

[clicca sulle immagini che seguono per ingrandirle]

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Per quanto riguarda i personaggi, ho apprezzato eroi come Thor (qui in versione super cazzuta!), Groot adolescente costantemente impegnato con un videogame di quelli che andavano per la maggiore negli anni ’80, Hulk (all’inizio non avevo compreso bene il perché il bestione verde si rifiutasse di emergere dal corpo di Banner, nonostante in passato è accaduto sempre il contrario. Poi ho capito dove la regia e la sceneggiatura volesse andare a parare), la coppia Tony Stark-Peter Parker, ancora una volta assieme, ancora una volta in versione mentore-genitore che Peter non ha mai avuto e apprendista eroe («complimenti ragazzo, adesso sei un Avenger»); soprattutto Peter l’ho adorato, proprio perché Tom Holland è riuscito a far emergere ancora una volta un Peter Parker quindicenne, in cerca dell’approvazione da parte degli eroi più adulti (in primis Tony Stark-Iron Man che lui vede come punto di riferimento, ma anche il Dr. Strange) che è esattamente quello che un bambino (o, se preferite, ragazzino farebbe), mentre, al contrario, non mi hanno detto nulla (o mi hanno detto poco) personaggi come Vedova Nera o Captain America, qui tornato in versione barbuta, ma che non ottiene quel risalto che forse avrebbe meritato. Lo stesso Bucky o, ancora, Black Panther non è che abbiano questo gran ruolo nell’intero film, nonostante la seconda parte è quasi completamente svolta in Wakanda (anche se i riti propiziatori pre battaglia Wakandiani – o si dice Wakandesi? – devo dire che erano bellissimi ed emozionanti!). inoltre non ho afferrato la scelta di lasciare estromessi due personaggi come Occhio di Falco e Ant-Man, utilizzando la scusa banalissima che questi avevano patteggiato con la giustizia e stessero scontando una pena (quindi non potevano intervenire). Ma perché?

Cioè, è la fine del mondo e tu non fai intervenire due eroi? Va bene che Occhio di Falco è una pippa umana, ma Ant-Man che aveva dato un contributo fondamentale in Civil War?

Vabbè, scelte registiche che non comprendo proprio.

Nei giorni che precedevano la messa in onda del film, avevo anche stilato, sulla mia bacheca Facebook, una sorta di TotoMorto in cui andavo a elencare quelli che, secondo me, erano i personaggi che potenzialmente sarebbero morti male in questo film (e devo dire che con un paio ci avevo visto giusto). Anzi, credo di essere stato uno dei pochi che, dopo aver visto il primo trailer:


aveva anche azzeccato di chi fosse quella mano che Tony Stark stringeva tra le sue mani. Certo, dentro di me desideravo fortemente di sbagliarmi, ma, ahimè, ho scoperto amaramente di avere ragione.

Ancora, dal film emerge il concetto di famiglia, sia per ciò che concerne il rapporto tra i guardiani, sia per lo stesso inerente alla coppia Stark-Parker, ma anche Thanos-Gamora.

E veniamo a Thanos, il villain del film, un SIGNOR villain, un cattivo coi controcazzi a cui la MARVEL-Disney non ci aveva affatto abituato, se non in sporadiche occasione quali Loki (un villain dai tratti shakespeariani, il cui rapporto con il fratello che andava tra l’invidia e l’amore, la continua ricerca dell’approvazione da parte del padre, il tradimento e il ruolo da antieroe lo aveva trasformato, man mano, da quello che era il Signore degli Inganni, al Vegeta della MARVEL), Michael Keaton-Avvoltoio in Spider-Man: Homecoming, dove interpretava l’avvoltoio e, per finire, Kurt Russel ne I Guardiani della Galassia Vol. 2 (tutti ottimi villain, ma che, ahimè, non emergevano proprio benissimo nel contesto, facendoteli odiare a morte per le loro azioni e i loro crimini, ma anche amare per ciò che erano).

Lasciamo perdere, invece, i villain degli altri film i quali mi avevano solo fatto incazzare (macchiette e poco più).

Thanos, invece, è il vero protagonista di questa pellicola, un personaggio che agisce razionalmente, le cui azioni sono in un certo modo giustificate nella sua mente che ritiene essere nel giusto. Arriverà a compiere gesti abietti e meschini, a macchiarsi di un delitto atroce pur di impossessarsi della Gemma dell’Anima, ma, ripeto, ciò nella sua testa è giustificato per un fine che lui ritiene nobile e superiore; villain invincibile (o quasi), Thanos è il personaggio che, finalmente, mancava in casa MARVEL-Disney e che mi ha fatto urlare al miracolo. È cattivo, ma anche giusto nel suo modo di fare, è un bastardo di prima categoria, uno che odi a morte e che ha quei momenti in cui dici «Madonna che roba!», soprattutto quando, durante uno scontro, proferirà le fatidiche parole: «Tutta questa fatica per una goccia di sangue?”.

Immenso!

Ecco: Thanos ha fatto il film! E, anche se il suo aspetto è molto simile a Mussolini con la pelle viola:

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Nell'immagine, Mussolini in versione Big Buble gigante

frega cazzi: il Matto Titano, il re dei Titani, l’invincibile Thanos che vuol riportare ordine nella galassia, è il leader nonché protagonista indiscusso di questo cinecomic targato MARVEL da quale la Warner e la DC devono solo e soltanto imparare. Quindi: tanto onore a Josh Brolin!

Ora, la recensione la concludo qui. Vi dico solo che ci sono stati momenti in cui ho temuto davvero di avere un infarto, altri in cui, invece, ho avuto proprio un’erezione (come nella parte finale in cui Thor fa ritorno sulla Terra) e altri in cui ero lì lì pronto per tagliarmi le vene.

Ma credo sia proprio questo che un film debba fare: trasmetterti emozioni e non solo azione ed esplosioni a raffica (chi ha detto Michael Bay?). La regia e gli sceneggiatori hanno fatto un lavoro che definire egregio è riduttivo, quindi il mio voto per questo film sfiora il 10, ma solo per via del finale che mi farà fare mesi di seduta e terapia da uno bravo e, soprattutto, per via di quelle cosette che ho elencato prima (i due eroi che non compaiono e altri a cui è stata tolta un po’ la scena) che hanno inficiato, anche se di poco, sul risultato finale.

Tuttavia, rimane senz’altro il film che ogni nerd DEVE vedere e sarà quel DVD che non potrà mancare nella mia collezione di film nerd e, più in generale, di film memorabili.


Bene! La recensione finisce  qui.

Adesso prego di seguire la lettura SOLO a chi avesse visto il film, mentre chi non ha ancora visto il film (non ci credo esistano nerd che non abbiano ancora visto questa figata di film, ma vbbè. Tutto è possibile) sconsiglio fortemente la lettura, perché se è vero che utilizzerò il Nerd Level, è altrettanto vero che quando si utilizza questo strumento altamente sofisticato nonché scientifico si fanno inevitabilmente degli spoiler.

Siete quindi pronti?


Il film si apre con gli asgardiani morti male, malissimo sulla navicella in cui si trovano anche Thor, Loki e Hulk; navicella che è stata invasa da Thanos e dai suoi uomini i quali hanno fatto il culo a tutti, Hulk compreso. Ed è proprio in questa navicella che a lasciarci è il primo protagonista a cui non è destinata più alcun resurrezione (cit. Thanos), ossia:


KENNY!!!

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No, perdonatemi, volevo dire Loki! Che non è questo:

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Ma questo:

Loki


Tornando seri (serio io? Ma quando mai XD ), Loki muore male, mentre Thor si salva il culo, anche se viene sbattuto fuori dalla navicella (per poi scontrarsi, un po’ di tempo dopo, contro la nave di Star Lord e compagnia); Hulk, invece, viene fatto trasferire sulla Terra da parte di Heimdall (che ci lascerà subito dopo, sempre per mani di Thanos).

Ed è proprio da questo punto in poi che il gigante verde eviterà di uscire dal corpo di Bruce Banner, nonostante questi lo richiami più volte in battaglia. Hulk urlerà un secco «Noo!!!» propri perché, per la prima volta in vita sua, ha paura! Ha paura di un nemico, in questo caso di Thanos, guerriero che lui ritiene invincibile e che sa di non poter sconfiggere!

Bruce Banenr si ritroverà, sua malgrado, a dover combattere al posto del bestione incazzoso nel film, mentre Hulk, cagato in mano, tenterà di restare quanto più celato nel corpo dello scienziato.

Ed è già da queste scene iniziali che il Nerd Level si innalza un pochino, arrivando a toccare la soglia Guerriero. Il film promette bene e tutti speriamo in qualcosa di figo (che avverrà).

I dialoghi tra i personaggi, lo scambio di battute e tutto ciò che concerne questi sono azzeccati. Le battute sui gelati degli eroi, l’incontro tra Star Lord e Thor con conseguente messa in mostra del testosterone del primo impaurito perché il figo dio del Tuono gli porti via Gamora (e finalmente abbiamo il tanto sospirato e agognato bacio tra Peter Quill e la ragazza verde!) sono divertentissimi! Non solo, anche quando Star Lord tenta di mettere in mostra la sua forma fisica, Drax non mancherà di far notare quanto Thor sia affascinante e muscoloso e, successivamente, Quill farà presente a tutti di essere anche lui un figaccione muscoloso, fatto salvo per Rocket che gli dice «Ma se sei a un panino dall’obesità!»

Vi giuro: ero morto! xD

La prima battaglia che vede impegnati il Dr. Strange, Iron Man, Peter Parker e Hulk da una parte contro i leccapiedi di Thanos dall’altra vale già di per sé il film e la stessa fa raggiungere al livello Cavaliere il Nerd Level.

Il ritmo incalza, il film procede bene e migliora ancora quando gli eroi si dividono i compiti, tra la squadra Tony Stark-Peter Parker-Stephen Strange da una parte, Thor-Groot-Rocket che devono cercare di forgiare la Storm Breaker per sconfiggere Thanos e il resto dei guardiani dall’altra, ognuno impegnato in un suo compito ben preciso e che poi, alla fine, si ritroveranno uniti nella battaglia finale contro Thanos tutti assieme.

E veniamo a ciò che non ho potuto dire prima e dove io sono rimasto un po’ con gli occhi così:

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Perché non credevo che Thanos arrivasse a tanto pur di impadronirsi della Gemma dell’Anima: la morte di Gamora la quale, seppur avevo azzeccato nel mio TotoMorto, mi ha fatto rimanere di merda per COME è morta, uccisa dal padre adottivo il quale, pur di raggiungere il suo scopo, non si fa remore nel compiere il gesto, rimanendo ferito egli stesso dentro di sé (e si vede! Si nota benissimo come questi rimanga sconvolto dall’uccisione per sua stessa mano della figlia, pur constatando che tutto ciò è avvenuto per un fine superiore! Da pazzi…!).

Il tentativo di impadronirsi della Gemma incastrata sulla fronte di Visione serve solo a reintrodurre Captain America con i suoi sgherri i quali vengono contattati da Bruce Banner e questo perché Tony Stark non se la sentiva di chiamare l’ex amico dopo il piccolo diverbio avuto con lui in Civil War.

Ma poi, ogni scena in cui compare Thanos è semplicemente superba! Si capisce che questo villain darà del filo da torcere ai nostri vendicatori e che è cosa buona giusta non farlo arrabbiare, anche perché dall’espressione del volto si capisce che è già parecchio incazzato di suo perché sono circa 15 giorni che non va di corpo regolarmente:

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Ed è per questo che, durante la battaglia finale, quando i Guardiani e la squadra di Stark tenterà di scippagli il guanto con le gemme incastonateci sopra, le menerà di santa ragione a tutti, perché, dopo quasi 2 ore e mezza di film, non è riuscito ancora a trovare un cesso libero dove poter farsi un clistere in santa pace.

Cercando di tornare seri (ma non abituatevici), la battaglia finale è quanto di più strafigo inimmaginabile. La prima parte che vede le squadre Team Stark-Team Guardiani contro Thanos prenderle mazzate come se non ci fosse un domani, con il Titano che scaglia addosso ai nostri intere stelle e pianeti manco fossero delle Fonzies prese dal loro sacchetto; la seconda in Wakanda, anche questa suddivisa in due parti: la prima con i Wakandiani (oi Wakandesi, chiamateli come cazzo vi pare) che lottano contro i Thanosiani (non credo, stavolta di disporre di un’alternativa, sorry…), quando, nel momento più critico della lotta, ecco sopraggiungere dallo spazio il team Thor-Rocket-Groot, con il dio asgardiano il quale, con la sua Storm Breaker, spaccherò i culi a tutti in versione 2.0 upgrade cazzuting mode, sfoderando mazzate ma soprattutto tuoni e lampi, con un Bruce Banner che, tutto gasato, urlerà: «Voglio vedere cosa vi inventate, adesso!!!»

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Già: perché qui sono botte da orbi, con me che corro a prendere i fazzoletti nello zaino, perché non riesco a trattenere le mie manifestazioni corporee ormonali all’interno del cinema, mentre tutti urlano «Shhh!!!» e mentre il Nerd Level raggiunge le vette di EROE senza neppure sforzarsi troppo (perché anche il NL, in questo punto, ha il suo orgasmo brutale!) e che, ancora, giungerà al livello PALADINO quando farà in scena, nella seconda parte della seconda parte (Ok, non è complicato, ma se avete seguito il discorso ce la potete fare tutti) il titano mussoliniano dalla pelle rosa, Thanos, il quale spaccherà il culo di tutti, ucciderà Visione riavvolgendo il tempo (dopo che questo era stato ucciso da Scarlet che in questo film avrà un inciucio con Visione. E, anche qui, altra erezione, ma non per l’inciucio, bensì per la morte dell’eroe); Thanos che sarà fermato da lui, il mitico Thor e dalla sua Storm Breaker che falcerà il petto del titano, facendo schizzare il Nerd Level ben oltre la vetta, spaccando il Nerdometro e facendo pronunciare a Thanos le fatidiche parole: «Avresti dovuto mirare alla testa…»

E già: uno schiocco di dita del matto titano che tutto si compie. Il destino dell’umanità e della galassia tutta viene compiuto, la popolazione dell’intera galassia è dimezzata e vediamo gran parte dei personaggi, compresi gli eroi, dissolversi come polvere nel vento, tra cui TUTTI i Guardiani (tranne Rocket) e il mio amato Peter Parker in armatura ragnesca, il quale, dopo aver detto di non sentirsi molto bene, abbraccerà il suo mentore barra secondo padre dicendo che non vuole morire, che ha paura di morire. E lì, confermo, se avessi avuto a disposizione un oggetto contundente, mi sarei tagliato le vene, perché osservare un quindicenne con la paura negli occhi mentre affronta la morte, sapendo di non poter far nulla per fermarla, è quanto di più drammatico possibile inimmaginabile.

Ci sono rimasto di merda e mi sono sentito al posto di Tony Stark mentre reggeva tra le sue mani la mano di Peter la quale, poco per volta, si andava dissolvendo nel vento.

Morite male, sceneggiatori del MARVEL Studios. Malissimo.

Il film si conclude così, con un filmale aperto, cosa che avevo immaginato sin dall’inizio, e non perché io sia un veggente alla pari del Dr. Strange il quale aveva visto, tra 14.650.000 probabili futuri possibili 1 solo in cui loro vincevano, ma perché questo Avengers: Infinity War, all’inizio, doveva intitolarsi Infinity War Part I, mentre, il successivo quarto capitolo, Infinity War Part II.

Poi quelli della MARVEL hanno cambiato idea e del quarto Avengers non si sa ancora una cippa di nulla, tranne che uscirà l’anno prossimo e ciò non è giusto, porca soia. Non è giusto, perché IO VOGLIO SAPERE CHE CAPPERO ACCADRÀ ADESSO! E questo, a costo di tornare al cinema da solo, senza nessuno che m’accompagni, perché qui da me i miei amici odiano questo genere di film e, più in generale, il mio paese preferisce roba come i cinepanettoni ai block buster!

Morite male un’altra volta, sceneggiatori della MARVEL Studio!

Non riporto il grafico del Nerd Level, sarebbe inutile, perché la curva del Nerd Levevl è sostanzialmente una retta inclinata positivamente che parte dall’origine per poi tendere a più infinito, senza avere alcun tipo di oscillazione in negativo. E se non ci avete capito una sega, beh, vi rimando qui.

Giudizio complessivo:

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Nerdometro Livello: Paladino

Un’ultima nota la spendo per l’unica scena extra post credits in qui Nick Fury, poco prima di morire malissimo anche lui dissolvendosi assieme alla sua collega, riesce a inviare un messaggio a, nientepopodimeno che, Captain Marvel (che chissà come introdurranno quelli della MARVEL Studios. Staremo a vedere ^^ ).

Direi che ci siamo. Direi anche che abbiamo fatto tutti bene a gustarci questo filmazzo, chi da soli come me e chi in compagnia. Direi che le aspettative sono state più che appagate e che il film valeva il prezzo del biglietto.

Bene! Io ho scritto anche troppo e non so quanto tempo resterete voi tutti a leggere questa recensione e il successivo recessunto! A questo punto non mi resta che congedarmi da voi, senza prima invitarvi a commentare facendomi sapere cosa ne pensate, se il film vi è piaciuto o non vi è piaciuto, indicando nei commenti cosa vi è/non è piaciuto, la vostra scena preferita, la vostra morte preferita, il vostro eroe preferito e il pop corn preferito che avete ingurgitato mentre guardavate il film masticando come orchi il frutto delle pannocchie di mais esplose sul fuoco.

Come sempre, è stato un piacere.

Un saluto a tutti (ma soprattutto a tutte!!!),

il Tizio che recessume block buster dall’indiscusso valore artistico, fumettistico e cinefilo

Informazioni su Antonio Moliterni

Laureato in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Editore, Proprietario e Direttore Generale della Testata Giornalistica online The Empty Dream, consulente aziendale, scrittore. Musicista nel tempo libero, amante della musica, del metal e hard rock in particolare e dello sport- Segni particolari: Nerd. Se la sfiga fosse un post-it mi sarebbe appiccicata al fondo schiena 365 giorni l'anno.
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