MAZINGA Z CONTRO IL GENERALE NERO: la Recensione

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Ricordo ancora quando vidi per la prima volta questo OAV: ero un nano di al massimo 8-9 anni, amante dei robottoni giapponesi e, soprattutto, del Grande Mazinga.

Ci sarebbe da sfilare una classifica dei robottoni più cazzuti, ma la mia prevede in testa il Grande Mazinga, al contrario di Goldrake o Jeeg (come quasi sempre accade).

Tetsuya è un figo da paura, e pochi cazzi.

Tetsuya non è il classico eroe altruista (almeno non all’inizio), non è il buono e puro della situazione, anche se ricalca, pressappoco, quelli che sono gli stereotipi di tutti protagonisti degli anime giappomandorlati, ossia:

  1. È orfano
  2. È complessato
  3. È figo
  4. Essendo figo, non si fila la tipa che gli va dietro (Jun) e gliela vuole dare (almeno fino alla saga di Mazinkaiser)
  5. Indossa gli stessi vestiti tutti i goirni dell’anno, festivi compresi.

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GODZILLA 2014 – Quando Le Giappominchiate incontrano le Americanate

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E Godzilla 2014.

Quando ieri sera, dopo  aver realizzato che non avevo nulla da fare, ho attivato i miei NERD-SENSES, ho deciso che avrei trascorso una piacevole serata gustandomi qualcosa di nerd, come Godzilla.

Quindi, ricapitolando: NERD POWER: ON!

Tuttavia, avendo già delucidato voi tutti sull’interpretazione statistico-matemtica-grafica del Nerd Level  in questo articolo, accantonerò momentaneamente i pipponi matematici che saranno ripresi in un’apposita sede (insomma, il calcolo di questo Nerd Level pare essere davvero importante e affascinare parecchia gente) e vi mostrerò solo il Nerd Level inteso come Mutabile (quindi, qualitativamente o, se preferite, metaforicamente), anziché Variabile (ossia numericamente).

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TRANSFORMERS 4 – L’ERA DELL’ESTINZIONE: La Recensione

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Sì, ho visto proprio ieri sera Transformers 4. A tal pro, vedrò di rendervi noto quelle che sono state le mie pressioni, non prima, però, di aver messo in chiaro alcune cose. Anzi, una sola cosa, ossia l’interpretazione grafica del NERD LEVEL.

Se dovessi tracciare un grafico in cui, sull’asse delle ascisse ci inserissi il numero dei film (1, 2, 3, 4) e su quello delle ordinate il livello di squallore, la retta che si verrebbe a formare dalla congiunzione dei punti avrebbe inclinazione positiva, pari a 1. I punti al di sopra della retta, segnerebbero il livello di cazzutaggine di ogni film, mentre quelli al di sotto il livello di squallore.

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L’ASSIOMA DELL’INFELICITÀ DEI SOLDI: Una Leggenda Metropolitana

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Secondo un vecchio proverbio, pare che i soldi non facciano la felicità di chi li possieda.

Secondo questo detto popolano, chi è ricco è infelice.

Tradotto matematicamente, posto tutto tramite una simpaticissima funzione matematica, esiste una proporzionalità inversa tra felicità e ricchezza, il che sta a significare che la retta è inclinata negativamente, poiché all’aumentare del conto in banca diminuisce il livello di felicità e soddisfazione.

Tutto molto logico. E razionale.

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EDITORIA DIVERSAMENTE FREE: La Ka$ta dei Barbuti VI VEDE!

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L’Art. 118 della Legge sul Diritto d’Autore (633/1941) definisce il contratto di edizione come: «Il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell’editore stesso, l’opera dell’ingegno»

Fatta questa doverosissima premessa, mi accingo a rendervi noto di una pratica che in Italia si è diffusa a macchia d’olio, poiché se in principio era solo una casa editrice a promuoverla, adesso pare che siano davvero in poche le case editrici a rispettare l’articolo anteprima menzionatovi.

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IL 14 FEBBRAIO NON È SAN VALENTINO

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Dopo aver scoperto che il mio blog funziona meglio con il carattere Times New Roman (ci ho impiegato 3 anni per capirlo, ma, ehi, alla fine com’è che si dice: meglio tardi che mai, no?), ho deciso che scriverò solo così.

Sapevatelo.

Ma non è per informarvi di ciò che ho iniziato questo mio articolo-salmone “marinato e pepato” che ho intenzione di scrivere oggi, ma perché il 14 febbraio è alle porte e, come oramai tradizione consuetudinaria consolizzatasi nei tempi, questo 14 febbraio sarà l’ennesimo che trascorrerò rigirandomi i pollici, assistendo a scambi di cuoricini sui vari social network, a film strappalacrime trasmessi in TV e tutta una serie di cose che, credo, mi faranno detestare San Valentino.

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MY LIFE WITH BEA – Cronache di Predazione: The Real

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Chi mi segue su Facebook, saprà che da qualche giorno la mia vita ha iniziato a farsi parecchio movimentata e interessante.

A casa mia, dove già ci pestiamo i piedi io e la mia famiglia, sono approdate le mie due “nipotine” acquisite, ossia Marlene e Beatrice. La prima più mansueta, la seconda, al contrario, una calamità sovrannaturale, talmente tremenda da essersi meritata i seguenti soprannomi:

  1. Satana
  2. Figlia del diavolo
  3. Incarnazione del demonio
  4. Quintessenza del malvagità
  5. Angelo della male
  6. Sisma a quattro zampe
  7. Flagello di Dio
  8. Castigo di Dio
  9. Cataclisma canino
  10. Sciagura infernale

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L’IMPENNATA DELL’IVA sugli EBOOK: BUON 2015 A TUTTI

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È notizia di questi giorni, anche se già si vociferava verso fine anno, che il nostro “caro e amato governo” di sta ceppa di minchia (volutamente minuscolo e virgolettato) ha aumentato l’IVA sugli eBook, dato che, poverino, ha sempre le casse a rosso.

Ora, non starò qui ad aprire una sterile polemica su come, probabilmente, magari riducendosi stipendi, eliminando i rimborsi elettorali, eradicando i loro inutili benefit, eclissando le diarie e vendendo l’80% delle auto blu, nonché rinunciando ai loro dannati vitalizi, probabilmente e quasi sicuramente, non dico che risolleverebbero il Paese dalla crisi, ma sono sicuro che una boccata d’aria fresca ci sarebbe tutta.

Non vi sto a dire, ancora, nel caso decidessero di effettuare la medesima manovra nei confronti di magistrati, presidente della Banca d’Italia, presidente della repubblica (tutto molto volutamente minuscolo) e via dicendo, compresi le sanguisughe del parlamento europeo (lo so, sarà ripetitivo ma: volutamente minuscolo anche lui). E così, per tutti coloro che, seppur avendo il loro culo adagiato sugli allori più verdi e profumati del mondo, non muovendolo neppure per mangiare, dato che gli son serviti pasti che noi comuni mortali neppure ci sogniamo, percepiscono stipendi uguali se non infinitamente maggiori, con altrettanti maggiori benefit, privilegi di ignota natura e via dicendo.

Ma noi lo sappiamo, a loro tutto è concesso e dovuto, perché i loro sono diritti acquisiti.

A noi solo le trombate di fine anno, di fine stagione, di inizio mese, di fine mese e, perché no, anche settimanali (non vedo perché trascurarle. Dico bene?).

Fatto questo piccolo preambolo e ricordando che, come se non fosse ulteriormente sufficiente, nonostante un dimezzamento del prezzo del petrolio al barile, la benzina non diminuisce, perché siamo gli unici coglioni al mondo che paghiamo accise assurde (quali i finanziamenti della guerra in Etiopia o in Abissinia) compresa l’IVA sulle accise (tradotto: tasse sulle tasse) e i prezzi dei beni al consumo, misteriosamente, aumentano, torniamo a noi.

Torniamo alla questione principale: l’IVA sugli eBook.

Ma prima di lanciarmi al massacro, voglio farvi vedere una bella cosa:

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Le ultima parole famose. Perché «Un libro è un libro», eh! 
E 'sti cazzi non ce li mettiamo?

I nostri amorevoli parlamentari di sta ceppa, hanno deciso, con fare arguto e in modo che più diversamente geniale non si può, di aumentare l’IVA sui libri digitali in questo modo:

  1. Una lieve impennata dal 3% al 4% per gli eBook provvisti di ISBN;
  2. Una fottuta impennata con trombata annessa, dal 3% al 22% per gli eBook non provvisti di ISBN.

Ora, per chi non lo sapesse, gli eBook di noi autori emergenti sono sprovvisti di ISBN.

Già le royalty che percepivamo precedentemente erano ridicole, ma adesso sono diventate una miseria, roba che neppure una cena al McDonald’s a fine anno sarà più possibile solo immaginare di poter organizzare.

E va bene che ho cercato di essere buono verso tutti, partecipando a promozioni collettive in cui, per amore verso le mie lettrici e i miei lettori, ho prezzato i miei libri a 0,99 centesimi percependo royalty che sono tutto un programma (come nell’ultima Christmas Carol 2014, a cui ho partecipato con immenso piacere, tra l’altro), ma essere preso per il culo da un branco di nullafacenti il cui culo è mantenuto dalle mie tasse, beh, se permettete no. Questa cosa mi irrita e mi fa incazzare un po’.

Non me ne vogliate, care lettrici e lettori. Ma da oggi, la mia politica di prezzi cambia un pochino.

No, non preoccupatevi: i prezzi saranno sempre accessibili, soltanto che ho ritoccato un po’ gli stessi per garantirmi royalty quanto meno decenti e non umilianti.

Sostanzialmente, i miei eBook saranno così prezzati:

  1. Mirko alla Conquista del Regno di Jolokìa, sarà prezzato a 2,00 euro;
  2. Wolf’s Eyes e Wolf’s Eyes – Mìngyùn vedranno lievitare il prezzo a 2,00euro
  3. Wolf’s Eyes – Piacŭlum, invece, costerà 2,50 euro
  4. Wolf’s Eyes – Fallna, non ancora edito, avrà un prezzo più alto, poiché molto più lungo degli altri. Non ho ancora deciso, ma non costerà meno di 3 euro.

Come vedete, si tratta sempre di prezzi umani e accessibili, nulla di esoso o mostruoso.

Ma se permettete, non è che posso campare con meno di 0,30 centesimi a copia venduta. Va bene che non avevo voglia di acquistarmi lo chalet in montagna e il SUV, ma così, converrete con me, che non potrò permettermi neppure un panino con una birra.

Tuttavia, dato che mi rendo conto che il popolo dei lettori è popolato, anche e soprattutto, da ragazze e ragazzi, ragazzine e ragazzini i quali, sfortunatamente, non dispongono di somme di denaro o, comunque, se ne dispongono le stesse sono limitate, non rinuncerò a effettuare le mie solite promozioni gratuite in cui sarà possibile scaricare alcuni o tutti i miei libri senza sborsare un centesimo.

Purtroppo, noi autori emergenti veniamo trombati un giorno sì e l’altro pure, ma cerchiamo di adattarci alle scelte del mercato, tentando di essere i più disponibili possibili, anche e soprattutto nei confronti dei nostri lettori.

E sapete com’è che si dice: quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

Ora, io non sono un duro e francamente non ho mai pensato neppure lontanamente di esserlo. Tuttavia, non sarà un duro ma non sono neppure un cretino e, quindi, spero capiate che almeno 0,70 centesimi di royalty o poco più per l’unico libro con prezzo di 3,00 euro, beh… Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

Vi ringrazio per la pazienza, tutte/i.

Mentre, a voi cari governanti dei miei stivali, sappiate che se continuate di questo passo, strafottendovene di chi urla, piange, si dispera e si suicida, ma pensando solo ai vostri cui e alle vostre pance, beh… Dai! Davvero non immaginate neppure come potrebbe andare a finire?

Un solo indizio: vi ricordate come finì alla simpaticona che rispose al tizio che le faceva notare che il popolo aveva fame e non aveva il pane: «Che mangino le brioches…»

Sì, esatto: proprio così!

Vi lascio con una sola ultima domanda: come siete messi a carta igienica lì, in Parlamento?

Fatene una buona provvista: vi sarà utile, molto utile. Più utile di quel che possiate soltanto lontanamente immaginare.

Felice vita a tutte/i,

Antonio

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I BIMBIMINCHIA DELL’ORDINARIO POMERIGGIO ITALIANO

BIMBIMINKIA

«guarda com’è bianco il mio bucato…!», disse la mamma guardando il figlio drogato…

È di qualche giorno la notizia che un branco di cerebrolesi, in evidente stato di nullafacenza perpetuata da chissà quanto tempo, lunedì  6 Ottobre abbia aggredito un bambino di 14 anni che, assieme a suo padre, si era recato in un autolavaggio del suo paese, Quarto (provincia di Napoli), per lavare l’automobile del genitore e il suo motorino.

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